In questo numero
a bordo Andrea Bernagozzi  
     
COmmenta Commenta l'intervento
di Giangilberto Monti
 
     
Cosmotaxi
Cosmotaxi Arrivederci al 6 settembre  
     
Newsletter
Newsletter

Pornosofia

 
     
Come al bar
Come al bar Uno sconosciuto video Fluxus  
     
Segnalato su Webtrekitalia - Portale di cultura Trek

L’ospite accanto a me è Giangilberto Monti.

Autore di teatro e radiodrammi, chansonnier, regista.
Ha studiato interpretazione vocale con Cathy Berberian, recitato con molti nomi della scena italiana da Franca Rame e Dario Fo a Lella Costa, è autore (con Veronica Di Pietro) di un Dizionario dei cantautori  e di un più recente Dizionario dei comici e del cabaret.
Per saperne di più, c’è il suo sito web, cliccate QUI.
In questo mese, per i Terrestri è il marzo 2009, proprio quel “Dizionario dei comici” fornisce lo spunto ad un incontro con Giangilberto nello Spazio.
Si tratta di un lavoro monumentale, mancava in Italia una pubblicazione su quel tema da 110 anni, dal 1901. Non è soltanto un catalogo (che Borges a ragione ritiene sia l’assoluto fra i generi editoriali), perché l’autore registrando le varie voci traccia una vera e propria storia della comicità italiana, elabora un profilo del nostro ridere, e anche della nostra incapacità di ridere perché nel libro sono documentate le tante censure che il potere politico, dal fascismo ai giorni bui che stiamo vivendo, ha imposto a tanti artisti di ieri e di oggi. 
A titolo personale, poi, gli sono grato anche perché con questo suo Dizionario mi ha ricordato molti miei momenti professionali che ho vissuto con tante figure con le quali ho lavorato, da Pietro De Vico a Marcello Marchesi, da Lelio Luttazzi a Paolo Villaggio, a parecchi altri che i tanti (sigh!) miei anni Enpals hanno permesso.

 

Benvenuto a bordo, Giangilberto…
Mi mancava un’intervista spaziale…
Nicola Batavia, chef e patron del ristorante 'l Birichin di Torino mi ha consigliato d’assaggiare durante il nostro viaggio spaziale questo Barbera 2004 di Aldo Conterno; ha scritto anche una nota in Spacefax che dice: “Serietà e capacità di vinificare. Questo per me è l'emblema di questo produttore. Perciò ha prodotto una vera barbera da urlo”.
Fin qui Nicola Batavia… qua il bicchiere.
Adesso ascoltami: il Capitano Picard è bravissimo, per lodarne la guida, a Roma direbbero “è un bel manico”, però noi nello spazio stiamo, schizziamo ”a manetta”, prudenza vuole che tu trasmetta sulla Terra, come sempre chiedo iniziando la conversazione con i miei ospiti, il tuo ritratto… interiore…insomma, chi è Giangilberto secondo Giangilberto…
Un autore e chansonnier nato a Milano negli anni Cinquanta, ma di origini miste (un po’ di Napoli e un po’ di tutto il resto).
Ora che i miei avventori ti conoscono meglio, dimmi che cosa ti ha più motivato nel realizzare il ”Dizionario dei comici e del cabaret”?
Credo che la spinta principale sia stata  la voglia di raccontare un mondo che ho amato e vissuto da artista e da spettatore: dall'autunno del 1986 all'estate del 1995 ho passato quasi tutte le sere al primo Zelig, quello per intenderci con un palchetto-pedana per i comici di due metri x quattro, un protocamerino che serviva più che altro da magazzino bibite e una vista sul maleodorante Naviglio della Martesana, zanzare e nebbia comprese, a seconda della stagione. Dopodiché il resto l'ha fatto la mia naturale curiosità e la scoperta che nessuno aveva mai tentato di catalogare in modo esauriente questo straordinario mondo fatto di grandi nomi e umili mestieranti. Io ci ho provato…
Quanto tempo ti ha preso quel lavoro, e per farlo di quali strumenti ti sei servito per  rintracciare tante figure, date, cronache?
Quattro anni, più o meno, tra libri, dischi, articoli di giornale. E interviste ad amici e colleghi.
Buttiamola sul giallo.
L’avanspettacolo – intendo nella sua forma tradizionale – è scomparso per morte naturale? S’è suicidato? E’ stato ucciso?
Quasi…. forse l’unica formazione che oggi si rifà a quel genere, o ne è la trasposizione moderna, è il trio di Aldo, Giovanni e Giacomo, ma non è un’opinione solo mia, la sostiene da tempo anche il regista Vito Molinari.
Due domande in una. Lo ammetto, sono ingordo.
Esiste un tratto caratteristico della comicità italiana? In altre parole, un genius loci, qualcosa che lo differenzia dal modo in cui si ride in altri paesi?
E ancora: sappiamo ridere di noi stessi di più o di meno rispetto ad altre nazioni occidentali?
La satira, l’umorismo, il grottesco e la clownerie esistono un po’ dappertutto sul pianeta Terra, e noi certamente sappiamo ridere di noi stessi… e quando ce lo permettono lo facciamo anche bene..
Umberto Eco tempo fa ha scritto: “… è possibile che un giorno non si riesca più a ridere dei tormenti nevrotici di Woody Allen però si riderà sempre della gag di Stanlio e Ollio che cercano invano di portare un pianoforte lungo una ripidissima scalinata”. Aggiunge poi che non si riesce a ridere oggi di certi umoristi, secoli e anni fa irresistibili, ma continueremo sempre a ridere della beffa sessuale delle ateniesi nella Lisistrata d’Aristofane oppure degli affanni dell’Avaro o del Malato di Molière. Premessa per chiederti: aldilà di monologhi o scene riferite all’attualità, operi una differenza fra l’umorista e il comico. Se sì, in che cosa la ravvisi?
Gli umoristi solitamente “scrivono” la risata, gli artisti comici la interpretano sulla scena. Ma queste sono solo definizioni.. quanto poi a Umberto Eco sono convinto che “Il nome della rosa” sia un vero capolavoro, come pure “Gli scritti pornografici” di Boris Vian e la tromba di Miles Davis… cosa dicevi del pianoforte?…
… che è un po’ scordato… e il pianista va fuori tempo…
Benedetto Croce, stroncando nel 1909 il saggio L’umorismo di Pirandello, apparso l’anno prima (preciso ai miei avventori che entrambi nella dizione “umorismo” si riferivano alla comicità in generale), al contrario del drammaturgo, sosteneva che “vi sono umoristi, ma non l'umorismo”…
A me Croce non mi ha mai scatenato grandi risate, Pirandello invece aveva lavorato con i fratelli De Filippo, forse qualcosa di più ha capito
E’ vero oppure no che oggi il ‘comico di parola’ è preferito al ‘comico di situazione’?
Secondo Zelig Off, Out, In e Circus i primi fanno bene all’audience, secondo il pubblico che frequenta i teatri o i locali-cabaret, i secondi sono più interessanti.
Secondo gli impresari e i produttori van bene tutte e due, basta che ci sia qualcuno che paghi il biglietto.. ma l’importante che il comico faccia ridere.. e non succede sempre..
Prima di lasciare i miei ospiti di questa taverna spaziale, li costringo crudelmente a fare una riflessione su Star Trek, non necessariamente elogiativa… che cosa rappresenta quel videomito nel tuo immaginario? Ammesso che qualcosa rappresenti, s’intende…
Era il mio telefilm preferito, naturalmente parlo della prima serie.. quindi viva il Capitano Kirk!…anche se la comicità è umana, quindi illogica, come direbbe il Dottor Spock…
Siamo quasi arrivati a Mònty-G, pianeta abitato da alieni che con Petrolini ridono di “Colmi, lazzi, scherzi, inezie / stupidaggini, freddure / cose serie oppur facezie / cose molli e cose dure”  … se devi scendere, ti conviene prenotare la fermata. Stoppiamo qui l’intervista, anche perché è finita la bottiglia di Barbera 2004 prodotta da Aldo Conterno e consigliata da Nicola Batavia patron e chef del ristorante ‘L Birichin di Torino… Però torna a trovarmi, io qua sto… intesi eh?
Il panorama è bellissimo... ma la cintura di sicurezza dov’è?… comunque grazie veramente per l’ospitalità e complimenti per l’astronave… allora, ‘sta cintura?
Ti saluto com’è d’obbligo sull’Enterprise: lunga vita e prosperità!

 

E' possibile l'utilizzazione di queste conversazioni citando
il sito dal quale sono tratte e menzionando il nome dell'intervenuto.

Vi preghiamo di non richiedere alla redazione recapiti telefonici,
mail o postali dei nostri ospiti; non possiamo trasmetterli,
è vietato dalla legge sulla privacy.

 

Aggiungi il tuo commento sull'intervento di Giangilberto Monti

 

In questo numero sono a bordo.... Archivio completo Enterprise Naviga per aree tematiche

 

Ritorna SopraAutoscatto | Volumetria | Come al bar | Enterprise | Nadir | Newsletter
Autoscatto
Volumetria
Come al bar
Enterprise
Nadir
Cosmotaxi
Newsletter
E-mail

Teatro

 

Marco Baliani
Simone Carella
Pino Caruso
Silvio Castiglioni
Ascanio Celestini
Rita Cirio
Attilio Corsini
Mimmo Cuticchio
Mimmo Del Prete
Claudio Facchinelli
Nico Garrone
Carlo Infante
Kinkaleri
Marco Martinelli
Ermanna Montanari
Giangilberto Monti
Luciano Nattino
Vittoria Ottolenghi
Alfonso Santagata
Marco Solari
Teatro delle Ariette
Alessandra Vanzi
Emanuela Villagrossi
Ugo Volli

Archivio completo