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<title>Cosmotaxi</title>
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<description>brevi corse verso eventi, idee, persone</description>
<language>it</language>
<copyright>Copyright 2003, armando adolgiso</copyright>
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<title>Un amore di Swann</title>
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<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Senza disconoscere il valore di &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Marcel_Proust &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Marcel Proust&lt;/a&gt; (Parigi, 10 luglio 1871 – Parigi, 18 novembre 1922), amo troppo C&amp;#233;line per amare quel pur grande autore francese, ma c’&amp;#232; una sua opera che molto mi piace e molto mi coinvolge: “Un amore di Swann”.&lt;br /&gt;&quot;Dalla parte di Swann&quot; (o &quot;La strada di Swann&quot;) &amp;#232; il primo volume di “Alla ricerca del tempo perduto”. A volte &amp;#232; pubblicata separatamente solo la seconda delle tre parti di cui &amp;#232; composta, &lt;i&gt;Un amore di Swann&lt;/i&gt;, che costituisce un romanzo nel romanzo.&lt;br /&gt;Diversi editori rifiutarono questo volume, che, infine, sar&amp;#224; pubblicato a spese dell’autore, nel 1913.&lt;br /&gt;“Un amore di Swann” &amp;#232; la storia di un tormento, di un amore che diventa ossessione, malattia, rovina: una vicenda di passione, gelosia, tradimenti nella Parigi della mondanit&amp;#224; di fine Ottocento. Tre sono i personaggi principali: Charles Swann, ricco ed elegante uomo di mondo; Odette de Crecy, bella cortigiana raffinata e opportunista per la quale l’uomo perde la testa; infine Madame Verdurin, ricchissima e snob, a capo di un salotto nel quale nascer&amp;#224; l'amore tra Swann e Odette. &lt;br /&gt;Nel 1984 Volker Schl&amp;#246;ndorff ne trasse un film che accanto ad un grande Jeremy Irons nel ruolo del protagonista vide Ornella Muti che rese improbabile Odette de Crecy. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ha scritto &lt;a href=&quot; http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Raboni  &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Giovanni Raboni&lt;/a&gt; :“Da un certo punto in poi, insensibilmente e fatalmente, la storia dell' amore di Swann si trasforma nella storia di una malattia, di un supplizio, di una profana via crucis. Pi&amp;#249; di una volta &amp;#232; tentato di rompere, di riacquistare la propria libert&amp;#224; e la propria dignit&amp;#224;; ma qualcosa oscuramente lo avverte che questa vicenda dolorosa lo ha rivelato a se stesso, lo ha aiutato a maturare psicologicamente e moralmente, ha dato un senso alla sua vacua esistenza di esteta […] Come pu&amp;#242; finire questa storia struggente e infernale? In realt&amp;#224;, ci suggerisce Proust, non pu&amp;#242; finire. Nell’ultima pagina, Swann (che ha appena pagato all’amante e ai suoi amici una costosa crociera dalla quale lei lo ha tranquillamente escluso) decide - questa volta, sembra, per davvero - di lasciarla; e, con una battuta amaramente divertita che mi sembra giusto riportare alla lettera e per intero, cos&amp;#236; commenta fra s&amp;#233; e s&amp;#233; la storia di questo suo amore: &lt;i&gt;E dire che ho sciupato anni della mia vita, ho desiderato di morire, ho avuto il mio pi&amp;#249; grande amore, per una donna che non mi piaceva, che non era il mio tipo!&lt;/i&gt;&quot;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Pochi romanzi hanno una cos&amp;#236; strepitosa frase conclusiva.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ancora Raboni: &quot;Swann parla al passato, come di un’esperienza conclusa, di un capitolo chiuso: e forse &amp;#232; davvero cos&amp;#236;. Sta per&amp;#242; di fatto che quando, proseguendo nel cammino della Recherche, torneremo ad imbatterci in Swann, lo troveremo sposato. Sposato con Odette&quot;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src='http://img41.imageshack.us/img41/9732/atiezzi.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;Ora (proprio usando la traduzione di Raboni),  dopo  il successo del “Sogno di un mattino di primavera” di D'Annunzio, che risale al 2007, &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Tiezzi&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Federico Tiezzi&lt;/a&gt; (&lt;i&gt;in foto&lt;/i&gt;) torner&amp;#224; a dirigere &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Sandro_Lombardi  &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Sandro Lombardi&lt;/a&gt; nel prossimo appuntamento al cortile del Bargello, portando alla ribalta &lt;b&gt;Un amore di Swann&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Nell’ambientazione scenografica di Pier Paolo Bisleri, con le luci disegnate da Gianni Pollini, fra le immagini digitali di Antonio Giacomin, gli attori indosseranno costumi ideati da Giovanna Buzzi.&lt;br /&gt;Sandro Lombardi interpreter&amp;#224; Swann, Elena  Ghiaurov impersoner&amp;#224; Odette de Crecy, mentre Iaia Forte sar&amp;#224; Madame Verdurin.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lo spettacolo &amp;#232; realizzato in collaborazione con Soprintendenza Speciale P.S.A.E per il Polo Museale della citt&amp;#224; di Firenze, Museo Nazionale del Bargello, Associazione “Amici del Bargello”, Firenze Musei, Fondazione Teatro della Pergola.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ufficio Stampa: Simona Carlucci, info.carlucci@libero.it; tel. 0765 24182  e 335 - 5952789&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per gli amanti delle maioliche:“Fabulae Pictae”. Miti e storie nelle maioliche del Rinascimento. La mostra, al Museo Nazionale del Bargello, &amp;#232; visitabile gratuitamente prima e dopo lo spettacolo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un amore di Swann&lt;br /&gt;di Marcel Proust&lt;br /&gt;Reg&amp;#236;a di Sandro Lombardi&lt;br /&gt;Cortile del Museo Nazionale del Bargello&lt;br /&gt;Via del Proconsolo 4, Firenze&lt;br /&gt;info:  055 – 600 218; 055 – 60 94 50&lt;br /&gt;info@lombarditiezzi.it&lt;br /&gt;da mercoled&amp;#236; 23 maggio a domenica 3 giugno, ore 21:15&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 23:49:42 GMT</pubDate>
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<title>Maestri e no</title>
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<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come sa chi generosamente segue queste mie note, leggo da molti anni sempre con gioia le opere di &lt;b&gt;Sebastiano Vassalli&lt;/b&gt; (per un’essenziale sua biobliografia e foto &lt;a href=&quot;http://www.einaudi.it/libri/autore/vassalli-sebastiano/0000065/V&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt; , per un’altra nota pi&amp;#249; articolata:&lt;a href=&quot;http://it.wikiquote.org/wiki/Sebastiano_Vassalli &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CLIC&lt;/a&gt;) perch&amp;#233; lo giudico uno dei nostri maggiori scrittori e perch&amp;#233; &amp;#232; riuscito in un’impresa unica: tracciare un’archeologia del presente (citazione di un suo titolo) su plurali occasioni storiche del nostro paese facendone un itinerario che, pur riflettendo sulle peculiarit&amp;#224; italiane, si legge come un universale, amaro ritratto dell’esistenza umana.&lt;br /&gt;Accanto alla sua attivit&amp;#224; di narratore, la sua scrittura scorre anche su di un cursore di natura saggistica laddove fatti di costume o riflessioni su momenti e personaggi della vita letteraria sono vissuti in modo assolutamente non accademico, con forza sanguigna e guizzi sulfurei.&lt;br /&gt;&lt;img src='http://img692.imageshack.us/img692/994/avassalli.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;Ne &amp;#232; testimonianza anche la recentissima pubblicazione – mandata in libreria dalle &lt;a href=&quot;http://www.interlinea.com &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Edizioni Interlinea&lt;/a&gt; – intitolata &lt;b&gt;Maestri e no&lt;/b&gt; &lt;i&gt;Dodici incontri fra vita e letteratura&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Si tratta di una serie di prefazioni commissionate da varie case editrici, dodici incontri con altrettanti autori che si traducono per noi lettori in dodici illuminazioni sull’Apostolo Paolo (Lettera ai Romani), Gustave Flaubert (Bouvard et P&amp;#233;cuchet), Giovanni Faldella (A Parigi), Ernesto Ragazzoni (Buchi nella sabbia e pagine invisibili), Dino Campana (Canti Orfici), Antonio Gramsci (Lettere dal carcere), Dino Garrone (Sorriso degli Etruschi), Louis-Ferdinand C&amp;#233;line (morte a credito), Renata Vigan&amp;#242; (L’Agnese va a morire), Danilo Dolci (Racconti siciliani), Malcom X (Autobiografia), Lorenzo Milani (Lettera a una professoressa).&lt;br /&gt;Dodici microsaggi (… arte difficile &amp;#232; quella di scrivere sul breve) che illuminano l’opera presentata assai spesso congiungendola con tratti interpretativi della vita dell’autore sicch&amp;#233; le vite scavano le pagine e queste quelle. &lt;br /&gt;In una breve introduzione Vassalli afferma: &lt;i&gt;La letteratura &amp;#232; sempre bio-grafia: scrittura di vita. Anche quando non racconta nessuna storia, di nessuna persona. Perci&amp;#242; gli incontri che si fanno tra le pagine dei libri sono altrettanto importanti di quelli della vita. Spesso, anzi, sono pi&amp;#249; importanti. E non &amp;#232; detto che siano sempre prevedibili, o che siano sempre positivi&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Mi piace accostare questo incipit ad altre sue parole che si trovano in &lt;a href=&quot;http://www.interlinea.com/news_img/dettaglio.asp?ID=815 &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Un nulla pieno di storie&lt;/a&gt;: &lt;i&gt;Io credo che la grande letteratura, nonostante tutto, continuer&amp;#224; a esistere. Anche se l’arte del racconto, in quest’epoca dominata dalla religione dei numeri, sembra essere diventata completamente inutile […] Ma ancora ogni tanto comparir&amp;#224; sulla scena un libro della razza di cui parlava Nietzsche. Un libro che “non &amp;#232; un uomo, ma &amp;#232; quasi un uomo'” e incomincer&amp;#224; a camminare da una generazione all’altra, da un’epoca all’altra. Io continuo a credere nella letteratura&lt;/i&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sebastiano Vassalli&lt;br /&gt;Maestri e no&lt;br /&gt;Pagine 120, Euro 18.00&lt;br /&gt;Interlinea Edizioni&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Wed, 16 May 2012 02:36:28 GMT</pubDate>
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<title>Hans Hartung: opere scelte 1947 - 1988</title>
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<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ecco un artista che ha vissuto una vita spericolata: esilio, Legione straniera, combattente antifascista, carcere, amputato di una gamba. E’ Hans Hartung, pittore tedesco naturalizzato francese, nato a Lipsia il 21 settembre 1904 e morto ad Antibes il 7 dicembre 1989.&lt;br /&gt;Per una pi&amp;#249; precisata biografia: &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Hans_Hartung&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt; . &lt;br /&gt;A lui, nel 1971, &amp;#232; stato dedicato un cortometraggio, basato sulla sua vita avventurosa, girato da Christian Ferlet.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ora &amp;#232; in corso  alla galleria d'arte &lt;a href=&quot;http://www.galleriarepetto.com/index.php  &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Repetto&lt;/a&gt; di Acqui Terme, la mostra &lt;b&gt;Hans Hartung, opere scelte 1947 - 1988&lt;/b&gt;. Un'unica esposizione che, dopo essere stata presso la Galleria d'arte Frediano Farsetti di Firenze, successivamente sar&amp;#224; visibile dal 17 settembre al 28 ottobre alla Galleria Tega di Milano.&lt;br /&gt;Schede tecniche e biografia a cura di Elisa Morello, Silvia Petrioli, Chiara Stefani. &lt;br /&gt;Testi di Paolo Repetto e Chiara Stefani.&lt;br /&gt;Catalogo hardcover, a colori, bilingue italiano - inglese: &lt;a href=&quot;http://artelizea.com/pubblicazioni.php &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Lizea Arte Edizioni&lt;/a&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src='http://img32.imageshack.us/img32/5655/ahartung.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;In foto un suo acrilico su tela del 1984.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In Galleria 41 lavori su tela, pastelli e chine su carta, dal 1947 al 1988, a testimoniare il grande amore che ebbe per la luce e la volta celeste.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Scrive &lt;b&gt;Paolo Repetto&lt;/b&gt;: &lt;i&gt;Fin da bambino, Hartung fu affascinato dal mistero del cielo, dai fuochi delle stelle, dalle imponderabili energie del cosmo. Accudito da una nonna terrorizzata dai temporali, quando aveva appena sei anni, egli ebbe la prima rivelazione della luce: la luce come fulmine, la luce come enigmatica scarica elettrica, la luce che esplode dal grembo delle tenebre, la luce come misteriosa e occulta energia cosmica. Attraverso il disegno e la pittura - come segno, gesto terapia, colore - egli ne riproduce e trasfigura il fascino, la forza, il mistero, la sovrana luce che spacca il suo guscio di tenebra &lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E: &lt;b&gt;Chiara Stefani&lt;/b&gt;: &lt;i&gt;Le opere di Hans Hartung presenti in questa mostra offrono allo spettatore un'occasione per addentrarsi in una lunga parabola artistica, che attraversa tutta la seconda met&amp;#224; del secolo appena trascorso. Pi&amp;#249; di cinquant'anni di carriera vissuti da protagonista dell'arte astratta del secondo dopoguerra, che lo collocano accanto ai pi&amp;#249; gradi nomi della pittura internazionale, ma che allo stesso tempo sono contraddistinti da una cifra stilistica assolutamente originale e unica&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ufficio Stampa: Studio Pozzi,  Via Paolo Frisi 3 Milano&lt;br /&gt;Alessandra Pozzi, Tel 02 - 76 00 39 12; 338 -  59 65 789&lt;br /&gt;pozzicomunicazione@gmail.com&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&quot;Hans Hartung, opere scelte 1947 - 1988&quot; &lt;br /&gt;A cura di Leonardo Farsetti, Carlo Repetto, Giulio Tega.&lt;br /&gt;Galleria Repetto &lt;br /&gt;Via Amendola 23, Acqui Terme &lt;br /&gt;Fino al 30 giugno 2012&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:03:02 GMT</pubDate>
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<title>Stephen J. Gould  Legacy  (1)</title>
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<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Si svolge a Venezia – organizzato dall'&lt;a href=&quot;http://www.istitutoveneto.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti&lt;/a&gt; in collaborazione con l’Universit&amp;#224; &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0_Ca'_Foscari_Venezia &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Ca' Foscari&lt;/a&gt; – un convegno internazionale su &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Stephen_Jay_Gould&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Stephen J. Gould&lt;/a&gt; . &lt;br /&gt;Il meeting &amp;#232; intitolato: &lt;b&gt;Stephen J. Gould  Legacy&lt;/b&gt; &lt;i&gt;Nature, History, Society&lt;/i&gt; ed &amp;#232; stato mosso e realizzato dall’epistemologa &lt;a href=&quot;http://www.adolgiso.it/enterprise/maria_turchetto.asp &quot;&gt;Maria Turchetto&lt;/a&gt;, docente a Ca' Foscari, che, come spiega nell’intervista nella seconda parte di questo servizio, ha raccolto segnali a lei pervenuti da studiose e studiosi dell’opera di Gould.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quest’anno ricorrono i dieci anni dalla morte di questo scienziato (&lt;i&gt;in foto&lt;/i&gt;) nato il 10 settembre 1941 a New York e morto a sessant’anni nella stessa citt&amp;#224; il 20 maggio 2002. &lt;br /&gt;&lt;img src='http://img526.imageshack.us/img526/1281/agould.png' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;E’ stato il biologo evolutivo pi&amp;#249; influente del XX secolo, protagonista d’innovative teorie e all’origine di una grande quantit&amp;#224; di dibattiti e polemiche costringendo a ripensare idee radicate su modelli da lui ritenuti superati; le sue illuminazioni, infatti, hanno avuto incredibili conferme sperimentali.&lt;br /&gt;Mor&amp;#236; di cancro, avendone sconfitto un altro vent’anni prima.&lt;br /&gt;Cresciuto in una famiglia ebraica laica, Gould preferiva definirsi agnostico. Non a caso il bimestrale dell’Uaar (Unione degli Atei e Agnostici razionalisti), “L’ateo” nel gennaio di quest’anno gli ha dedicato uno ‘special’. In uno di quegli articoli, scriveva il genetista &lt;i&gt;Marcello Buiatti&lt;/i&gt;: “Gould, come Charles Darwin, era un agnostico razionalista e sosteneva che scienza e religione possono convivere perch&amp;#233; appartengono a due aree di pensiero totalmente diverse. Diceva &lt;i&gt;Noi scienziati calcoliamo l’et&amp;#224; delle rocce e la religione ha le rocce dell’et&amp;#224;; noi studiamo dove vanno i cieli e loro come si fa ad andare in cielo. Queste due aree potrebbero restare pulite e nette se i due magisteri della scienza e della religione fossero separati da una vasta area vuota […] Questo non significa che non ci siano conflitti fra religione e scienza soprattutto se la religione &amp;#232; presa alla lettera e cio&amp;#232; viene considerata un credo per il quale ci sono veramente interventi miracolosi di Dio nella storia e che rifiuta di accettare gli incontestabili dati che confermano l’esistenza della evoluzione&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Insomma &amp;#232; chiaro: Gould in Vaticano &amp;#232; amato poco. Poco poco. Anzi, per niente.&lt;br /&gt;La sua popolarit&amp;#224; fu tale che lo troviamo perfino raffigurato in puntate della serie tv “I Simpson” e la sua singolare visione del vivere ben si riflette pure nel loft che volle ristrutturato in una particolare maniera di cui &lt;a href=&quot;http://www.stephenjaygould.org/library/stephens_soho-loft.html &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; ne troviamo una descrizione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il convegno si profila anche come un’occasione per quelli definiti “non addetti ai lavori” perch&amp;#233; in una sessione si parler&amp;#224; di temi e problemi concernenti l’informazione scientifica sui media; per gli specialisti, invece, si prospetta interessante una tavola rotonda sulla traduzione in italiano di “Ontogeny and Phylogeny” e la sua importanza nella ricerca scientifica.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Segue ora un incontro con Maria Turchetto.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Wed, 09 May 2012 23:23:55 GMT</pubDate>
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<title>Stephen J. Gould  Legacy  (2)</title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201205archive001.asp#1336609176001</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;A &lt;b&gt;Maria Turchetto&lt;/b&gt; (&lt;i&gt;in foto&lt;/i&gt;)  ho rivolto due domande.&lt;br /&gt;Com’&amp;#232; nata l’idea di questo convegno? Quali le sue principali motivazioni?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src='http://img820.imageshack.us/img820/4956/aturchetto.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;&lt;i&gt;Una premessa: Gould &amp;#232; un personaggio &lt;/i&gt;amatissimo&lt;i&gt;. Amato dai biologi, perch&amp;#233; ha riformulato la teoria dell’evoluzione facendola uscire dalle secche della cosiddetta Sintesi Moderna; dai filosofi, per la sua grande cultura e sensibilit&amp;#224; ai problemi metodologici; dagli scienziati sociali, per il suo impegno civile contro gli usi ideologici della biologia; dai non addetti ai lavori, per le sue doti di scrittura e comunicazione che hanno permesso a tutti di comprendere le nuove strade imboccate dalla ricerca. Quando mor&amp;#236;, il 20 maggio 2002, piansero in tanti… E poi qualcuno (Federica Turriziani Colonna, giovane studiosa oggi impegnata con altri giovani colleghi nella traduzione di “Ontogeny and Phylogeny”, opera di Gould non ancora pubblicata in Italia) si &amp;#232; ricordato che quest’anno ricorre il decennale della sua prematura scomparsa. Io ho solo il merito di aver preso la palla al balzo e per tempo, proponendo prima una piccola iniziativa a livello di Dipartimento e riuscendo poi a coinvolgere organizzazioni sempre pi&amp;#249; grosse – l’intero Ateneo di Ca’ Foscari, l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti – e organizzatori sempre pi&amp;#249; bravi. Finch&amp;#233; l’iniziativa &amp;#232; diventata davvero grossa, anzi enorme. Mi fa paura. Perch&amp;#233; non sar&amp;#224; un evento, ma l’”evento” dedicato a Gould a livello mondiale&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il sottotitolo di quest'incontro internazionale dedicato a Gould &amp;#232; “Natura, Storia, Societ&amp;#224;”. Come convivono nell’opera del paleontologo inglese i tre termini?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;Il sottotitolo riflette il nucleo originario della mia proposta che, rivolta inizialmente a un Dipartimento di Filosofia, intendeva appunto valorizzare la grande sensibilit&amp;#224; filosofica, storica e sociale di Gould: la sua visione della scienza come impresa razionale in divenire e immersa in contesti sociali, il suo interesse per gli intrecci tra cultura generale, ideologie e pratiche sociali nella formazione dei concetti biologici. Nel programma del convegno rimane una sezione dedicata a questi temi, mentre le altre riguarderanno soprattutto il lascito scientifico di Gould. Il che non mi dispiace affatto, perch&amp;#233; si tratta di un’eredit&amp;#224; preziosa e precorritrice che ha aperto nuove strade alla ricerca. Pi&amp;#249; che doveroso, dunque, valorizzarla al massimo&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per una scheda (in italiano e inglese) sul convegno, per conoscere i nomi dei relatori e il dettaglio del programma: &lt;a href=&quot;http://www.istitutoveneto.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/564 &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CLIC!&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Stephen J. Gould  Legacy&lt;br /&gt;10 e 11 maggio: Istituto Veneto di Scienza, Lettere ed Arti&lt;br /&gt;12 maggio: Universit&amp;#224; Ca’ Foscari&lt;br /&gt;Venezia&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Wed, 09 May 2012 23:19:36 GMT</pubDate>
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<title>Due punti mette il punto</title>
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<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Salone del Libro titola l’edizione di quest’anno “Primavera digitale” e vi partecipano editori spaventati dal libro elettronico, cos&amp;#236; come lo furono gli amanuensi quando arriv&amp;#242; Gutenberg; editori che, pur tentando di occultarlo, mostrano il loro clamoroso ritardo d’idee e di cultura d’impresa.&lt;br /&gt;La Fiera torinese &amp;#232; diventata un’occasione sempre pi&amp;#249; mondana e dagli incerti effetti promozionali, a Francoforte l&amp;#236; almeno sul piano commerciale &amp;#232; una cosa seria. Il mercato non &amp;#232; il diavolo se di vero mercato si tratta. In Italia si blatera contro una cosa inesistente: l’industria culturale. Avercene! Da noi si arranca dietro l’improvvisazione, la protezione dei partiti, premi e festival da operetta promossi da assessori a caccia di voti.&lt;br /&gt;L’industria culturale, nel bene e nel meglio come nel male e nel peggio, &amp;#232; cosa diversa.&lt;br /&gt;Che al Salone del Libro siano presenti grandi e medie case editrici &amp;#232; comprensibile, meno lo &amp;#232; la presenza dei piccoli editori che (spesso dissanguandosi) corrono l&amp;#236; (dopo aver parlato male per un anno intero di quella manifestazione) credendo di trovarvi chiss&amp;#224; quale luce mentre vengono da sempre puntualmente oscurati da feste, aperitivi e spettacolini offerti dalle grandi (nel senso di dimensioni aziendali) sigle editoriali. &lt;br /&gt;Perci&amp;#242; mi piace la posizione presa dalla palermitana &lt;a href=&quot; http://www.duepuntiedizioni.it &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;:duepunti&lt;/a&gt; dalla quale ho ricevuto un comunicato web che volentieri rilancio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;img src='http://img155.imageshack.us/img155/5038/alogoduepunti.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;&lt;i&gt;Anche quest’anno &amp;#232; arrivato maggio, e sempre pi&amp;#249; forte si fa la pressione sugli editori e sui loro uffici stampa: ci siete al Salone? ci vediamo al solito stand? cosa presentate di nuovo? chi portate? Domande che di questi tempi suonano un po’ come: (r)esistete ancora? siete ancora vivi? Ebbene: quest’anno NON CI SAREMO. Ma (R)ESISTIAMO ANCORA e SIAMO ANCORA VIVI.&lt;br /&gt;Non rinunciamo a incontrare i nostri lettori, a confrontarci e a scambiare idee con colleghi, autori, traduttori, librai e curiosi, ma continuiamo a farlo attraverso altri canali, altre occasioni, con interlocutori pi&amp;#249; attenti e che sappiano mettersi in discussione senza rimanere in balia delle sirene (n&amp;#233; di Ulisse, n&amp;#233; della contraerea). In attesa di scorgervi un mutamento di direzione, un’idea, una visione sull’editoria che cambia, salutiamo il Salone e le sue cene esclusive. Stavolta facciamo a casa da noi, veniteci a trovare in redazione o in rete. Parleremo di libri, di lavoro culturale, e anche di politica.&lt;br /&gt;Non ci ha convinto neppure l’iniziativa “Il maggio dei libri”, promossa dal Ministero per i beni e le attivit&amp;#224; culturali, il Centro per il libro e la lettura e l’Associazione italiana editori, con il suo slogan “Fuggiamo insieme. Cresciamo insieme. Con i libri e la lettura”. Non siamo fuggiaschi, come suggerisce il segnalibro annodato a richiamare il lenzuolo del carcerato. Ci pare che il problema della scarsa diffusione della lettura in Italia, in assenza di un chiaro disegno politico di sviluppo economico e culturale, non possa essere risolto con una campagna di sconti. Gli sconti fanno piacere, ma durano poco. Noi vogliamo cambiare le regole. Le giuste esigenze dei lettori devono essere affrontate con un’equa e trasparente determinazione dei prezzi. Dunque :duepunti non aderisce all’iniziativa prevista nelle librerie italiane dal 19 al 23 maggio e NON FUGGE&lt;/i&gt;, :duepunti &lt;i&gt;guarda con interesse e partecipazione al laboratorio del &lt;a href=&quot;http://www.ilquintostato.it/tv-commons/appello-del-quinto-stato &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Quinto Stato&lt;/a&gt;, preziosa opportunit&amp;#224; di confronto con persone e soggetti collettivi di cui condividiamo non solo problemi e preoccupazioni, ma anche valori e obiettivi&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Wed, 09 May 2012 07:25:19 GMT</pubDate>
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<title>L'universo è fatto di storie </title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201205archive001.asp#1336380441001</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;“Un record Yoshitaka Fujii lo ha raggiunto” – cos&amp;#236; ha scritto di recente su Repubblica Elena Dusi – “Professore alla Toho University di Tokyo puntava a realizzare l'en plein di articoli scientifici pubblicati in una vita. E invece ha accumulato un numero senza precedenti di inchieste e di studi ritirati per frode. Sono 193 le sue ricerche pubblicate su 23 diverse riviste specializzate ritirate dalla biblioteca della scienza. Un record. Il precedente, secondo l'associazione &quot;Retraction Watch&quot; che effettua il monitoraggio delle frodi scientifiche, apparteneva al medico tedesco Joachim Boldt, colpevole di aver falsificato ‘appena’ 90 pubblicazioni”. &lt;br /&gt;Fujii &amp;#232; stato licenziato dall'universit&amp;#224; di Toho. Ma quanti come lui circolano fra noi? &lt;br /&gt;Una ricerca del “Journal of Medical Ethics” recentemente ha rivelato che negli studi di medicina e biologia le frodi si sono moltiplicate di sette volte tra il 2004 e il 2009. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Su questo problema &lt;a href=&quot;http://www.neripozza.it &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Neri Pozza&lt;/a&gt; ha mandato in libreria un volume che di storie malandrine ne rivela parecchie e si legge a volte come un giallo.&lt;br /&gt;&lt;img src='http://img43.imageshack.us/img43/4814/aossicini.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;Il titolo &lt;b&gt;L’universo &amp;#232; fatto di storie non solo di atomi&lt;/b&gt; &lt;i&gt;Breve storia delle truffe scientifiche&lt;/i&gt;, riecheggia quello di una poesia della statunitense Muriel Rukeyser (New York 1913 - 1980): ‘Il mondo &amp;#232; fatto di storie non solo di atomi’.&lt;br /&gt;Ne &amp;#232; autore &lt;b&gt;Stefano Ossicini&lt;/b&gt;, uomo di scienza che, non a caso, ha interessi umanistici come potete rilevare dalla nota biografica che segue.&lt;br /&gt;E’ Ordinario di Fisica Sperimentale all'Universit&amp;#224; di Modena e Reggio Emilia, ricercatore all'Istituto nanoscienze del Cnr di Modena e dirige il Centro Interdipartimentale &amp;#171;EN&amp;TECH&amp;#187; su risparmio energetico e energie rinnovabili. &lt;br /&gt;&amp;#200; autore (con L. Pavesi e F. Priolo) del libro Light Emitting Silicon for Microphotonics, Springer Verlag, Berlin 2003 e (con V.N. Borisenko) del volume What is What in the Nanoworld, Wiley-VCH, Weinheim 2004 e 2008.&lt;br /&gt;&amp;#200; autore anche della commedia &lt;a href=&quot;http://vimeo.com/27116871  &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Non ho nulla da rimproverarmi&lt;/a&gt; sulla figura di Marie Curie, rappresentata molte volte, fra l'altro al Festival della Scienza di Genova 2011. Il testo esce presso l'Editrice &lt;a href=&quot;http://www.scienzaexpress.it/la-casa-editrice.html?start=5 &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Scienza Express&lt;/a&gt; . &lt;br /&gt;Sito scientifico in Rete: &lt;a href=&quot;http://www.nanomodelling.unimore.it/site/home.html &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;A &lt;b&gt;Stefano Ossicini&lt;/b&gt; ho rivolto alcune domande.&lt;br /&gt;Quale la principale motivazione che l’ha spinto a questo lavoro?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;E’ stata una vicenda risalente a circa dieci anni fa.  Da tempo mi occupo come ricercatore di nanoscienze e nanotecnologie e circa dieci anni fa il mondo delle nanoscienze &amp;#232; stato sconvolto da un caso di frode scientifica che ha suscitato molto clamore non solo sulle riviste di fisica, ma anche sui diversi media. E’ stata forse la pi&amp;#249; grande frode della storia della fisica moderna. Essa ha coinvolto un ricercatore tedesco, Jan Hendrik Sch&amp;#246;n,  che lavorava negli Stati Uniti, presso i Bell Laboratories, un centro di ricerca che &amp;#232; sempre stato una vera fucina di Nobel: ben sette negli ultimi 80 anni. Ho seguito la vicenda come spettatore e da l&amp;#236; &amp;#232; nato il mio interesse. E, siccome ero anche direttore di una scuola di dottorato, ho pensato che fosse una buona idea creare un corso sulla buona e sulla cattiva condotta scientifica, per insegnare agli studenti come comportarsi correttamente per non cadere in queste tentazioni. E’ dalle lezioni tenute in questo corso che &amp;#232; nato poi il libro, visto che mi &amp;#232; sembrato importante riflettere su questo tema&lt;/i&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La presenza nella ricerca scientifica (specie in campo biomedico) dell’industria privata &amp;#232; un incentivo ad alterare risultati per profitti di mercato? &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;Certamente il conflitto di interessi, e in particolare quello economico, possono, e hanno, spesso giocato un ruolo nella tentazione ad alterare i risultati. Ci sono casi in cui si ritrova una correlazione forte tra il committente della ricerca e i risultati trovati, &amp;#232; difficile trovare una ricerca sponsorizzata dalla industria X, che produca risultati negativi per i prodotti di quella industria. Un altro punto importante &amp;#232; la segretezza dei risultati che spesso i committenti privati impongono alle ricerche da loro finanziate. Se ne &amp;#232; avuta una conferma attraverso il processo che lo stato del Minnesota ha intentato negli anni 90 del secolo scorso ai grandi produttori di tabacco, mostrando come i risultati relativi ai rischi per la salute del fumo fossero stati tenuti nascosti per decenni&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’ultima frase del suo libro &amp;#232; allarmante: “Dove sono finite tutte le frodi che non abbiamo scoperto?”. Come procedere per scoprire quelle frodi?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;Anche per le frodi occorre fare una distinzione fra quelle realmente nocive al procedere della scienza e quelle che invece si risolvono solo in un disonesto vantaggio per i perpetratori. Le prime sono quelle pi&amp;#249; pericolose, ma in genere si scoprono pi&amp;#249; facilmente, le seconde sono le pi&amp;#249; insidiose, difficili da individuare, magari non hanno una forte valenza dal punto di vista scientifico, ma finiscono per far progredire in maniera disonesta la carriera o i vantaggi economici del colpevole. Negli ultimi anni molto si sta facendo sia a  livello di centri di ricerca e universit&amp;#224; e governi nazionali mediante l’introduzione di codici etici e di agenzie dedicate all’indagine sui casi sospetti. Personalmente credo che un ruolo importante lo debba giocare l’educazione, l’adozione di corsi di etica scientifica a livello universitario sarebbe un primo passo importante&lt;/i&gt;.   &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per una scheda sul libro: &lt;a href=&quot;http://www.neripozza.it/libri_dett.php?id_coll=7&amp;id_lib=668&amp;id_aut=390&amp;segn=prossimamente &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CLIC!&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Stefano Ossicini&lt;br /&gt;L’universo &amp;#232; fatto di storie non solo di atomi&lt;br /&gt;Pagine 228, euro 18.00&lt;br /&gt;Neri Pozza&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Mon, 07 May 2012 07:47:21 GMT</pubDate>
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<title>Abbamondi a Parallax Art Fair</title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201205archive001.asp#1336380230001</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Da tempo &lt;a href=&quot;http://www.marcoabbamondi.it &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Marco Abbamondi&lt;/a&gt; (&lt;i&gt;in foto il suo logo&lt;/i&gt;) conduce un’attivit&amp;#224; che partendo dalle arti visive proietta la propria espressivit&amp;#224; anche in altri campi quali la scenografia, la costumistica, la pubblicit&amp;#224;. &lt;br /&gt;&lt;img src='http://img201.imageshack.us/img201/4421/alogoabbamondi.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;Sar&amp;#224; lui, infatti, a firmare la la comunicazione per “Londra Parallax Art Fair 2012 “.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In occasione dell'avvenimento internazionale di arte contemporanea “Parallax Art Fair 2012”  che dal 16 al 18 maggio si terr&amp;#224; presso il londinese &lt;a href=&quot;http://www.rbkc.gov.uk/venueschelsea/general&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Chelsea Town Hall&lt;/a&gt;, lo storico dell'arte &lt;i&gt;Chris Barlow&lt;/i&gt; e gli organizzatori della Mostra hanno scelto Abbamondi come portavoce della comunicazione per l'intero evento. &lt;br /&gt;Per inviti, locandine, banner di oltre tre metri installati in giro per Londra &amp;#232; stata, infatti, utilizzata una sua opera, “Lands07 Klein”. &lt;br /&gt;L'esposizione vedr&amp;#224; la partecipazione di circa 200 artisti internazionali provenienti da 31 paesi. &lt;br /&gt;L'artista - napoletano, nato nel 1974 -, rappresenter&amp;#224; l'Italia presentando inoltre al pubblico inglese la sua nuova serie “Lands”.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Mon, 07 May 2012 07:43:50 GMT</pubDate>
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<title>Happening Manganelli </title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201205archive001.asp#1336124705001</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Happening &amp;#232; diventata parola desueta dopo che si afferm&amp;#242; nei primi anni ’60 ad opera di Allan Kaprow inventore di quella forma d’arte, ma, sostanzialmente, anche se ha cambiato pi&amp;#249; nomi, sta a indicare un avvenimento non programmato nelle sue articolazioni, affidate all’improvvisazione, ma solo nello spunto iniziale che pu&amp;#242; essere un nome, un luogo, uno stato d'animo, una ricorrenza &lt;br /&gt;Volutamente proprio “happening” &amp;#232; stato chiamato e realizzato un avvenimento dedicato a &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Manganelli &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Giorgio Manganelli&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Perch&amp;#233; se Milano, sua citt&amp;#224; natale trascura di ricordare la figura dello scrittore, sia con la Giunta Moratti sia con l’attuale di Pisapia, a Roma, invece, si &amp;#232; tenuto, al &lt;a href=&quot;http://www.brancaleone.it/info/chi-siamo.html &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Centro Sociale Brancaleone&lt;/a&gt; (in collaborazione con “Voci nel deserto” e “Comfortzone”) un incontro animato in due giorni - stimolato dalla figlia di Giorgio, Lietta, con il contributo di Casa Letterature e il sostegno degli editori Adelphi e Aragno - sull’opera di questo grande autore .&lt;br /&gt;&lt;img src='http://img14.imageshack.us/img14/9848/aliettaegiorgio.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;A dieci anni di distanza dal primo Cantiere Manganelli (2002), e a due anni dal secondo Cantiere Manganelli (2010), entrambi organizzati a Roma, si &amp;#232; reso omaggio a questo scrittore esploratore di sogni; un omaggio fatto di una mostra video documentaria e da voci di artisti, critici, lettori, che, in modo assolutamente non accademico, hanno riproposto la visionariet&amp;#224; del &lt;i&gt;Manga&lt;/i&gt; che affascina anche il pubblico pi&amp;#249; giovane. Non &amp;#232; il solito modo di dire. Per chi non lo sapesse il cruento birichino Giorgio ha ispirato anche gruppi rock. Scrive, infatti, Daniele Abbiati: &lt;i&gt;Per esempio John De Leo (s&amp;#236;, quello dei Quintorigo), la sua voce orchestrante ha vestito, fra l’altro, &lt;a href=&quot;http://www.adelphi.it/libro/9788845911521&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Centuria&lt;/a&gt;, e gli Afterhours (s&amp;#236;, quelli di &quot;Germi&quot;, datato 1995, e di &quot;Padania&quot;, presentato, con invidiabile tempismo, pochi giorni fa...) si sono spesso ispirati alle evoluzioni di quella penna corrosiva. E infine la banda di Thecomfortzone con le loro peregrinazioni sui testi di &lt;a href=&quot;http://www.adelphi.it/libro/9788845902291  &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Hilarotragedia&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;A Lietta Manganelli, &lt;i&gt;in foto col padre&lt;/i&gt;, ho chiesto: c'&amp;#232; stata in questo happening qualcosa che ti ha particolarmente sorpreso, che non ti aspettavi? Se s&amp;#236;, quale?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;Non mi aspettavo davvero di trovare gente sopra gli ottanta e gente sotto i dieci ad un happening di manganelliani. Pensavo che un Centro sociale attirasse solo ragazzi, invece abbiamo spaziato tra l'utente pi&amp;#249; anziano, 88 anni, e quella pi&amp;#249; giovane di quasi 10, che hanno seguito e partecipato con attenzione ed entusiasmo. &lt;br /&gt;Tanto meno mi aspettavo l'entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco di ragazzi ma non solo. Mi spiego meglio: ho tentato un esperimento che risale ai miei ricordi giovanili, il reading all'impronta. Ho distribuito testi di Manganelli, pochissimo conosciuti, nell'occasione gli scritti per “Play Boy”, pochi minuti per prepararsi e poi buttati sul palco a declamarli. Mi aspettavo un fuggi fuggi generale, al contrario ragazzi entusiasti e seri signori di mezza et&amp;#224; e oltre che chiedevano: “Posso partecipare anch'io?”&lt;br /&gt;Bellissime sorprese che mi hanno convinto che l'idea era meno folle di quello che sembrava&lt;/i&gt;.  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ancora una cosa: &amp;#232; di pochi giorni fa la pubblicazione della manganelliana &lt;a href=&quot;http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201203archive001.asp#1333091505001 &quot;&gt;Intervista con Dio&lt;/a&gt; in edizione e-book.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Fri, 04 May 2012 08:45:05 GMT</pubDate>
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<title>Cravero 1 e 2</title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201205archive001.asp#1336004366001</link>
<description>&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&quot;Sia per temperamento, sia perch&amp;#233; influenzato da esperienze teatrali, i miei progetti fotografici prendono avvio da un canovaccio che si sviluppa in itinere, un percorso sempre aperto a scarti e deviazioni, determinati dal luogo o dall’incontro umano dell’occasione&quot;.&lt;br /&gt;Sono parole di &lt;b&gt;Claudio Cravero&lt;/b&gt; (&lt;i&gt;in foto&lt;/i&gt;) da molti critici giustamente ritenuto una delle maggiori firme tra i fotografi italiani.&lt;br /&gt;Non a caso lo invitai mesi fa nella sezione Nadir di questo sito dove troverete la biografia, una sua dichiarazione sulla scelta di stile praticato, e alcuni esempi del suo lavoro che ha plurali suggestioni tematiche e particolari aspetti tecnici: &lt;a href=&quot;http://www.adolgiso.it/nadir/claudio_cravero.asp&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src='http://img829.imageshack.us/img829/6130/acravero.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;Ora lo troviamo impegnato in due mostre che si svolgono nello stesso periodo.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;I predatori della piccola ombra&lt;/b&gt; &lt;i&gt;La fotografia sociale tra memoria e testimonianza&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;L’ideazione e direzione artistica sono di Stefano Greco, la presentazione &amp;#232; affidata a un testo critico di Liborio Termine.&lt;br /&gt;Dal comunicato stampa estraggo alcuni passaggi.&lt;br /&gt;“Nel rinnovato spirito di adesione ai valori espressi dalla Resistenza in occasione del 67&amp;#176; anniversario della Liberazione, l’associazione “Arte Totale” di Settimo Torinese in collaborazione con “Il Terzo Occhio photography” di Torino presentano la quinta edizione della biennale di Arti Visive “Materiali Resistenti”.&lt;br /&gt;La manifestazione si ripresenta al pubblico proponendo le opere di un gruppo di artisti accomunati da un elemento di identit&amp;#224; comune, questa volta sar&amp;#224; caratterizzata da opere realizzate attraverso l’uso espressivo del mezzo fotografico. &lt;br /&gt;Il titolo della mostra, “I predatori della piccola ombra”, allude al termine con il quale i nativi americani chiamavano i fotografi, artisti o semplici artigiani che contribuirono con le loro immagini a difendere dall’oblio e dall’arroganza della cultura dominante l’identit&amp;#224; e la cultura di un popolo, vittima di uno dei pi&amp;#249; spaventosi genocidi di tutta la storia dell’umanit&amp;#224;”. &lt;br /&gt;Per i nomi di tutti i partecipanti: &lt;a href=&quot;http://lnx.athesis77.it/fiaf-mr/ann/3190 &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;Info: artetotale@libero.it  -  347 8766596&lt;br /&gt;Ufficio Stampa:  ingenito.emilio@tiscali.it -  335 477532&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Altra mostra che vede esposti lavori di &lt;i&gt;Claudio Cravero&lt;/i&gt; &amp;#232; quella promossa dall’Associazione Culturale Necks e che ha per curatori Francesco Poli e Michele Bramante: &lt;b&gt;Docks912&lt;/b&gt; &lt;i&gt;100 anni in evoluzione&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;L’occasione dell’esposizione &amp;#232; data dal centesimo anniversario dell’area Docks Dora, inizialmente destinata, secondo un progetto avanguardistico per l’epoca in cui nacque, a fini industriali di deposito e movimento merci, centro nevralgico dello sviluppo economico e mercantile per la citt&amp;#224; di Torino nelle prime fasi della rivoluzione industriale italiana.&lt;br /&gt;Dal progetto siglato da Ernesto Fantini, realizzato tra il 1912 e il 1914, nei locali dei Docks sono nate e si sono avvicendate attivit&amp;#224; commerciali, circoli privati, locali notturni, sale prova musicale, studi di artisti e musicisti.&lt;br /&gt;Adesso l’area &amp;#232; divenuta sede di attivit&amp;#224; commerciali e, soprattutto, di fermento artistico underground intrecciandosi con i circuiti istituzionali dell’arte contemporanea.&lt;br /&gt;Per pi&amp;#249; diffuse informazioni sulla mostra: &lt;a href=&quot;http://www.docks912.com/index.php/evento &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CLIC!&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Docks912: 100 anni in evoluzione&lt;br /&gt;Via Valprato 68, Torino&lt;br /&gt;Direttore: Paolo Facelli&lt;br /&gt;Dal 4 maggio all’8 giugno 2012&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I predatori della piccola ombra&lt;br /&gt;Ecomuseo del Freidano &lt;br /&gt;Via Ariosto 36, Settimo Torinese &lt;br /&gt;Dal 5 maggio al 3 giugno 2012&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Wed, 02 May 2012 23:19:26 GMT</pubDate>
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<title>L'Archivio Spatola </title>
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<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Uno dei personaggi che ha rinnovato lo scenario espressivo italiano sia come autore e sia come agitatore culturale &amp;#232; stato &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Adriano_Spatola &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Adriano Spatola&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;img src='http://img412.imageshack.us/img412/4269/aspatola.png' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;A lui (&lt;i&gt;in foto&lt;/i&gt;) si deve, inoltre, alla fine degli anni ‘60, la scoperta di allora giovani autori che trovarono pubblicazione nelle edizioni Geiger fondate con il fratello Maurizio.&lt;br /&gt;E proprio &lt;b&gt;Maurizio Spatola&lt;/b&gt; &amp;#232; il protagonista oggi di un’assidua, attenta, partecipe (ben oltre il legame familiare) attenzione e storicizzazione dell’opera di Adriano.&lt;br /&gt;Ne &amp;#232; testimonianza la fondazione di un prezioso Archivio con sezioni dedicate ai libri delle Edizioni Geiger, alla rivista Tam Tam e ai libri pubblicati come suoi supplementi, inoltre sono l&amp;#236; presenti documenti storici concernenti sempre la Neoavanguardia letteraria e artistica. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ora, Maurizio Spatola informa sulle pi&amp;#249; recenti attivit&amp;#224; dell’&lt;a href=&quot;http://www.archiviomauriziospatola.com &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Archivio&lt;/a&gt; con un comunicato stampa di cui di rilancio un estratto qui di seguito.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;L’Archivio si &amp;#232; arricchito in questi ultimi tempi di ben dodici nuovi titoli, suddivisi nelle varie sezioni, dedicate allo sperimentalismo artistico e letterario del secondo dopoguerra: una di esse, la neonata&lt;/i&gt; &lt;big&gt;Audiovideopoetry&lt;/big&gt; &lt;i&gt;ospita da alcuni mesi brani di poesia sonora e in futuro si aprir&amp;#224; a brevi video di performances. &lt;br /&gt;Fra le novit&amp;#224; vorrei sottolineare l’importanza delle 26 lettere di Adriano Spatola al professor Luciano Anceschi, scritte fra il 1961 e il 1987: anche gli esempi d'altri lavori di Gian Paolo Roffi, Arrigo Lora Totino e dello stesso Adriano, meritano particolare attenzione, senza nulla togliere agli altri autori di cui sono riprodotte le opere, integralmente o parzialmente, all’interno di alcune rare riviste&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ecco un Centro culturale che andrebbe incoraggiato economicamente sia dalle autorit&amp;#224; pubbliche sia da privati che abbiano a cuore la presenza di una preziosa memoria sulla storia della ricerca espressiva italiana e i suoi legami con importanti centri stranieri.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per contatti con Maurizio Spatola: 333 – 39 20 501  e   (39) 0185 – 43 5 83.&lt;br /&gt;Via Usodimare 11/8, 16039 Sestri Levante (Genova)&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Wed, 02 May 2012 23:15:10 GMT</pubDate>
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<title>Black carpet</title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201205archive001.asp#1335947560001</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Il mondo dello spettacolo &amp;#232; visto come uno sfavillante universo di successi, bellezze, e ricchezza. Non &amp;#232; sempre cos&amp;#236;, anzi i casi in cui tutto questo avviene appartiene ad una minoranza, e non sempre meritatamente.&lt;br /&gt;In Italia, specie in questi ultimi anni, l’angosciosa Raiset, una parte di deprimente carta stampata e una serie di scriteriati festival tutti red carpet e lustrini (promossi colpevolmente anche da amministrazioni di Sinistra) hanno contribuito a formare questa falsa immagine.&lt;br /&gt;La realt&amp;#224; &amp;#232; ben diversa e non pochi professionisti, pure di valore, se la passano male alla stessa maniera di tanti impegnati in altri lavori.  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il &lt;a href=&quot;http://www.nuovoimaie.it &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Nuovo Imaie&lt;/a&gt;, l’Istituto che tutela i diritti degli Artisti Interpreti o Esecutori, ha istituito il primo Fondo di solidariet&amp;#224; a sostegno degli artisti indigenti over 65. &lt;br /&gt;“Nelle tue mani” – &lt;i&gt;in foto il logo&lt;/i&gt; – &amp;#232; il nome scelto per questa’iniziativa, volta a offrire un aiuto concreto a chi ha speso una carriera in favore della cultura, contribuendo alla diffusione del nostro patrimonio artistico in teatro, al cinema, al doppiaggio, alla radio e in tv. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src='http://img825.imageshack.us/img825/691/aimaiesolidale.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;&lt;i&gt;Questa iniziativa&lt;/i&gt;  – spiega &lt;a href=&quot;http://guida.lettere.uniroma2.it/?page_id=2737&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Andrea Miccich&amp;#232;&lt;/a&gt;, Presidente del Nuovo Imaie – &lt;i&gt;&amp;#232; stata possibile grazie a un anno di gestione condotto all’insegna del risparmio e della ottimizzazione, che ci ha consentito di mettere a bilancio un avanzo di circa 300 mila euro. Questa somma &amp;#232; stata interamente destinata alla costituzione del Fondo di solidariet&amp;#224; “Nelle tue mani”: un’iniziativa finalizzata a dare un aiuto concreto a tutti quegli artisti over 65 in difficolt&amp;#224; economiche.&lt;br /&gt;Anche a seguito di tutti i tagli che sono stati operati dai differenti Governi nei diversi settori di attivit&amp;#224; e produzione culturale, considerati non indispensabili, oggi migliaia di artisti si trovano a vivere in condizioni tali da non permettere loro di sorridere alla vita. Con grande soddisfazione, il Nuovo Imaie ha voluto rendere significativo il concetto di mutualit&amp;#224; in favore degli Artisti, perch&amp;#233; la cultura, che rappresenta la nostra memoria e la nostra identit&amp;#224;, non &amp;#232; una parola vuota e altisonante, ma &amp;#232; una realt&amp;#224; fatta di persone, di immagini, di suoni e di valori irrinunciabili&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A partire da oggi e fino a venerd&amp;#236; 15 giugno 2012, sar&amp;#224; possibile presentare domanda di richiesta di accesso al Fondo. &lt;br /&gt;Per sapere come fare: &lt;a href=&quot;http://www.nuovoimaie.it/upload/files/regolamento%20fondo%20di%20solidariet&amp;#224;.pdf &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CLIC&lt;/a&gt;, oppure recarsi presso gli uffici di Via Piave 66, Roma.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per maggiori informazioni:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ufficio Stampa &lt;br /&gt;Elena Mastroieni, Tel 06 – 44 16 08 43  oppure 334 – 67 88 706&lt;br /&gt;e-mail: e.mastroieni@inc-comunicazione.it&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ufficio Comunicazione Nuovo Imaie&lt;br /&gt;Carla Nieri, e-mail: carla.nieri@nuovoimaie.it – comunicazione@nuovoimaie.it&lt;br /&gt;Tel 06 – 46 20 81 58 .&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Wed, 02 May 2012 07:32:40 GMT</pubDate>
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<title>Altra.tv  (1) </title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201204archive001.asp#1335777649001</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;700 partecipanti accreditati, 74 relatori a confronto con videomaker e editori digitali in 38 incontri differenti: questi i numeri registrati da &lt;a href=&quot;http://www.meetingpuntoit.it  &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Punto It Le Italie digitali fanno il punto&lt;/a&gt;, il meeting nazionale delle web tv e dei media digitali locali promosso dall'Osservatorio e Network delle web tv italiane &lt;a href=&quot;http://www.altratv.tv  &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Altratv.tv&lt;/a&gt; con il sostegno di Google, Eutelsat, Telecom Italia e con il patrocinio di Regione Emilia Romagna, Universit&amp;#224; e Comune di Bologna. &lt;br /&gt;Il meeting &amp;#232; stato realizzato in media-partnership con Rai5, N&amp;#242;va24-Sole24Ore e Unitag/l'Unit&amp;#224; e ha visto l'humanitarian partnership di Emergency e la food-partnership di Alce Nero-Mielizia. &lt;br /&gt;&lt;img src='http://img689.imageshack.us/img689/600/avideowall.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.meetingpuntoit.it/supporters  &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt; tutti i partners dell'evento.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per tre giorni si sono riuniti a fine aprile, a Bologna, centinaia di editori digitali e videomaker che hanno riflettuto sulla TV del futuro, rappresentata oggi anche da web tv, videoblog e portali di informazione locale che informano, denunciano ci&amp;#242; che non va, creano un filo diretto tra cittadini e amministrazioni dialogando con la propria community. Una nuova generazione di video partecipazione, detta “dal basso” (ma tale dizione va letta esclusivamente come sinonimo di “popolare”, di “collettiva”, perch&amp;#233; quella partecipazione vede fior d’ingegni), espressione di cittadinanza attiva digitale, che accende web tv e riparte da social network e devices mobili. Nel primo trimestre 2012 Altratv.tv ha mappato 642 web tv in tutta Italia (erano 590 soltanto a fine 2011, con un tasso di crescita rispetto al 2010 del +11%). Ad oggi si stima un fatturato di 10 milioni di euro per 10.000 addetti tra operatori diretti e indotto.&lt;br /&gt;Punto.it ha visto il lancio della campagna video online &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=KHlsIYrSuCI&amp;feature=youtu.be &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cinque buone ragioni&lt;/a&gt;, promossa da Emergency e prodotta da &lt;i&gt;Altra.tv&lt;/i&gt; per incentivare la donazione del 5 per mille alla ONG che in diciassette anni ha curato oltre quattro milioni di persone in tutto il mondo. &lt;br /&gt;Al meeting &amp;#232; avvenuta anche la prima presentazione ufficiale di &lt;a href=&quot;http://reporter.repubblica.it &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Reporter&lt;/a&gt;, il nuovo progetto di crowdsourcing promosso da Repubblica.it. Riccardo Staglian&amp;#242; di Repubblica ha illustrato ai videomaker italiani il progetto di “ingaggio” video e di selezione per Academy, la scuola di videogiornalismo realizzata dalle firme del giornale.&lt;br /&gt;Durante la tre-giorni Piero Gaffuri di Rai Nuovi Media ha presentato il nuovo portale RAI per l’estero, frutto della collaborazione fra RAINet e RAI World, mentre Carmen Lasorella, direttore generale di &lt;a href=&quot;http://www.smtvsanmarino.sm  &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;SMtv San Marino&lt;/a&gt;, ha illustrato il nuovo format “Wiki: la Rete ci salver&amp;#224;”, online e on air da venerd&amp;#236; 27 aprile su Smtvsanmarino.sm e su SMtv San Marino.&lt;br /&gt;Durante il convegno si &amp;#232; discusso di regolamentazione, nuovi modelli di business e sostenibilit&amp;#224;, linguaggi e formati per il web. Nell'&amp;#224;mbito della plenaria promossa con Google, CNA Giovani Imprenditori e Unione Comunicazione e Terziario Avanzato si &amp;#232; dibattuto del potenziale della rete per il business delle comunit&amp;#224; e per le piccole e media imprese del territorio: sono state presentate sei storie di successo di giovani imprenditori ora anche digitali.&lt;br /&gt;Il meeting ha premiato anche le pi&amp;#249; belle web-series con il contest “TV fai-da-web”, promosso dalla cattedra di semiotica dei nuovi media dell'Universit&amp;#224; di Bologna, da &lt;i&gt;Altra.tv&lt;/i&gt; e da Studio28TV, con il sostegno della Fondazione Cariplo. Ad aggiudicarsi il premio di 1.000 euro per il miglior format gi&amp;#224; realizzato &amp;#232; stata la milanese Macch&amp;#233;TV con la web-series &lt;a href=&quot;http://www.webseriestv.it/lo-schiavetto &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Lo schiavetto&lt;/a&gt;, che affronta con ironia la quotidianit&amp;#224; lavorativa. &lt;br /&gt;Si &amp;#232; aggiudicato il contributo di 2.000 euro come miglior format da realizzare la modenese &lt;a href=&quot;http://www.fuori.tv   &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Fuori Tv&lt;/a&gt; con “Indovina chi viene a cena?”, che affronta il tema dell'inteculturalit&amp;#224; attraverso la differenti tradizioni culinarie.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per saperne di pi&amp;#249; su &lt;b&gt;Altra.tv&lt;/b&gt;, segue una nota che ne illustra in sintesi origini e attivit&amp;#224;.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 08:20:49 GMT</pubDate>
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<title>Altratv.tv  (2)</title>
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<description>&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.altratv.tv&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Altratv.tv&amp;#174;&lt;/a&gt; (&lt;i&gt;in foto il logo&lt;/i&gt;) &amp;#232; il primo osservatorio sulle web tv italiane e sui media locali posizionati in Rete. &lt;br /&gt;Fondato a Bologna nel 2004 da &lt;a href=&quot; http://www.giampaolocolletti.com &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Giampaolo Colletti&lt;/a&gt; su ispirazione di &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Freccero &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Carlo Freccero&lt;/a&gt;, oggi coinvolge ricercatori italiani ed esteri che analizzano le evoluzioni del citizen journalism e della “cittadinanza attiva digitale”. Attualmente mappa 642 web tv, oltre 30 media universitari e 815 media locali. Sono esperienze di citizen journalism in un'ottica di cittadinanza attiva digitale: informano le comunit&amp;#224; locali, denunciano ci&amp;#242; che non va, creano un filodiretto con l'amministrazione comunale. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Altratv.tv&amp;#174;&lt;/i&gt; &amp;#232; una meta-tv: direttamente dall'home page si possono navigare le web tv italiane geolocalizzate. L’obiettivo del progetto &amp;#232; mappare e far conoscere il fenomeno italiano della videopartecipazione dal basso in rete e della cittadinanza attiva. I ricercatori di Altratv.tv curano due ricerche ogni anno: il rapporto Netizen (dedicato agli Internet Citizen, ovvero ai cittadini videomaker creatori di web tv, la ricerca esce ogni fine anno) e il rapporto Watchdog (dedicato ai canali di denuncia “dal basso”, la ricerca esce ogni met&amp;#224; anno).&lt;br /&gt;&lt;img src='http://img337.imageshack.us/img337/2826/alogoaltratv.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;Dal 2010 &lt;i&gt;Altratv.tv&amp;#174;&lt;/i&gt; propone trasmissioni “a rete unificata”&amp;#174;, in altre parole dirette video in simultanea diffuse, grazie ad uno stesso codice di trasmissione, su un network composto di oltre 2000 piattaforme web (territoriali, tematiche e di testate giornalistiche) con un totale potenziale di 5.000.000 di utenti.&lt;br /&gt;Prima esperienza &amp;#232; stata &quot;Rita101&quot;, la diretta per i 101 anni di Rita Levi Montalcini trasmessa il 22 aprile 2010 da Bologna e che ha seguito di un mese il banco di prova di &quot;Rai per una notte&quot; con Santoro. &quot;Rita101&quot; &amp;#232; stato il tributo della rete a Rita Levi Montalcini, la donna che pi&amp;#249; di ogni altra incarna la ricerca e la sete di conoscenza. Un modo per discutere sul tema della ricerca e portare all'attenzione del pubblico le storie dei tanti ricercatori che ogni giorno dedicano il proprio impegno al progresso scientifico.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Altratv.tv&amp;#174;&lt;/i&gt; ha ideato e coordina i &lt;a href=&quot;http://www.teletopi.tv &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Teletopi&lt;/a&gt;, gli Oscar delle web tv italiane. Il nome nasce dal concetto del mouse, elemento simbolico della navigazione. Il contest, nato nel 2007, mette in gara le “antenne” spostando i riflettori sulla Rete, dove si moltiplicano da anni le esperienze di videopartecipazione. Le web tv sono giudicate da una giuria di critici ed esperti della comunicazione presieduta dalla giornalista Carmen Lasorella. Il contest ha avuto negli anni come presidenti di giuria Carlo Freccero (2007), Silvia Tortora (2008), Irene Pivetti (2009) - &lt;i&gt;mio commento: si sa, non si pu&amp;#242; essere sempre perfetti&lt;/i&gt; - e Carmen Lasorella (2010 e 2011). &lt;br /&gt;Inoltre, &lt;i&gt;Altratv.tv&amp;#174;&lt;/i&gt; ha ideato e coordina &lt;i&gt;Punto.it&lt;/i&gt;, il meeting nazionale delle web tv italiane e dei media digitali italiani, gi&amp;#224; denominato negli scorsi anni “Paese che vai”.  Il meeting &amp;#232; giunto nel 2012 alla V edizione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per informazioni: l’Ufficio Stampa di Altra.tv &amp;#232; guidato da &lt;b&gt;Simona Salvi&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;Recapiti: simona.salvi@altratv;  340 – 05 50 751.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 08:19:39 GMT</pubDate>
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<title>Gola</title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201204archive001.asp#1335514560001</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Anche i grandi possono dire delle baggianate, ad esempio, un giorno Socrate disse: “Ti pare che un vero filosofo possa curarsi di piaceri come quelli del mangiare e del bere?”.&lt;br /&gt;Non sappiamo se questo suo dire fu l’ennesima causa dei rimproveri che gli muoveva la collerica moglie sua Santippe; in questo caso, per&amp;#242;, mi sento di dare ragione alla signora.&lt;br /&gt;Il libro che presento oggi &amp;#232; in argomento. &lt;br /&gt;E’ pubblicato dalle &lt;a href=&quot;http://www.edizionidedalo.it &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Edizioni Dedalo&lt;/a&gt;, titolo sintetico:&lt;b&gt;Gola&lt;/b&gt;, ma sconfinato per argomento come anche il sottotitolo indica &lt;i&gt;Storia di un peccato capitale&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Ne &amp;#232; autore &lt;b&gt;Florent Quellier&lt;/b&gt;, storico, professore incaricato all’Universit&amp;#224; di Tours e titolare di una cattedra di 'Storia dell’alimentazione nel mondo moderno' presso il Centre National de Recherche Scientifique. Nel 2007 ha pubblicato “La table des Fran&amp;#231;ais. Une histoire culturelle”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;“A differenza di altri peccati capitali” – scrive Philippe Delerm in Prefazione – “la Gola &amp;#232; sempre stata trattata con estrema attenzione sul piano filosofico, religioso e sociale, nella sua duplice forma di eccesso e moderazione”.&lt;br /&gt;&lt;img src='http://img856.imageshack.us/img856/1994/aquellier.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;In questo libro – splendidamente stampato per impostazione grafica e che si avvale di 58 illustrazioni a colori – Quellier non si limita a tracciare storia e influenza della Gola solo sul versante delle raccomandazioni religiose (ad esempio, dalla repressa volutt&amp;#224; cattolica all’ostentata austerit&amp;#224; protestante) ma del suo saggio ne fa l’occasione per un viaggio che va dalla letteratura al teatro al cinema.&lt;br /&gt;Attraverso i capitoli si compie un percorso originale e rigoroso, osservando un panorama di questioni che ci fanno riflettere sul rapporto tra eros e cibo, natura e cultura, soggettivo e oggettivo, etica ed estetica, forma e materia, in pratica uno scenario filosofico.&lt;br /&gt;E se vi pare eccessivo accostare la filosofia alla cucina, sono pronto a offrirvi un’autorevole smentita che viene dal filosofo Nicola Perullo che intervistai tempo fa. Gli chiesi il motivo dell’accostamento da lui fatto tra filosofia e alimentazione. Cos&amp;#236; mi fu risposto: “Mi sembra un avvicinamento naturale, quello tra gastronomia e filosofia. Negli Stati Uniti, peraltro, i rapporti tra “food and philosophy” sono oggetto di attenzione da qualche tempo; qui da noi, in Italia, invece, &amp;#232; pi&amp;#249; difficile. La complessit&amp;#224; proposta dai problemi del cibo &amp;#232; enorme: il piacere, la fame, la cultura, l’industria, l’artigianato, la natura, la glocalizzazione”. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quellier scrive – con tratti spesso umoristici – della Gola attraverso i secoli notandone, dall’antichit&amp;#224; ai giorni nostri, le modificazioni prodotte dalle varie epoche, ma spazia anche attraverso la visione che della Gola hanno le varie et&amp;#224; dell’uomo dall’infanzia alla senilit&amp;#224;, e attraverso i sessi. A quest’ultimo proposito, particolarmente interessante il capitolo che dedica alle donne notando come “… per lungo tempo l’atto creativo &amp;#232; stato una prerogativa esclusiva del mondo maschile…” perch&amp;#233; “si &amp;#232; fondato su trattati scritti da uomini; bisogner&amp;#224; attendere il 1795 perch&amp;#233; un libro di cucina, francese, sia attribuito a una donna […] in compenso, al di l&amp;#224; della Manica”, ci sono donne che pubblicano fin dal XVII secolo”, ma l&amp;#236;, sospira Quellier, “la cucina non &amp;#232; diventata un’arte”.&lt;br /&gt;Ecco un libro che pu&amp;#242; fare felici non soltanto gli appassionati di enogastronomia, e questo perch&amp;#233; le sue pagine investono plurali campi dell’umano rispetto alla nutrizione, al gusto, ai presunti vizi e alle autentiche virt&amp;#249; della tavola. Un libro che consiglio anche vivamente ai pi&amp;#249; raffinati chef poich&amp;#233; potranno venire loro gustosi (&amp;#232; il caso di dire) spunti per idee ed invenzioni leggendo i golosi passaggi offerti da Quellier.&lt;br /&gt;Chiudendo questo delizioso libro &amp;#232; lecito chiedersi che ne &amp;#232; oggi della Gola e quale il suo futuro strettamente gastronomico. Credo che la migliore risposta si trovi in un profetico scritto del celebre cuoco francese Auguste Escoffier, il quale affermava gi&amp;#224; nel 1907 in Le Guide Culinaire: “La cucina, senza smettere di essere un'arte, diventer&amp;#224; scienza e dovr&amp;#224; sottomettere le sue formule, purtroppo ancora troppo empiriche, a un metodo e a una precisione che non lasceranno nulla al caso”. &lt;br /&gt;Mi pare proprio (si pensi alla &lt;a href=&quot;http://www.edizionidedalo.it/site/collane-scheda-libro.php?products_id=2972&amp;categories_id=88&amp;attive=1&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cucina molecolare&lt;/a&gt;) che Escoffier ci abbia preso.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per una scheda sul libro: &lt;a href=&quot;http://www.edizionidedalo.it/site/collane-scheda-libro.php?products_id=3142&amp;categories_id=79&amp;attive=1 &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CLIC!&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Florent Quellier&lt;br /&gt;Gola&lt;br /&gt;Prefazione di Philippe Delerm&lt;br /&gt;Traduzione di Vito Carrassi&lt;br /&gt;Pagine 224, Euro 22.00 &lt;br /&gt;Edizioni Dedalo&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 07:16:00 GMT</pubDate>
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<title>La voce dell'arcobaleno </title>
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<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Nello scenario musicale contemporaneo, una valorosa originalit&amp;#224; &amp;#232; rappresentata da &lt;b&gt;Roberto Laneri&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Un’occasione per ospitarlo di nuovo in queste pagine web (&lt;a href=&quot;http://www.adolgiso.it/enterprise/roberto_laneri.asp &quot;&gt;QUI&lt;/a&gt; una sua intervista di anni fa), &amp;#232; data dalla nuova edizione, arricchita di nuove pagine, di un libro diventato introvabile e di cui ora pu&amp;#242; disporre chi lo ha invano finora cercato.&lt;br /&gt;E’ intitolato &lt;b&gt;La voce dell'arcobaleno&lt;/b&gt; &lt;i&gt;Origini, tecniche e applicazioni pratiche del canto armonico&lt;/i&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src='http://img600.imageshack.us/img600/5267/alaneri.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;Dalla quarta di copertina.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Il canto armonico consente di udire, produrre e controllare particolari vibrazioni sonore di elevato potere, sviluppate da antiche tecniche di guarigione fisica e spirituale. Un tempo diffuse in tutto il mondo e confinate poi in ambienti sciamanici ed esoterici, queste tecniche sono state recentemente riscoperte da etnomusicologi, da musicisti e da un numero crescente di persone che praticano il canto armonico per il proprio benessere e la propria elevazione spirituale.&lt;br /&gt;La voce dell'arcobaleno rappresenta un testo unico nel suo genere, che ci aiuta a leggere il cammino della civilt&amp;#224; orientale e occidentale in chiave sonora e secondo una filosofia &quot;armonicale&quot;. Questo libro potr&amp;#224; dunque rappresentare uno strumento di riferimento e di studio non solo per i musicisti, ma anche per tutti coloro che desiderino leggerlo da un punto di vista storico e antropologico. Il testo &amp;#232; infatti in primo luogo un libro sul suono, che tratta di tecniche vocali antichissime non insegnate nei conservatori e nelle scuole di musica, e che fornisce una lettura della civilt&amp;#224; in chiave sonora&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Cliccare &lt;a href=&quot;http://www.robertolaneri.net &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt; per visitare il sito web dell’autore dov’&amp;#232; possibile anche ascoltare in mp3 alcune sue produzioni musicali.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Roberto Laneri&lt;br /&gt;La voce dell'arcobaleno&lt;br /&gt;Pagine 288, Euro 14.90 &lt;br /&gt;Edizioni Il Punto d'Incontro&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 00:10:04 GMT</pubDate>
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<title>Un libro, un quartiere </title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201204archive001.asp#1335258267001</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Mentre sorgono dappertutto i fiori velenosi delle scuole di scrittura creativa che minacciano di mettere al mondo nuovi poeti e romanzieri, ecco che va segnalata in modo esclamativo l’iniziativa presa a Roma da un gruppo che ha per obiettivo la diffusione della lettura.&lt;br /&gt;Fra le organizzatrici, noto un’amica di questo sito, &lt;i&gt;Maria Teresa Carbone&lt;/i&gt;, della quale sono assiduo lettore della sua rubrica “Ex Press” su ‘il Manifesto’ del sabato e insieme con lei ho fatto anni fa una traversata spaziale - se non ci credete cliccate &lt;a href=&quot;http://www.adolgiso.it/enterprise/maria_carbone.asp&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt; - parlando di una trasmissione tv (che poi la Rai soppresse perch&amp;#233; era fatta troppo bene), di traduzioni, di leggende metropolitane, di fantascienza, ed altro. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;img src='http://img254.imageshack.us/img254/3755/alogolibroquartiere.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;L’iniziativa di cui dicevo &amp;#232; intitolata &lt;b&gt;Un libro, un quartiere&lt;/b&gt; - &lt;i&gt;(in foto il logo)&lt;/i&gt; - e le d&amp;#224; vita l’associazione culturale “Monteverdelegge” nata nel 2008 come esperienza di scambio e confronto dalla pratica della lettura, per iniziativa di un gruppo di cittadine e cittadini del quartiere di Monteverde, nel XVI Municipio del Comune di Roma.&lt;br /&gt;Il progetto si fonda su una comune passione per la lettura, e sulla convinzione che l’esperienza individuale possa essere non solo comunicata ad altri, ma anche arricchita profondamente da tale confronto. Si &amp;#232; pertanto consolidata, nel tempo, una pratica di reciproco ascolto basato sulla lettura, mentre le attivit&amp;#224; dell’associazione si consolidavano: oggi, si organizzano incontri con autori italiani e stranieri, letture a domicilio presso anziani del quartiere, corsi di alfabetizzazione per donne straniere in difficolt&amp;#224;, cineforum, presentazioni di nuovi libri. &lt;br /&gt;Il progetto “Un libro, un quartiere” prende spunto dall’analoga iniziativa “One City One Book”, avviata da oltre dieci anni negli Stati Uniti per promuovere la lettura, oggi esportata con successo in diversi Paesi. Il progetto viene tuttavia riadattato a un contesto diverso, e si propone come un modello replicabile in altri quartieri di Roma e nei centri abitati di tutto il Lazio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E’ dunque un’esperienza di lettura collettiva di un testo letterario a scelta. L’idea &amp;#232; che un intero territorio sperimenti, in un lasso di tempo definito, la lettura di un libro, alternando l’esperienza individuale a quella collettiva, nella convinzione che queste si arricchiscano a vicenda.&lt;br /&gt;E', quindi, la lettura il punto di partenza, accessibile a tutte/i, da cui partire per poi allargarsi su altri canali comunicativi ed espressivi, attraverso l’attivazione non solo di gruppi di lettori, ma anche di laboratori, progetti nelle scuole e con le famiglie, attivit&amp;#224; nel territorio. &lt;br /&gt;La partenza &amp;#232; stata data dalla lettura del volume “Ragazzi di vita” di Pier Paolo Pasolini. &lt;br /&gt;Le ragioni alla base di questa scelta sono da ricondursi al legame con il territorio di Monteverde che il testo presenta: il libro si apre, infatti, nominando le case popolari di via di Donna Olimpia (i “grattacieli”), nel cuore del quartiere, e continua chiamando in causa altri luoghi importanti, come l’area della stazione Quattro Venti. La ricerca che connota l’opera di Pasolini &amp;#232; strettamente legata a questi territori, all’epoca marginali, e offre pertanto ottimi agganci con il presente. Com’&amp;#232; noto, inoltre, Pasolini ha vissuto a lungo a Monteverde, e la sua esperienza ha lasciato tracce percepibili, seppure non vistose. La scelta di un testo molto “sentito” nei territori che saranno interessati dal progetto &amp;#232; dunque anche un modo per avvicinare con più facilit&amp;#224; i destinatari.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Cliccare &lt;a href=&quot;http://mvl-monteverdelegge.blogspot.com&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt; per il blog dedicato in Rete.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;monteverdelegge@gmail.com &amp;#232; la mail per chi volesse mettersi in contatto con le organizzatrici e gli organizzatori di &quot;Un libro, un quartiere”.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 08:04:27 GMT</pubDate>
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<title>I capi della città su fino all'etere </title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201204archive001.asp#1335170923001</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La Galleria modenese &lt;a href=&quot;http://www.galleriamazzoli.com &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Mazzoli&lt;/a&gt; ha pubblicato &lt;b&gt;I capi della citt&amp;#224; su fino all’etere&lt;/b&gt; di un autore poco noto in Italia, ma che ha una sua sfarzosa presenza nella letteratura nordamericana: &lt;b&gt;Jack Spicer&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Nato a Los Angeles il 30 gennaio 1925, mor&amp;#236; alcolizzato a San Francisco il 17 agosto 1965.&lt;br /&gt;Mai seppe, quindi, che il suo nome e il suo cognome sarebbero stati omonimi a quello di uno dei personaggi cattivi (pallido, coi capelli e occhi rossi, vestito sempre di nero) della fortunata serie tv statunitense di cartoons “Xiaolin Showdow”. &lt;br /&gt;Christy Hui – ideatrice di quella serie – sapeva dello scrittore Spicer e ha messo apposta quel nome a una delle sue creature? Non sono in grado di negarlo n&amp;#233; affermarlo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Spicer fu tra gli esponenti pi&amp;#249; importanti del movimento letterario “San Francisco Renaissance” di cui Kenneth Rexroth e Madeline Gleason ne sono considerati fondatori; quel movimento (o “fermento culturale” come preferisce definirlo Paul Vangelisti) si distinse per essere animato dai primi americani tesi ad esplorare tradizioni giapponesi come l’haiku e ad essere al tempo stesso influenzati dal jazz.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src='http://img851.imageshack.us/img851/2023/aspicer.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;Le pagine di &lt;i&gt;I capi della citt&amp;#224; su fino all’etere&lt;/i&gt; sono scandite da disegni di &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Ontani &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Luigi Ontani&lt;/a&gt; e sue due maschere compaiono in copertina e back cover.&lt;br /&gt;La traduzione dei testi &amp;#232; stata affidata a &lt;b&gt;Nanni Cagnone&lt;/b&gt; (il suo website &lt;a href=&quot;http://www.nannicagnone.eu&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt;), scrittore finissimo, con il quale anni fa ebbi il piacere di compiere insieme (ci crediate o no) &lt;a href=&quot;http://www.adolgiso.it/enterprise/nanni_cagnone.asp &quot;&gt;una traversata spaziale&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Estraggo un passaggio dalla sua postfazione, intitolata “Jack the Joker”: &lt;i&gt;Spicer &amp;#232; imperiosamente visionario, improvvisamente spiritoso, e pensa nel migliore dei modi (in modo ellittico) […] I congegnati libri di Spicer forse dicono che la natura del linguaggio continua a preoccuparci: in luogo di cose, abbiamo parole, opacit&amp;#224; di parole. Ne deriva una fondamentale nostalgia, o un rammaricato elogio della finzione (si consideri l’insistente occorrere di ‘as if’ e ‘metaphor’, ambasciatori dell’&lt;/i&gt; ars rhetorica&lt;i&gt;), a cui un temperamento come il suo dovr&amp;#224; dare una coloritura festevole e rissosa, lodando-insultando il linguaggio. &lt;br /&gt;C’&amp;#232; qualcosa di caotico nella turbolenta immaginazione di Spicer, ma lo stile indiscutibile e il ritmo imperterrito architettano ogni sgrammaticata fantasia&lt;/i&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’elegante book design &amp;#232; dovuto al traduttore e a &lt;a href=&quot;http://www.sandraholt.eu &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Sandra Holt&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Jack Spicer&lt;br /&gt;I capi della citt&amp;#224; su fino all’etere&lt;br /&gt;A cura di Paul Vangelisti&lt;br /&gt;Traduzione di Nanni Cagnone&lt;br /&gt;Disegni di Luigi Ontani&lt;br /&gt;Pagine 206, s.i.p.&lt;br /&gt;Edizioni Galleria Mazzoli&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 07:48:43 GMT</pubDate>
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