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<title>Cosmotaxi</title>
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<description>brevi corse verso eventi, idee, persone</description>
<language>it</language>
<copyright>Copyright 2003, armando adolgiso</copyright>
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<title>Cosa resta da scoprire</title>
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<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;In Italia ai danni enormi apportati dai tagli ai fondi destinati alla ricerca associamo una carente divulgazione scientifica che da una parte non stimola interessi del pubblico per quel campo e dall’altra non denuncia adeguatamente quei danni.&lt;br /&gt;Tra i pochissimi che diffondono conoscenza, capaci di farlo in modo efficacissimo, scorrevole e perfino con spiccato senso dell’umorismo abbiamo &lt;b&gt;Giovanni F. Bignami&lt;/b&gt;, uno che crede nella comunicazione della scienza, e anche nel fare politica della ricerca.&lt;br /&gt;Ne &amp;#232; testimonianza il suo pi&amp;#249; recente, imperdibile, libro &lt;b&gt;Cosa resta da scoprire&lt;/b&gt; edito da &lt;a href=&quot;http://www.mondadori.it &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Mondadori&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src='http://img171.imageshack.us/img171/1168/abignami.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;Accademico dei Lincei e membro dell’Accademia di Francia, &amp;#232; tra gli uomini di scienza pi&amp;#249; stimati, non solo in Italia, nel settore della ricerca astrofisica e spaziale. Ha identificato Geminga, nuova stella di neutroni, e ha diretto progetti internazionali e istituti di ricerca in Italia e all’estero ottenendo in Francia la Legion d’Onore.&lt;br /&gt;Nel luglio 2010, dopo una selezione mondiale, &amp;#232; stato nominato – &amp;#232; la prima volta per un italiano – Presidente del Cospar, il Comitato Mondiale per la Ricerca Spaziale, attivo dal 1958 e che ora conta 44 Paesi Membri. &lt;br /&gt;Nel 2010 ha ricevuto il von Karman Award dell’Int. Academy of Astronautics (nostro primo connazionale dopo Luigi Broglio).&lt;br /&gt;Insegna allo IUSS di Pavia, un’universit&amp;#224; senza barriere fra discipline. &lt;br /&gt;Ha pubblicato &lt;a href=&quot;http://www.ibs.it/code/9788842529392/bignami-giovanni-f-/storia-nello-spazio.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;La storia dello spazio&lt;/a&gt; (2001); &lt;a href=&quot;http://www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&amp;ISBNART=11404 &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;L'esplorazione dello spazio&lt;/a&gt; (2006); &lt;a href=&quot;http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201012archive001.asp#1292978473001  &quot;&gt;I marziani siamo noi&lt;/a&gt; (2006) da cui &amp;#232; stata tratta l’omonima serie Sky/National Geographic Channel.&lt;br /&gt;Per una sua pi&amp;#249; estesa biobibliografia: &lt;a href=&quot;http://www.iasf-milano.inaf.it/~gfb/personal.html &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CLIC!&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;Margherita Hack&lt;/i&gt; ha definito questo recente volume da pochi giorni nelle librerie &lt;i&gt;Un affascinante viaggio alla ricerca delle prossime scoperte che cambieranno il mondo&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;E affascinanti proprio sono le pagine di Bignami fin dalla prima, con la scena dell’alieno di Calvino &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Qfwfq &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Qfwfq&lt;/a&gt; che atterra sulla scrivania del Prof nell’intento di aiutarlo nella stesura del libro.&lt;br /&gt;Va detto s&amp;#249;bito che queste pagine non si avventurano in previsioni fantascientifiche, ma riflettono i possibili approdi di vere ricerche scientifiche in corso o che saranno approntate in un futuro prossimo.&lt;br /&gt;“Il futuro &amp;#232; la sola trascendenza degli uomini senza Dio”, scrive Albert Camus, in “L'uomo in rivolta” e la necessit&amp;#224; di prevederlo &amp;#232; bene espressa da Patrick Dixon: “Prendi il controllo sul tuo futuro prima che lui prenda il controllo su di te”.&lt;br /&gt;Alcune delle cose di cui parla Bignami in &lt;i&gt;Cosa resta da scoprire&lt;/i&gt; possono sembrare ai confini della realt&amp;#224; ma &amp;#232; bene ricordare che pochi avrebbero previsto che nel ventesimo secolo l'uomo avrebbe scoperto la bomba atomica, l'informatica, la nucleosintesi stellare e sarebbe andato nello Spazio e sulla Luna. &lt;br /&gt;Dobbiamo prendere coscienza che, rispetto appena a ieri, &amp;#232; cambiato il concetto stesso di futuro e Bignami ci aiuta a fare tale acquisizione.&lt;br /&gt;A questo punto alcuni lettori di questa nota forse aspettano che qui siano indicate le &lt;i&gt;dieci scoperte ancora da fare che cambieranno tutto&lt;/i&gt; descritte nel libro. Li deluder&amp;#242; di proposito invitandoli ad andare in libreria perch&amp;#233; il libro di Bignami ben merita una lettura integrale. Se la farete, m’invierete ringraziamenti.&lt;br /&gt;Ma se proprio volete adesso sapere di pi&amp;#249; sul libro fra poco vi proporr&amp;#242; un video che inizia con otto gustosi endecasillabi in rima baciata detti dallo stesso Bignami che del volume traccia anche i principali contenuti.&lt;br /&gt;Ancora una cosa, prossimamente il Prof sar&amp;#224; ospite su questo sito nella taverna spaziale che gestisco da oltre un decennio sull’Enterprise di Star Trek ed esporr&amp;#224;, viaggiando nello Spazio, le sue idee su quanto di nuovo e nuovissimo si muovono oggi nella ricerca scientifica. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ed ora &lt;a href=&quot;http://www.eanweb.com/2012/recensione-cosa-resta-da-scoprire-di-giovanni-f-bignami &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;ecco il video&lt;/a&gt; promesso.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Giovanni F. Bignami&lt;br /&gt;Cosa resta da scoprire&lt;br /&gt;Pagine 182, Euro 17.50&lt;br /&gt;Mondadori&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 23:31:45 GMT</pubDate>
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<title>La storia del &quot;3131&quot;</title>
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<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un vecchio detto alla Rai cos&amp;#236; suona: “Ogni direttore nuovo &amp;#232; peggiore di quello che l’ha preceduto e migliore di quello che lo seguir&amp;#224;”. Oggi, tanta sapienza corre seri rischi d’essere smentita perch&amp;#233; sar&amp;#224; dura per i prossimi dirigenti fare peggio dei pi&amp;#249; recenti, ma non disperiamo, tutto &amp;#232; possibile. &lt;br /&gt;E’ noto che la Rai attraversa il periodo pi&amp;#249; nero da quando &amp;#232; nata, ma la conosco troppo bene per non sapere che mai c’&amp;#232; stata un’et&amp;#224; dell’oro.&lt;br /&gt;Ad esempio, a Viale Mazzini sono in tantissimi a dire che Bernabei &amp;#232; stato il pi&amp;#249; grande Direttore nella storia dell’azienda. Ma ve la ricordate quella tv? Fo cacciato, Volont&amp;#232; esiliato, altri nomi meno noti allontanati, sessuofobia sfrenata. E la decantata bravura manageriale di Bernabei? Pur agendo in regime di monopolio, lasci&amp;#242; la Rai con 16 miliardi in lire di debiti, nel 1974!&lt;br /&gt;E’ pur vero, per&amp;#242;, che il livello di qualit&amp;#224; della Rai era certamente tanto pi&amp;#249; alto di oggi e anche il pi&amp;#249; spudorato direttore di allora alla prima minzolinata l’avrebbero allontanato, non foss’altro che per salvare gli ascolti. &lt;br /&gt;Nell’attuale scenario tanto degradato, una rara isola di buon senso e qualit&amp;#224; &amp;#232; rappresentata dalle Teche (archivi audiovisivi, biblioteche e fototeche), Direzione, fin dalla sua nascita avvenuta nel 1996, guidata da &lt;i&gt;Barbara Scaramucci&lt;/i&gt; – coautrice con Peppino Ortoleva della prima &lt;a href=&quot;http://www.garzantilibri.it/default.php?page=visu_libro&amp;CPID=1863 &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Antologia della Radio&lt;/a&gt; –, un luogo che dell’azienda preserva la memoria storica che ora tanti vogliono smemorare. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src='http://img189.imageshack.us/img189/424/avincenti.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;Da quella struttura, edito dalla Eri, &amp;#232; stato pubblicato &lt;b&gt;La prima volta del telefono&lt;/b&gt; &lt;i&gt;La storia del 3131 dal 1969 al 1995&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Ne &amp;#232; autore &lt;b&gt;Raffaele Vincenti&lt;/b&gt;. Laureato in Sociologia, in Rai dal 1972, prima in tv poi alla radio, &amp;#232; alla Direzione Teche dal 2001, dove ha proposto e curato il “Progetto 3131” finalizzato al salvataggio sonoro, cartaceo e fotografico di quella celebre trasmissione; la sua testimonianza &amp;#232; di particolare valore perch&amp;#233; proprio al “3131” ha lavorato dal 1982 al 1992.&lt;br /&gt;Lo troviamo anche coautore, con &lt;i&gt;Paolo Morawsky&lt;/i&gt; di &lt;a href=&quot;http://portale.italradio.org/index.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=2313 &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cento voci dall'Italia&lt;/a&gt; una preziosa pubblicazione dedicata ai documentari di Radio Rai a partire dal 1944.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il 7 gennaio 1969 nasce il “3131”, fu una data storica per la comunicazione (non solo radiofonica) in Italia, il fino allora inaccostabile microfono dei conduttori poteva essere raggiunto dagli ascoltatori telefonando.&lt;br /&gt;Quell’esperienza “In Italia” – scrive Franco Monteleone in prefazione – “divenne strumento insostituibile di servizio, modello di informazione e di cultura, testimone di una opinione pubblica per la prima volta ispirata a un seppur moderato pluralismo”.&lt;br /&gt;Della trasmissione il volume traccia una storia particolareggiata, con un sapiente montaggio alterna documenti d’epoca a interviste ai protagonisti, critiche giornalistiche a brani saggistici, fornendo inoltre, attraverso i ricordi dell’autore, molti angoli di backstage.    &lt;br /&gt;La radio, con il mezzo telefonico (sar&amp;#224; poi usato, fino al suo pervertimento, con le cosiddette radio libere prima e con un’utilizzazione che adesso, a Radiorai stessa, sfiora talvolta il farsesco dal supertelefono delle sue reti pi&amp;#249; ascoltate al citofono di quella con meno ascolti), curiosamente tornava alla sua preistoria, cio&amp;#232; all’Araldo Telefonico di cui si &amp;#232; occupato Gabriele Balbi in &lt;a href=&quot;http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201010archive001.asp#1288433849001 &quot;&gt;La radio prima della radio&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;“La storia del 3131” – contiene un Dvd con circa 30 ore di audio, fotografie e filmati – &amp;#232; un’opera valorosa, storica e scientifica al tempo stesso. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=JAmx-vO1DRg  &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt; una videointervista con l’autore.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Raffaele Vincenti &lt;br /&gt;La prima volta del telefono &lt;br /&gt;Premessa di Barbara Scaramucci &lt;br /&gt;Presentazione di Maurizio Costanzo &lt;br /&gt;Prefazione di Franco Monteleone &lt;br /&gt;Postfazione di Giorgio Simonelli &lt;br /&gt;Contributi di Simona Fasulo e Raffaella Soleri &lt;br /&gt;Pagine 271 con dvd-rom, Euro 18.00&lt;br /&gt;Rai Eri&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 07:20:05 GMT</pubDate>
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<title>Numeri immaginari</title>
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<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Arte e scienze dopo secoli sono tornate a far parte di uno stesso territorio al quale sempre appartenute (si pensi al Rinascimento): quello della creativit&amp;#224; umana senza perniciose partizioni.&lt;br /&gt;La divisione idealistica fra i due campi del sapere &amp;#232; caduta, speriamo per sempre.&lt;br /&gt;Ha scritto Paul Feyerabend in ‘La scienza come arte’: “Ogni opera di scienza &amp;#232; scienza e arte, come ogni opera d'arte &amp;#232; arte e scienza. Solo come spontanea &amp;#232; l'arte nella scienza, cos&amp;#236; spontanea &amp;#232; la scienza nell'arte”.&lt;br /&gt;“Ars sine Scientia nihil est”. Questa celebre frase &amp;#232; del Maestro Giovanni Mignot, architetto parigino, pare pronunciata nel 1399 quando fu chiamato a Milano per valutare l’opera della fabbrica del Duomo. &lt;br /&gt;Lo stesso concetto riechegger&amp;#224; nel 1722 allorch&amp;#233; il compositore francese Jean-Philippe Rameau scriver&amp;#224;: “La musica &amp;#232; una scienza che deve avere regole certe: queste devono essere estratte da un principio evidente, che non pu&amp;#242; essere conosciuto senza l'aiuto della matematica”.&lt;br /&gt;E Victor Hugo (1802-1885): &quot;Non vi &amp;#232; alcuna incompatibilit&amp;#224; fra l'esatto e il poetico. Il numero &amp;#232; nell'arte come nella scienza. L'algebra &amp;#232; nell'astronomia e l'astronomia confina con la poesia. L'anima dell'uomo ha tre chiavi che aprono tutto: la cifra, la lettera, la nota. Sapere, pensare, sognare”&lt;br /&gt;Ai nostri giorni quei pensieri sono tornati di grande attualit&amp;#224; con l’intreccio multidisciplinare, che &amp;#232; alla base del procedere artistico nelle arti visive, nella musica, nel teatro di performance, in letteratura dove usando logaritmi (Philippe Bootz, Loss Peque&amp;#241;o Glazier, Shelley Jackson) sorgono forme di scrittura mutante. &lt;br /&gt;&lt;img src='http://img201.imageshack.us/img201/364/aemmer.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;E il cinema? Qui ci soccorre un eccellente libro di recente pubblicato da &lt;a href=&quot;http://www.bollatiboringhieri.it &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Bollati Boringhieri&lt;/a&gt;: &lt;b&gt;Numeri immaginari&lt;/b&gt; &lt;i&gt;Cinema e matematica&lt;/i&gt;  &lt;br /&gt;Lo firma un autore che &amp;#232; matematico e cineasta: &lt;b&gt;Michele Emmer&lt;/b&gt;, figlio d’arte, il padre &amp;#232;, infatti, il regista &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Luciano_Emmer &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Luciano Emmer&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Michele Emmer insegna Spazio e forma all’Universit&amp;#224; La Sapienza di Roma. Si occupa da anni di cinema e arte – i suoi diciotto film hanno avuto circolazione mondiale – e dei rapporti tra matematica e cultura, su cui dal 1997 organizza ogni anno a Venezia un convegno internazionale. Presso Bollati Boringhieri sono usciti “Visibili armonie. Arte, cinema, teatro e matematica” (2006), “Bolle di sapone. Tra arte e matematica” (2009), vincitore del premio Viareggio, e il dvd “Flatlandia”, accluso al romanzo omonimo di Edwin A. Abbott (2008).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il volume &amp;#232; strutturato come un film, o uno spettacolo cinematografico, con un primo e secondo tempo. N&amp;#233; mancano un intervallo in cui si sgranocchia l’incanto per la numerazione goduto da Greenaway, e titoli di coda grati ai nomi di Virgilio Sabel, Leonardo Sinisgalli, Raymond Queneau, Pierre Kast, Luciano Emmer. &lt;br /&gt;Pur attingendo alla propria storia personale, l’autore  pi&amp;#249; che tracciare un’autobiografia ne fa elegantemente un basso continuo, un accompagnamento strumentale che conduce il discorso d'insieme mediante l'elaborazione di una partitura fatta dei propri ricordi di spettatore e di regista.&lt;br /&gt;Veniamo cos&amp;#236; condotti attraverso sessant’anni di cinema che mette in scena la matematica, fornendone anche un repertorio aggiornatissimo e unico nel suo genere.&lt;br /&gt;Non si parla, quindi, solo di quei film, i cosiddetti biopic, che raccontano la vita di matematici, ma si esplorano anche serie televisive e pellicole mai entrate nel grande circuito, curiosi “corti” e fosforescenti  esperienze sperimentali, presenze rare, e perci&amp;#242; pi&amp;#249; preziose, in alcuni festival e rassegne.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;Numeri immaginari&lt;/i&gt;, scritto in maniera scorrevolissima, &amp;#232; un libro insolito che pu&amp;#242; far felici non solo gli amanti del cinema e quelli della matematica, ma ha il merito d’illuminare un territorio poco o per niente esplorato tanto da coinvolgere quanti s’interrogano sul nodo che lega fra loro le arti, sulla vita abissale dalla quale emerge la creativit&amp;#224;.&lt;br /&gt;Un libro di esperienze, di filosofia. Un libro da leggere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Michele Emmer&lt;br /&gt;Numeri immaginari&lt;br /&gt;Pagine 246, Euro 18.00&lt;br /&gt;Bollati Boringhieri&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 06:41:35 GMT</pubDate>
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<title>Internectasie</title>
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<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Rester&amp;#224; per me sempre un mistero perch&amp;#233; chi ha dapprima affidato i propri testi al web poi decida di pubblicarli su carta. Ben capisco, invece, l’operazione inversa. &lt;br /&gt;Disporre di un sito in Rete significa viaggiare su di un jet, raggiungere, almeno potenzialmente, ogni punto del pianeta mentre il libro di carta (c’&amp;#232; chi lo ama, e giustamente, alla follia, un cospicuo esempio &lt;a href=&quot;http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201112archive001.asp#1324456389001&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt;) &amp;#232;, oggi, suppergi&amp;#249; una bicicletta, e, pur con il comprensibile fascino delle due ruote, ha possibilit&amp;#224; di diffusione innegabilmente pi&amp;#249; limitate, talvolta, estremamente limitate.&lt;br /&gt;Tutto questo mentre l’editoria informatica finalmente va sempre pi&amp;#249; affermandosi, e mentre Arthur Sulzberger Jr, editore e presidente del “New York Times”, annuncia che fra qualche anno quel famoso giornale pi&amp;#249; non sar&amp;#224; su carta e vivr&amp;#224; solo on line.&lt;br /&gt;Altro segnale, stavolta in Italia, proviene proprio dalla Siae che ha pubblicato a gennaio l’ultimo numero cartaceo della rivista trimestrale “VivaVerdi” (non in vendita, riservato agli iscritti alla Societ&amp;#224; Autori e Editori) che dalla prossima uscita sar&amp;#224; leggibile solo in Rete.  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src='http://img35.imageshack.us/img35/1702/apaolini.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;Sia come sia, &lt;b&gt;Carla Paolini&lt;/b&gt;, scrittrice finissima, &amp;#232; una che proprio cos&amp;#236; ha deciso di fare pubblicando &lt;b&gt;Internectasie&lt;/b&gt; che dalle pagine elettroniche del suo &lt;a href=&quot;http://specchio.ilcannocchiale.it &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sito&lt;/a&gt; sono ora in versione stampata nelle vivaci &lt;a href=&quot;http://www.cicorivoltaedizioni.com &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Edizioni Cicorivolta&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Scrive &lt;b&gt;Paolo Ruffilli&lt;/b&gt; in una nota che apre il volume: &lt;i&gt;Racconto per quadri, lo si potrebbe definire; oppure polittico in una serie di tavole; o, se si vuole, azione drammatica in successione di parti monologanti, senza tuttavia una grande differenza. &amp;#200; questa raccolta di prose, per scene e voci, di Carla Paolini, intitolata Internectasie, suggestiva crasi di “internet” ed “ectasie”. Un piccolo grande libro dall'accentuato peso specifico: compatto e filante, stratificato e intenso, originalissimo nel taglio e nella scrittura, sulla linea della produzione ormai consolidata della scrittrice cremonese […] Il mistero della vita e il senso del suo incommensurabile valore attraversano tutto il libro e ne sono il messaggio in qualche modo squillante, anche formalmente, a livello di cromatismo verbale. Anche se, apparentemente, il tono del discorso &amp;#232; sommesso; anzi, proprio con un effetto inversamente proporzionale alla controllata contrazione del grado del parlato. Secondo una formula contemplativa che subordina i gradi del pensiero ai risvolti pi&amp;#249; umani dell'affetto e della comprensione; nella vigile volont&amp;#224; di ridare credibilit&amp;#224; ai valori attraverso l'uso del &quot;sottovoce&quot; e fuori, dunque, da ogni intenzione retorica&lt;/i&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Carla Paolini&lt;br /&gt;Internectasie&lt;br /&gt;Prefazione di Paolo Ruffilli&lt;br /&gt;Pagine 120, euro 12.00&lt;br /&gt;Cicorivolta Edizioni&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 23:08:07 GMT</pubDate>
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<title>Abstract Journeys</title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201202archive001.asp#1328080278001</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Torna su queste pagine &lt;b&gt;Marco Cadioli&lt;/b&gt; che conobbi qualche anno fa durante una mostra-convegno dedicata a Second Life, metaverso del quale egli &amp;#232; stato il primo net reporter in Italia.&lt;br /&gt;Ha pubblicato &lt;a href=&quot;http://www.shake.it/index.php?id=51&amp;productID=167 &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Io, reporter in Second Life&lt;/a&gt; ed ecco, circa quelle sue pioneristiche esperienze, &lt;a href=&quot;http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/200811archive001.asp#1226275957001 &quot;&gt;quanto mi disse&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;Abstract Journeys&lt;/i&gt; &amp;#232; la sua prima mostra personale a Milano, sua citt&amp;#224; natale. &lt;br /&gt;E’ in corso alla &lt;a href=&quot;http://www.gloriamariagallery.com &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Gloria Maria Gallery&lt;/a&gt; e propone una serie di immagini tratte da schermate di Google Earth che esplorano molteplici superfici e forme della crosta terrestre, che sono state trasformate dall’uomo in composizioni astratte geometriche.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;In foto&lt;/i&gt;: Abstract Trip #2 (green), digital print on paper, 124x70 cm, 2011. Unique.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La mostra &amp;#232; a cura di uno dei nostri pi&amp;#249; brillanti teorici dei nuovi media, uno studioso che ha dedicato la propria ricerca all’immaginario tecnologico: &lt;a href=&quot;http://www.vitocampanelli.it&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Vito Campanelli&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src='http://img820.imageshack.us/img820/4486/acadioli.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;Di seguito qualche passaggio della sua presentazione.&lt;br /&gt;&quot;&lt;i&gt;… alcuni esseri umani alterano con le proprie attivit&amp;#224; (si tratta per lo pi&amp;#249; di attivit&amp;#224; agricole su scala industriale) il paesaggio naturale, conferendogli forme che riportano alla mente motivi pittorici caratteristici dell’astrattismo europeo del Novecento; le immagini di tali paesaggi sono catturate da satelliti orbitanti intorno alla terra; altri esseri umani (lavoratori immateriali, forse impiegati di Google) trasformano le fotografie in texture ovvero in una sorta di pelle che viene applicata sul ‘corpo’ di modelli bidimensionali e tridimensionali che rappresentano il nostro pianeta; i modelli virtuali cos&amp;#236; ottenuti divengono navigabili attraverso Google Earth, il popolare programma che ci permette di sorvolare il mondo come fossimo su una romantica mongolfiera; qui Cadioli inizia i propri viaggi e la propria ricerca formale, nel senso di ricerca di forme evocative di alcuni motivi pittorici riconducibili all’astrattismo. Non esiste ovviamente alcun intento estetico nelle attivit&amp;#224; pratiche con cui gli esseri umani, con il concorso delle macchine, modificano il paesaggio – &amp;#232; l’artista infatti che, guardando da una prospettiva impossibile (l’occhio del satellite, appunto), legge sul territorio segni che egli interpreta come motivi pittorici. […] Ad ogni incontro significativo l’artista milanese scatta fotografie, in altri frangenti preferisce invece che il flusso di dati digitali continui a scorrere e realizza quindi riprese video dei paesaggi che incontra nel proprio girovagare […] Cadioli, profondamente consapevole delle implicazioni di ogni suo gesto, si diverte ad utilizzare Google Earth come un pennello attraverso il quale riprodurre sul proprio schermo pattern espressivi dell’inizio del secolo passato. Gioca a dare forma alla terra e, in questo suo trasformarsi in demiurgo, mostra di non essere vittima di quella “vergogna prometeica” che tanto ha afflitto l’individuo moderno nel confronto con le proprie creazioni macchiniche. &lt;br /&gt;Le illusioni di ordinare l’universo in base al proprio gusto estetico offerte dalla tecnica contemporanea, sono sicuramente tali da indurre quella “inedita vertigine del sublime tecnologico” della quale ci parla Mario Costa, si tratta dunque di un “sublime domesticato” che – in quanto tale – pu&amp;#242; aprirsi a una fruizione “socializzata e controllata” (“Il sublime tecnologico”, 1990). Non pi&amp;#249; quindi il terrore provocato da eventi naturali e da potenze non addomesticate, ma un “terrificante tecnologico” che viene disinnescato, proprio nei suoi aspetti pi&amp;#249; terrificanti, grazie all’estetica delle comunicazione&lt;/i&gt;&quot;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per visitare il sito web di Cadioli: &lt;a href=&quot;http://www.marcocadioli.com &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CLIC!&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Marco Cadioli&lt;br /&gt;“Abstract Journeys”&lt;br /&gt;A cura di Vito Campanelli&lt;br /&gt;Gloria Maria Gallery&lt;br /&gt;Via Watt 32, Milano&lt;br /&gt;Info: fabrizio@gloriamariagallery.com&lt;br /&gt;Tel: 02 – 8708 8548&lt;br /&gt;Fino al 22 febbraio ‘12&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 06:11:18 GMT</pubDate>
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<title>Rrose.</title>
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<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;No, non si tratta di un mio errore nello scrivere il nome di quei fiori perch&amp;#233; Rrose S&amp;#233;lavy &amp;#232; il nome con il quale &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Marcel_Duchamp &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Marcel Duchamp&lt;/a&gt;, forse il pi&amp;#249; innovatore artista del Novecento, definito il &quot;padre&quot; del dadaismo, firm&amp;#242; alcune sue opere (ready-made). Nel 1924 Man Ray fotograf&amp;#242; Duchamp in abiti femminili: &quot;Rrose S&amp;#233;lavy alias Marcel Duchamp&quot;. &lt;br /&gt;Il celebre ritratto &amp;#232; oggi conservato al Philadelphia Museum of Art.&lt;br /&gt;&lt;img src='http://img713.imageshack.us/img713/375/adenardo.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;Da quel nome “Rrose” &amp;#232; nato un omonimo bimestrale: &lt;b&gt;Rrose&lt;/b&gt; &lt;i&gt;la creativit&amp;#224;, dalle arti visive al design&lt;/i&gt;, pubblicazione dell’Associazione &lt;a href=&quot;http://www.rroseselavy.org &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Rrose S&amp;#233;lavy&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;A dirigerla &amp;#232; &lt;a href=&quot;http://www.massimodenardo.it &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Massimo De Nardo&lt;/a&gt; che nel presentarsi in terza persona ai lettori cos&amp;#236; dice: “Dopo trent’anni di copywriting gli &amp;#232; venuta un po’ la nausea di &lt;i&gt;azienda leader del settore&lt;/i&gt; e di &lt;i&gt;vasta gamma di prodotti &lt;/i&gt; […] Una rivista sulla creativit&amp;#224;? Di questi tempi? E addirittura free press? Ora che si umetta l’indice per sfogliare Rrose non ha cambiato idea: &amp;#232; sempre una cosa da pazzi, per&amp;#242; che bellezza averla realizzata con tutte le persone elencate sopra, alle quali va un immenso grazie”.&lt;br /&gt;Le persone cui si riferisce De Nardo: Mimmo Jodice, Germano Celant, Bruno Ceccobelli, Gillo Dorfles, Angelo Ferracuti, Mauro Cicar&amp;#232;, Fabrizio Ottaviucci, Enzo Mari, Vittorio Zincone, Margherita Palli, Dem, Lorenzo Fonda, Mauro Bubbico, Annamaria Testa, Pasquale Barbella, Monica Randi (Astoria), Barbara Garlaschelli, Elisa Savi Ovadia, Maurizio Ferraris, Piero Feliciotti, Chiara Gabrielli, Paolo Rina.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La rivista si apre con un aforisma di Einstein: “Tutti sanno che una cosa &amp;#232; impossibile da realizzare, finch&amp;#233; arriva uno sprovveduto che non lo sa e la realizza”.&lt;br /&gt;Tanti gli articoli saettanti distribuiti nelle 58 pagine di Rrose”, dal primo della scenografa Margherita Palli “La storia del teatro l’ha cambiata un certo signor Edison. Con la sua lampadina” (… e quanto io sono d’accordo con la Palli!) all’ultimo di &lt;a href=&quot;http://www.adolgiso.it/enterprise/maurizio_ferraris.asp&quot;&gt;Maurizio Ferraris&lt;/a&gt; dal titolo birichino e contenuto scintillante: “Istruzioni per non essere creativi”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Creativit&amp;#224;: cosa difficilissima da definire. Un aiuto ci viene in “Rrose” da &lt;a href=&quot;http://www.adolgiso.it/enterprise/annamaria_testa.asp &quot;&gt;Annamaria Testa&lt;/a&gt; che la creativit&amp;#224; la pratica e la teorizza. Conduce in rete &lt;a href=&quot;http://www.nuovoeutile.it  &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Nuovo e Utile&lt;/a&gt; e il suo pi&amp;#249; recente libro &amp;#232; &lt;a href=&quot;http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201006archive001.asp#1277164960001 &quot;&gt;La trama lucente&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;Che cosa ci dice sulla creativit&amp;#224;? Dice che tra le tante definizioni esistenti la pi&amp;#249; esauriente le sembra quella del matematico Henri Poincar&amp;#233; perch&amp;#233; per lui &lt;i&gt;la creativit&amp;#224; consiste nell’unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili. E’ una definizione molto ampia, valida per tutti gli ambiti della creativit&amp;#224;: arti, scienze, tecnologia, impresa… e d&amp;#224; conto del fatto che la creativit&amp;#224; &amp;#232; sempre un processo finalizzato (deve produrre qualcosa di utile) e sempre deve misurarsi con il contesto sociale. Insomma: qualcosa di molto diverso sia dalla fantasticheria, sia dalla trasgressione fine a se stessa. Faccio fatica a immaginare una definizione pi&amp;#249; netta di cos&amp;#236;. Per&amp;#242; mi sembra interessante segnalare l'importanza dell'individuo che alimenta in s&amp;#233; un processo creativo. E quindi dico che la creativit&amp;#224; &amp;#232; - anche - un atteggiamento mentale. Nel quale si trovano, mescolate, curiosit&amp;#224;, inquietudine, tenacia, umilt&amp;#224;, coraggio. E, a volte, un senso di vertigine&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Rrose.&lt;br /&gt;Bimestrale&lt;br /&gt;diretto da Massimo De Nardo&lt;br /&gt;Free Press&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 06:15:03 GMT</pubDate>
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<title>Una scomparsa</title>
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<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Devo a &lt;a href=&quot;http://it.linkedin.com/in/emmanuelgrossi &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Emmanuel Grossi&lt;/a&gt; (ha fatto girare in Rete un affettuoso ricordo) la notizia della morte di &lt;b&gt;Lino Procacci&lt;/b&gt; .&lt;br /&gt;Nato vicino Norcia, amava ricordare: “Frequentavo il teatro dell’universit&amp;#224;, recitavo con Anna Proclemer, ma avevo un difetto di pronuncia e allora decisi di diventare regista”.&lt;br /&gt;Lo &amp;#232; stato di trasmissioni tv famose come “Ieri e Oggi” – la prima in cui in cui la televisione parlava di s&amp;#233; stessa - condotta da nomi quali Lelio Luttazzi, Paolo Ferrari, Arnoldo Fo&amp;#224;, Mike Bongiorno, Enrico Maria Salerno, Luciano Salce.&lt;br /&gt;Fu il primo regista di “Domenica in” – programma s&amp;#236; un po’ troppo casareccio e familistico, per&amp;#242; mai sguaiato come successivamente accadr&amp;#224; – titolo ricordato anche perch&amp;#233; per la prima volta veniva coperta un'intera fascia pomeridiana durando per ben sei ore; una novit&amp;#224; assoluta nel panorama tv italiano dove tutte le trasmissioni, fino allora non superavano mai i sessanta minuti.&lt;br /&gt;La Rai non ha pubblicato su alcun quotidiano un necrologio firmato dall’azienda, come, invece, ha fatto con altri nomi.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 06:13:44 GMT</pubDate>
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<title>Pagine di canapa e silicio</title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201201archive001.asp#1327907730001</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel dicembre scorso ospitai in queste pagine &lt;i&gt;Marco Negroni&lt;/i&gt; che profil&amp;#242; le linee dell’Editrice &lt;i&gt;Castello Volante&lt;/i&gt; che allora aveva battuto &lt;a href=&quot;http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201112archive001.asp#1322809604001&quot;&gt;i primi colpi d'ala&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Nel frattempo s’&amp;#232; provvista anche di un aereo &lt;a href=&quot;http://www.castellovolante.blogspot.com &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;blog&lt;/a&gt; n&amp;#233; mancano suoi cinguettii su &lt;a href=&quot;http://twitter.com/CastelloVolante &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Twitter&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;Volando volando quella Casa volteggiante ha attraversato parecchi spazi, celesti e sulfurei, con la collana “I fiori del web” diretta da &lt;i&gt;Antonio Zoppetti&lt;/i&gt;, noto nella Rete come &lt;i&gt;Zop&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Di lui esistono due recenti interviste che ne illuminano il mercuriale viaggiare: una realizzata su impervi &lt;a href=&quot;http://www.pescepirata.it/aspiranti_scrittori/viewtopic.php?f=41&amp;t=1117 &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sentieri terrestri&lt;/a&gt; e l’altra lungo rischiose &lt;a href=&quot;http://www.adolgiso.it/enterprise/antonio_zoppetti.asp &quot;&gt;rotte spaziali&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Ha contribuito anche al titolo pi&amp;#249; recente di Castello Volante: &lt;b&gt;La pianta proibita&lt;/b&gt; &lt;i&gt;Coltura e cultura nella storia, nella letteratura e nel cinema&lt;/i&gt;; autore: &lt;b&gt;Luca Sutter&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;img src='http://img525.imageshack.us/img525/3235/asutter.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;Se ne pu&amp;#242; leggere una met&amp;#224; gratis, scaricandolo &lt;a href=&quot;http://castellovolante.com/products-page/romanzi/la-pianta-proibita-canapa-coltura-e-cultura &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt; oppure la versione integrale (costo : 4.70 euro) con un &lt;a href=&quot;http://www.bookrepublic.it/book/9788863990775-la-pianta-proibita-canapa-coltura-e-cultura &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CLIC&lt;/a&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;“La pianta proibita” si contraddistingue tra le molte pubblicazioni sul tema per il materiale inedito, i percorsi trasversali letterari e cinematografici, le tesi, la ricostruzione della canapicoltura italiana e le immagini storiche.&lt;br /&gt;Questo che segue &amp;#232; il comunicato stampa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;La canapa &amp;#232; stata per secoli una delle risorse economiche, industriali e tessili pi&amp;#249; importanti del nostro Paese, secondo produttore mondiale per quantit&amp;#224; ma primo per qualit&amp;#224;. Nel Novecento, nonostante gli sforzi del fascismo di proteggere questo mercato, la canapicoltura &amp;#232; andata perduta&lt;/i&gt;. (Purtroppo furono messe in circolazione o recuperate a quel tempo tante altre cose che era meglio perdere). &lt;i&gt;Questo saggio ne ripercorre la storia e analizza le cause del suo declino attraverso documenti inediti come un manoscritto di “materia medica” di fine Ottocento o le tavole dell'Encyclop&amp;#233;die di Diderot e d'Alembert. Accanto alla storia dell'uso industriale di questa pianta oggi proibita, viene ripercorsa anche la storia del suo uso medico, riscoperto di recente, e di quello psicotropo, attraverso l'analisi di fonti come la leggenda di Marco Polo del Veglio della Montagna, a capo della setta degli Hashishiyya, da cui il termine “assassino”. E ancora, l'erba pantagruelione di Rabelais, il Poema dell'hashish di Baudelaire, le pagine del Conte di Montecristo di Dumas e quelle di Th&amp;#233;ophile Gautier. La storia del proibizionismo del Novecento &amp;#232; ricostruita con un'analisi comparata con la proibizione di altre sostanze come il caff&amp;#232;, il tabacco e gli alcolici che hanno avuto come conseguenza la nascita dei monop&amp;#242;li di Stato e quella del gangsterismo. E un saggio sulla marijuana nella storia del cinema mette in luce come la considerazione della cannabis nell'opinione pubblica sia nel tempo cambiata: dalla droga devastante delle pellicole degli anni Trenta sino alle rappresentazioni leggere, scherzose e di denuncia del nuovo millennio&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ufficio Stampa Castello Volante: Cristina Di Cillo | | cristina@castellovolante.com&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Luca Sutter&lt;br /&gt;La pianta proibita&lt;br /&gt;Editore: Castello Volante&lt;br /&gt;Euro: 4.70&lt;br /&gt;In vendita nei maggiori e-Book store&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 06:15:30 GMT</pubDate>
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<title>Giornata della Memoria</title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201201archive001.asp#1327623064001</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;“Le epoche di fervorose certezze eccellono in imprese sanguinarie”, diceva Elias Canetti.&lt;br /&gt;E un’ondata di cruente certezze fu tra le cause della Shoah.&lt;br /&gt;Oggi, invece di consegnare alla storia universale dell’infamia quei tragici avvenimenti, assistiamo da pi&amp;#249; parti all’avanzare di tenebrosi revisionismi oppure a stanche ritualit&amp;#224; commemorative che di certo non aiutano a capire e interpretare quei fatti.&lt;br /&gt;La data per la “Giornata della Memoria” che si celebra oggi fu scelta per ricordare il 27 gennaio 1945, quando le truppe dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la citt&amp;#224; polacca di O&amp;#347;wiecim (nota con il nome tedesco di Auschwitz).&lt;br /&gt;&lt;img src='http://img16.imageshack.us/img16/5010/alager.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;L&amp;#236; scoprirono l’atroce campo di concentramento e liberarono i pochi superstiti. La scoperta d’Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista, della Shoah. Shoah, in ebraico significa “annientamento”; indica lo sterminio di oltre sei milioni d’ebrei ed &amp;#232; da preferire questo termine a “olocausto” per eliminare qualunque idea di perniciosa, e sviante, religiosit&amp;#224; insita in quest’ultimo.&lt;br /&gt;I nazisti non furono soli nel commettere quel crimine contro l’umanit&amp;#224;, furono aiutati da molti governi collaborazionisti e, prima ancora, dal fascismo italiano che il 6 ottobre 1938 promulgando le leggi razziali determin&amp;#242; la perdita dei diritti civili per 58mila italiani, parte dei quali poi deportati in Germania e 8mila di loro morti nei lager.&lt;br /&gt;Infamia che discendeva dal ‘Manifesto della Razza’, pubblicato il 14 luglio dello stesso anno, firmato da 10 scienziati italiani, sorretti da altre 329 firme; per sapere chi erano e come agirono consiglio la lettura di un volume che segnalai tempo fa in queste pagine web: &lt;a href=&quot;http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/200602archive001.asp#1140861746001&quot;&gt;I dieci&lt;/a&gt; . &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ben vengano le numerose manifestazioni indette per oggi che, per&amp;#242;, rischiano di diventare una Giornata, appunto, solo una Giornata. Consegnandosi cos&amp;#236; a ritualit&amp;#224; che, come tutte le ritualit&amp;#224;, spesso svuotano di significato ci&amp;#242; che si ricorda. Preferirei che invece di una Giornata con tanti avvenimenti in cartello, la Shoah fosse ricordata, attraverso piccole, quotidiane cose. Perch&amp;#233; tutti i giorni avvengono misfatti a sfondo razziale (con preoccupante crescita anche in Italia) che sono molto gravi e, spesso, trattati dai media con spazi inadeguati.&lt;br /&gt;C’&amp;#232;, per&amp;#242;, un’importante iniziativa che si segnala per la sua unicit&amp;#224;. Si tratta della nascita di una Rete nazionale, nata “per unire, sostenere e incoraggiare quei docenti universitari che puntino ad approfondire lo studio della Shoah e della sua didattica, coinvolgendo altri docenti e gli studenti”. Ideatore di questo network &amp;#232; &lt;b&gt;Paolo Coen&lt;/b&gt; che l’ha fatto nascere nell'aprile dello scorso anno, all'universit&amp;#224; di Teramo, proprio la stessa nella quale un professore invit&amp;#242; Robert Faurisson, uno dei pi&amp;#249; famigerati sostenitori del negazionismo.  &lt;br /&gt;&quot;La nostra Rete non &amp;#232; retorica, perch&amp;#233; &amp;#232; volta al fare. Non &amp;#232; coercitiva, perch&amp;#233; propone modelli, e non li impone&quot;, dice Coen, che intanto &lt;a href=&quot;http://gdmuniversita.blogspot.com&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;ha lanciato un blog&lt;/a&gt; attraverso il quale &amp;#232; possibile aderire a questo progetto.&lt;br /&gt;Marco Pasqua che ha dedicato su Repubblica un servizio a quest’iniziativa, cos&amp;#236; conclude: “Il bisogno di una Rete, che unisca le energie positive dei docenti che vogliono approfondire lo studio e l'insegnamento della Shoah, &amp;#232; testimoniato, secondo Coen, dal fatto che appena il 10% delle universit&amp;#224; italiane celebrino la giornata della Memoria, con eventi spesso disattesi da docenti e studenti&quot;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Del resto, perch&amp;#233; meravigliarsene? Il nostro &amp;#232; un paese in cui il presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi alla vigilia di una Giornata della Memoria raccont&amp;#242; &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_gennaio_17/berlusconi_barzelletta_campo_concentramento_5169600e-e4e0-11dd-98be-00144f02aabc.shtml &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;barzellette sui lager&lt;/a&gt; e ha definito “luoghi di villeggiatura”  i paesi in cui il fascismo confin&amp;#242; gli oppositori.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Concludendo questa nota, anticipo che, sul tema della Shoah, prossimamente su questo sito interverr&amp;#224; &lt;i&gt;Valentina Pisanty&lt;/i&gt; autrice di &lt;a href=&quot;http://www.brunomondadori.com/scheda_opera.php?ID=4239 &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Abusi di memoria&lt;/a&gt;, un libro straordinario.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 23:11:04 GMT</pubDate>
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<title>Officina Italia 2 </title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201201archive001.asp#1327566430001</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Che cos’&amp;#232; la &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Creativit%C3%A0&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;creativit&amp;#224;&lt;/a&gt;, come riconoscerla e definirla, &amp;#232; cosa che ha suscitato studi scientifici e riflessioni filosofiche.&lt;br /&gt;Nelle arti visive, ad esempio, oggi, specialmente sotto l’incalzare delle nuove tecnologie, la creativit&amp;#224; si orienta sempre pi&amp;#249; a uno scambio di codici, a un continuo rinnovarsi di proposte che attraversano territori non pi&amp;#249; confinanti come un tempo, si assiste a una (per me, benvenuta) ibridazione di generi e tecniche.&lt;br /&gt;Ne &amp;#232; una dimostrazione una mostra a cura di &lt;a href=&quot;http://www.adolgiso.it/enterprise/renato_barilli.asp &quot;&gt;Renato Barilli&lt;/a&gt;, con la collaborazione di &lt;i&gt;Guido Bartorelli, Alessandra Borgogelli, Paolo Granata, Silvia Grandi, Guido Molinari&lt;/i&gt;: &lt;b&gt;Officina Italia 2&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’esposizione si pone nel solco delle Officine organizzate dalla stessa &amp;#233;quipe, a partire proprio da una precedente Officina Italia del 1997, cui hanno fatto seguito Officina Europa nel 1999, Officina America nel 2002, Officina Asia nel 2004, tutte realizzate con ampio concorso della Regione Emilia-Romagna, integrato da contributi delle amministrazioni locali ospitanti i vari settori del progetto, il quale infatti si &amp;#232; sempre caratterizzato per una natura policentrica irraggiandosi dal capoluogo Bologna. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src='http://img444.imageshack.us/img444/6017/aofficina.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt; “A oltre un decennio dal primo scandaglio” – &amp;#232; detto nella presentazione – “pare del tutto opportuno condurre un nuovo checkup sull’inesausta creativit&amp;#224; dei nostri giovani: da qui il titolo della mostra, accanto a quello di Officina 2.&lt;br /&gt;Volendo caratterizzare l’attuale situazione, si potrebbe fare ricorso alla nozione introdotta da Gilles Deleuze e F&amp;#233;lix Guattari di “plateau”, ovvero di un bilanciamento tra opposti: il rigorismo dell’arte concettuale, col triangolo foto-scrittura-oggetto, accenna a stemperarsi in soluzioni pi&amp;#249; stimolanti e sensuose, che per&amp;#242; si guardano dall’approdare a facili pittoricismi, senza peraltro disdegnare recuperi di motivi decorativi molto adatti per usi di arredo urbano.&lt;br /&gt;Questo medesimo bilanciamento si registra tra soluzioni a due e a tre dimensioni: molte opere presenti in questa rassegna, infatti, muovono da progetti o tracciati esposti a parete, da cui per&amp;#242; prendono lo slancio per andare a occupare lo spazio attiguo, occupazione che tuttavia avviene in modi leggeri e reversibili. Altri invece affrontano decisamente lo spazio aperto deponendovi come isole consistenti e cariche di stimoli. Insomma, tutte le dimensioni spaziali, dall’alto, dal basso, dalle pareti all’open space, sono inquietate, pungolate con reattivit&amp;#224; pronta e incalzante, costituendo uno spettacolo sempre mobile e imprevedibile.&lt;br /&gt;La squadra curatoriale ha individuato 33 presenze, alcune gi&amp;#224; ampiamente note e avviate verso un successo crescente, altre meno conosciute ma altrettanto aggressive e incalzanti”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Elenco dei nomi: &lt;i&gt;Meris Angioletti; Alex Bellan; Davide Bertocchi; Alvise Bittente; Elena Brazzale; Jacopo Candotti; Roberto De Pol; Elisabetta Di Maggio; Anna Galtarossa; Eloise Ghioni; Chris Gilmour; Nicola Gobbetto; Paolo Gonzato; Alice Guareschi; Giorgio Guidi; Antonio Guiotto; Kensuke Koike; Lisa Lazzaretti; Federico Maddalozzo; Laura Matei; Ignazio Mazzeo; Matteo Montani; Margherita Moscardini; Giovanni Ozzola; Marco Papa; Laurina Paperina; Chiara Pergola; Filippo Pirini; Diego Sold&amp;#224;; Francesco Spampinato; To/Let (Marinangeli/Placucci); T-yong Chung; Giorgia-Valmorra&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I curatori si dicono particolarmente lieti di usufruire di questa attuale sede offerta da uno degli spazi in cui l’&lt;a href=&quot;http://www.accademiadibrera.milano.it &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Accademia di Belle Arti di Brera&lt;/a&gt; conduce la sua prestigiosa attivit&amp;#224; didattica e di ricerca, spazi riservati soprattutto ai Bienni specialistici con annessi laboratori. Le opere presentate in questa occasione serviranno da stimolo per lezioni, dibattiti, incontri tra i partecipanti alla mostra e l’intero corpo docente e discente dell’Accademia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il catalogo (120 pagine, 100 illustrazioni - euro 28.00 in libreria), pubblicato dalle &lt;a href=&quot;http://www.mazzotta.it &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Edizioni Gabriele Mazzotta&lt;/a&gt;, dedica due pagine a colori per ogni partecipante, oltre ai saggi dei curatori e ai consueti apparati bio-bibliografici.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dopo Milano la rassegna sar&amp;#224; presentata a Padova presso la Sala ex Macello.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Uffici stampa:&lt;br /&gt;Edizioni Gabriele Mazzotta:&lt;br /&gt;Stefano Sbarbaro / tel.02878380; stefano.sbarbaro@mazzotta.it&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Accademia di BBAA di Brera:&lt;br /&gt;Antonia Iurlaro, tel 02 – 86 955 233; ufficio.mostre@accademiadibrera.milano.it&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nuova creativit&amp;#224; italiana&lt;br /&gt;Ex Chiesa di San Carpoforo&lt;br /&gt;Piazza Formentini 10 – Milano&lt;br /&gt;Orario: luned&amp;#236; – venerd&amp;#236;, 9.30 – 19.00&lt;br /&gt;sabato 9.00 – 12.00&lt;br /&gt;Ingresso libero&lt;br /&gt;Fino al 12 febbraio ‘12&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 07:27:10 GMT</pubDate>
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<title>Spacetime Extensions</title>
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<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Tra i pi&amp;#249; fruttiferi risultati dell’intercodice proposto dalle nuove tecnologie, ci sono quelli che vedono arti visive e musica lavorare in un continuo, e benvenuto, scambio di segni.&lt;br /&gt;Ne &amp;#232; un ottimo esempio quanto espone &lt;i&gt;Rosanna Tempestini Frizzi&lt;/i&gt; alla Galleria fiorentina &lt;a href=&quot;http://www.lacorteartecontemporanea.it &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;La Corte Arte Contemporanea&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Volentieri ne rilancio la presentazione pervenutami.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src='http://img42.imageshack.us/img42/3668/abaldini.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;“Spacetime Extensions (Study # 2) &amp;#232; parte di un progetto ispirato al tema e all’indagine del rapporto fra arte e tecnologia. Circuiti di silicio e chip sono alla base di questa ricerca che Ongakuaw e Lucia Baldini affrontano, come moderni esploratori, setacciando l’ambiente visivo e sonoro offerto dai pi&amp;#249; comuni dispositivi elettronici moderni, oggetti entrati a far parte della nostra vita quotidiana come computers, telefonini ed altri elettrodomestici, strumenti tecnologici che aiutano, o a volte complicano, il nostro rapporto con la realt&amp;#224;. Ongakuaw e Lucia Baldini indagano il mistero “dal di dentro”, penetrando al cuore di una tecnologia inanimata ma comunque pulsante. Il flusso di suoni e di immagini prodotti restituiscono un vero viaggio attraverso i meandri digitali di un universo tecnologico a portata di mano.&lt;br /&gt;Entrate e lasciatevi pervadere dal suono. Le immagini che scorrono accompagneranno il visitatore in un percorso coinvolgente all’interno dei circuiti di un pc, rivelandoci una sorprendente variet&amp;#224; di mondi inesplorati. Le fotografie di Lucia Baldini creano una percezione totalmente appassionante per il visitatore che si trova improvvisamente catapultato di fronte a paesaggi digitali, scorci di citt&amp;#224; virtuali carpite da un futuro prossimo che &amp;#232; gi&amp;#224; reale.  &lt;br /&gt;Lo scenario sonoro realizzato da Ongakuaw ci fa strada in questa esplorazione tessendo suoni registrati direttamente dall’interno del computer, come se fossero tracce di segnali audio provenienti da un luogo remoto. Ongakuaw ci accompagna ad entrare in un ambiente invaso da sonorit&amp;#224; diverse da quelle cui siamo abituati; dopo un primo momento di straniamento siamo portati naturalmente a riconoscere a poco a poco questi rumori che percepiamo come musica.&lt;br /&gt;L’esperienza che si trae da Spacetime Extensions (Study # 2)  &amp;#232; quella di un riconoscimento graduale sia delle fotografie sia dei suoni, la percezione di tempo dilatato, sospeso, da cui il visitatore riemerge rinnovato nella sua sensibilit&amp;#224; e nell’idea, spesso preconcetta, che siamo soliti avere della tecnologia, qui rivisitata in tutto il suo potenziale poetico”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per visitare il sito web di &lt;b&gt;Lucia Baldini&lt;/b&gt;: &lt;a href=&quot;http://www.luciabaldini.it &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CLIC!&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per quello di &lt;b&gt;Ongakuav&lt;/b&gt;: &lt;a href=&quot;http://ongakuaw.eu&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La Corte Arte Contemporanea &lt;br /&gt;Via De’ Coverelli 27/R, Firenze&lt;br /&gt;Info: rosatem@tiscali.it ; (+39) 348 – 640 11 64 &lt;br /&gt;Dal 21 gennaio al 9 febbraio ’12&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 07:12:19 GMT</pubDate>
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<title>Un'eresia di 400mq </title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201201archive001.asp#1327306609001</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I chiacchieroni sono perniciosi, ci affliggono con le loro voci, ci estenuano con un fiume di chiacchiere. Fra loro c'&amp;#232; anche chi non si accontenta di sproloquiare nella propria lingua, ma (secondo i soliti creduloni nel paranormale) anche in altri idiomi, da loro mai studiati n&amp;#233; praticati, determinando la cosiddetta xenoglossia… aiuto!&lt;br /&gt;Ben venga, quindi, un gruppo – nato nel 2006 –  che si chiama &lt;b&gt;Sineglossa&lt;/b&gt; e ben venga anche perch&amp;#233; si tratta di un &lt;a href=&quot;http://www.sineglossa.eu/index_ita.html &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;gruppo teatrale&lt;/a&gt;  il quale –   fedele al nome che s’&amp;#232; dato – non pratica lo sclerotico teatro di parola affidando il proprio lavoro a un linguaggio multicodice aderente ai nostri tempi che &amp;#232; quello delle “psicotecnologie” (copyright  Derrick de Kerckhove).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src='http://img59.imageshack.us/img59/6058/logo400mq.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;La Galleria anconetana &lt;a href=&quot;http://www.quattrocentometriquadri.eu &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Quattrocentometriquadri&lt;/a&gt; – proseguendo il suo intenso programma di esplorazioni nella nuova espressivit&amp;#224; – ospita una residenza di Sineglossa impegnato in un articolato progetto intitolato &lt;i&gt;Eresia&lt;/i&gt;.   &lt;/p&gt;&lt;p&gt;E’ una circumnavigazione attorno alla figura di Giovanna D’Arco.&lt;br /&gt;Per saperne di pi&amp;#249;: &lt;a href=&quot; http://www.sineglossa.eu/eresia.html &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CLIC!&lt;/a&gt;  &lt;br /&gt;Data la particolare configurazione di Quattrocentometriquadri, separata dall’esterno solo da vetrate, il progetto diventa un impianto &lt;i&gt;site specific&lt;/i&gt; implicando un’interazione accidentale, ma continua, con i passanti, che potranno fermarsi ad osservare il work in progress della compagnia. Una modalit&amp;#224; che “originer&amp;#224;” – come dicono i componenti di Sineglossa – “curiosit&amp;#224; verso la produzione di performance che insistono sui nuovi linguaggi della contemporaneit&amp;#224;, restituendo una formazione non istituzionale ad un pubblico non abituato a partecipare alla presentazione di eventi di questo tipo”.&lt;br /&gt;L’interazione col pubblico sar&amp;#224; favorita anche da strumenti analogici costruiti dalla stessa Compagnia.&lt;br /&gt;Al termine della residenza creativa, Sineglossa presenter&amp;#224; il risultato del proprio lavoro al pubblico con una conclusiva performance che si terr&amp;#224; sabato 4 febbraio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quattrocentometriquadri Gallery &lt;br /&gt;Via Magenta 15, Ancona&lt;br /&gt;Info: gallery@quattrocentometriquadri.eu  &lt;br /&gt;3934522197- 338.2430040&lt;br /&gt;Da oggi al 4 febbraio ‘12&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 07:16:49 GMT</pubDate>
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<title>La Bandiera</title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201201archive001.asp#1327017784001</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Si deve alla sensibile direzione della &lt;a href=&quot;http://www.cinetecadibologna.it&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cineteca di Bologna&lt;/a&gt;  condotta da &lt;b&gt;Gianluca Farinelli&lt;/b&gt; l’esposizione, a cura di &lt;b&gt;Carlo Ansaloni&lt;/b&gt;, di una videoinstallazione per parole, immagini, suoni, musica: &lt;i&gt;La Bandiera&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;L’opera &amp;#232; del poliartista &lt;a href=&quot;http://www.3vitre.it/enzo/ienzo.htm &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Enzo Minarelli&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src='http://img215.imageshack.us/img215/6650/abandiera.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;La Bandiera, realizzata per la prima volta nel 1989, (L’Immagine elettronica, Pac, Ferrara), riprende ora a sventolare seguendo ancora i ritmi del poema sonoro Regina, dedicato alla parola pi&amp;#249; lunga del lessico italiano, &lt;i&gt;precipitevolissimevolmente &lt;/i&gt;, regina, non foss’altro che per estensione, tra le parole italiane. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ecco come l’autore presenta il suo lavoro: &lt;i&gt;La Bandiera &amp;#232; essenzialmente un inno romantico perch&amp;#233; si apre alla vita, ai suoi infiniti aspetti e motivi, ai richiami dell’esistenza, capta i segnali di una vita vissuta intensamente, ove l’intimit&amp;#224; dell’io s’effonde liberamente (il classico io-mondo), ed &amp;#232; nel contempo irrazionale perch&amp;#233; fa leva sull’istinto primordiale del poeta sciamano, imprevedibile nel labirinto della fantasia, ma assume anche un tratto razionale: il poema viene costruito con una precisa coscienza estetica e mirata operosit&amp;#224;, i tre schermi tricolori assumono la funzione di finestre aperte verso quanto ci scorre attorno, il verde richiama il verdetto, l’essere al verde, la trionfalistica musicalit&amp;#224; verdiana impressa nelle mille lire, (moneta corrente dell’epoca ante euro), il bianco va in relazione con la biancheria intima, il rosso s’accosta al toro, alle labbra, al Capitale di Marx, a un pizzico di Che Guevara; l’andatura sventolante della bandiera viene ulteriormente corroborata dall’assetto visivo delle parole, vere poesie concrete ma in movimento, “precipite” indica la verde caduta, “volissime” la bianca solidit&amp;#224; della staticit&amp;#224; razionale, e “volmente” il rosso spiccare il volo nel cielo azzurro&lt;/i&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;“La Bandiera”&lt;br /&gt;di Enzo Minarelli&lt;br /&gt;a cura di Carlo Ansaloni&lt;br /&gt;Cineteca-Cinema Lumi&amp;#232;re &lt;br /&gt;Via Azzo Gardino 65, Bologna&lt;br /&gt;tel: (+39) 051 – 21 94 810 / 35&lt;br /&gt;Tutti i giorni 10 – 24 &lt;br /&gt;Dal 23 gennaio al 6 febbraio 2012&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 23:03:04 GMT</pubDate>
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<title>Tuccino e AttivaMente Puglia</title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201201archive001.asp#1327017662001</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In una sua recente newsletter di Identit&amp;#224; Golose , &lt;b&gt;Paolo Marchi&lt;/b&gt; (come ho gi&amp;#224; scritto di lui, e non da ieri, lo ritengo il migliore critico enogastronomico di cui disponiamo… a proposito, domenica 5 febbraio, prima giornata di Identit&amp;#224; Milano 2012) ha riferito di una cena fatta in onore di &lt;b&gt;Pasquale “Tuccino” Centrone&lt;/b&gt; titolare di &lt;a href=&quot;http://www.tuccino.it  &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Tuccino&lt;/a&gt; ristorante di Polignano a Mare dove mesi fa gustai un pranzo di lussuoso gusto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src='http://img29.imageshack.us/img29/7144/atuccino.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;Tuccino soffre di SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica, vive su una sedia a rotelle e si &amp;#232; fatto fondatore di &lt;a href=&quot;http://www.attivamentepuglia.org &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;AttivaMente Puglia&lt;/a&gt; perch&amp;#233; “non tutti” – ha detto – “sono fortunati come me, si sentono persi e crollano”.&lt;br /&gt;Scrive Marchi: &lt;i&gt;Io – e non solo io – ho un altro concetto della fortuna, ma &amp;#232; facile capire che Pasquale si riferisce alla famiglia che ha accanto, quando diverse davanti al dramma si defilano e sfasciano, e anche al lavoro che a Polignano non si &amp;#232; interrotto, in sale e verande dove si mangia con il sole e l’Adriatico negli occhi. […] Amara notarella finale: nella vita ci sta di tutto, il meglio e pi&amp;#249; facilmente il peggio, in ogni settore, privato o pubblico che sia. Davvero non bisogna stupirsi di nulla, per&amp;#242; non credevo proprio che la vicenda di Tuccino, con il suo carico di dolore perch&amp;#233; la SLA non &amp;#232; una barzelletta anche se c’&amp;#232; chi si diverte a fare le battute sugli ebrei e sui malati, spingesse a scrivere solo il sottoscritto. Nei blog e nei giornali troviamo di tutto, anche molte cazzate e tanti pettegolezzi da asilo infantile, possibile che la SLA interessi solo quando colpisce un calciatore? Possibile che Tuccino e la sua associazione non meritino almeno un cinquettio in twitter e due parole in fb o in un sito per aiutare a raccogliere cento euro in pi&amp;#249;?&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Vittorio Cavaliere ha organizzato una cena dove tutto era a offerta libera e dove cuochi e aziende del vino hanno donato tempo e impegno, materie prime e bottiglie, per berle al momento e per batterne una sessantina di straordinarie all’asta. &lt;br /&gt;Tutto il ricavato per &lt;i&gt;AttivaMente Puglia&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Non lasciamoli soli.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 23:01:02 GMT</pubDate>
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<title>I ferri dell'editore </title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201201archive001.asp#1326944858001</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fine anni ’70: il rapimento e l’uccisione di Moro determina in Italia una gravissima situazione politica e sociale a tutto favore delle destre; viene approvata la legge 194, con la quale si riconosce il diritto della donna ad interrompere, gratuitamente e nelle strutture pubbliche, la gravidanza indesiderata scatenando rabbie cattoliche e, in seguito, referendum da loro persi; diventa Pontefice Wojtyla che riporter&amp;#224; la Chiesa su posizioni tridentine e andr&amp;#224; in Cile a stringere la mano a Pinochet; sugli schermi trionfa &quot;Apocalypse Now&quot; grande affresco sulla brutalit&amp;#224; di guerre inutili mentre da noi si parla di un certo Nanni Moretti che dopo “Io sono un autarchico” ha successo con “Ecce Bombo”; Radio Alice che aveva riaperto dopo l’irruzione della polizia nel ’76 chiude definitivamente e la radio passa ai radicali (oggi sontuosamente foraggiati con milioni di euro di denaro pubblico); il “rock demenziale” di Freak Antoni e degli Skiantos furoreggia insieme con una new wave che discendendo dal punk rock ha il suo centro propulsore a Bologna; “Il Male” con i suoi formidabili falsi propone un nuovo modello satirico e nasce il progetto che vedr&amp;#224; nelle edicole la rivista “Frigidaire” che esalter&amp;#224; le matite di Stefano Tamburini e Andrea Pazienza; si afferma il termine “post modern” che indica una ribellione al modernismo, all’architettura razionale e al vecchio design.&lt;br /&gt;In quel clima nacquero in Italia parecchie case editrici.&lt;br /&gt;Lavoravo allora a RadioRai e portai al microfono in una trasmissione che si chiamava “I pensieri di King Kong” molti di quei giovani editori notando in tutti loro un grande entusiasmo, ma in quasi nessuno un approccio ragionato al mestiere dell’editore.&lt;br /&gt;Ardori ideologici e furia iconoclasta da alcuni, da altri qualche furberia politica e un piglio manageriale per niente suffragato da autentiche competenze.&lt;br /&gt;Solo uno mi convinse fra quelli: un giovane che senza negarsi alla ricerca, senza disprezzare i coetanei editori, non aveva paura di parlare dei libri anche come merce; parola allora (e, purtroppo, spesso ancora adesso) ritenuta scandalosa se associata a fatti di cultura.&lt;br /&gt;Quel giovane baffuto, un po’ impacciato, che sembrava uscito da nebbie praghesi o da una pagina di Bohumil Hrabal era &lt;b&gt;Sandro Ferri&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;img src='http://img88.imageshack.us/img88/7239/aferri.jpg' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;Aveva fondato E/O sigla che stava per Europa/Orientale, infatti, pubblicava letteratura di quell’area geografica.&lt;br /&gt;Oggi, varato un pi&amp;#249; vasto piano d’impresa culturale con la moglie, l’ottima slavista &lt;b&gt;Sandra Ozzola&lt;/b&gt;, &amp;#232; da intendersi per Est/Ovest.&lt;br /&gt;Per conoscere pi&amp;#249; diffusamente la storia di E/O, basta un &lt;a href=&quot;http://www.edizionieo.it/pagina.php?Id=storia &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CLIC&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;Provenendo da quei lontani, difficili, anni, dei quali ho tracciato un trafelato profilo, &amp;#232; oggi l’Editrice che si &amp;#232; affermata diventando, meritatamente, una protagonista del nostro scenario editoriale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Da un paio di mesi &amp;#232; in libreria un volume intitolato &lt;b&gt;I ferri dell’editore&lt;/b&gt;, edito proprio da &lt;a href=&quot;http://www.edizionieo.it &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;E/O&lt;/a&gt;, nel cui titolo occhieggia in modo sorridente il nome del suo autore che proprio Ferri Sandro &amp;#232;.&lt;br /&gt;Felicissime pagine che affrontano temi culturali e tecnici del mestiere editoriale, indicando non solo i problemi, ma anche la maniera di affrontarli senza lacrime sul passato e senza terrori per il futuro.&lt;br /&gt;Pagine elegantemente sommesse eppure squillanti nei loro avvertimenti, nella loro consapevolezza di un nuovo modo d’affrontare il concetto di autore, editor, gestione d’impresa. &lt;br /&gt;Ferri, pur amando il libro di carta (un po’ troppo, ho pensato da tecnofilo quale sono leggendo “I ferri dell’editore”), infatti, non si &amp;#232; sottratto alla produzione profilata sulle nuove tecnologie. I pi&amp;#249; grandi successi delle Edizioni E/O, di autori italiani e stranieri, non a caso li troviamo anche in formato digitale per lettori che desiderino la semplicit&amp;#224; e la comodit&amp;#224; dei benvenuti dispositivi eReader. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per una scheda sul libro: &lt;a href=&quot;http://www.edizionieo.it/catalogo_visualizza.php?Id=932 &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sandro Ferri&lt;br /&gt;I ferri dell’editore&lt;br /&gt;Pagine 160, Euro 5.00&lt;br /&gt;Edizioni e/o&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 02:47:38 GMT</pubDate>
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<title>Manuale contro la fine del mondo</title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201201archive001.asp#1326856846001</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Per renderci conto di quanto siamo messi male con la cultura scientifica, basta guardare uno dei momenti (purtroppo ce ne sono molti altri) delle nostre tv sia pubbliche sia private. Accade, infatti, che al mattino accanto alle previsioni meteorologiche appare implacabilmente un’altra rubrica dedicata agli oroscopi; si crea, cio&amp;#232;, un’equivalenza di pari dignit&amp;#224; tra calcoli frutto di rilevazioni satellitari e improbabili divinazioni di ciarlatani.&lt;br /&gt;Nessuna meraviglia, quindi, se tanto clamore e credulit&amp;#224; ha suscitato la profezia – attribuita agli incolpevoli Maya – secondo la quale questo 2012 sarebbe l’ultimo dell’umanit&amp;#224;.&lt;br /&gt;Non &amp;#232; la prima volta che presagi tanto funesti siano messi in giro da iettatori professionisti che fanno discendere tanto malaugurio da fantasiose misurazioni ora tratte da comici conteggi ora da previsioni ricavate da misteriosi mondi occulti. Forse non &amp;#232; un caso che le parole “paranormale” e “paranoico” comincino con le stesse sei lettere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src='http://img836.imageshack.us/img836/651/acecchipaone.png' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;Un prezioso libro, pubblicato da &lt;a href=&quot;http://www.gangemieditore.com &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Gangemi&lt;/a&gt;, sulla presunta catastrofe del 20 dicembre (secondo altri pi&amp;#249; ottimisti il 21 dicembre) di quest’anno,  &amp;#232; intitolato &lt;b&gt;2012&lt;/b&gt; &lt;i&gt;Manuale contro la fine del mondo&lt;/i&gt; che, con ampia documentazione, e narrazione venata spesso di pungente umorismo, sconfessa tanti profeti di sventura. &lt;br /&gt;L’autore &amp;#232; uno dei nostri migliori divulgatori scientifici: &lt;b&gt;Alessandro Cecchi Paone&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Giornalista, saggista, docente universitario, autore e conduttore radiotelevisivo; tra i suoi volumi qui ricordo: “Un saggio mi ha detto”, “Ulisse”, “Pianeta Serra”, “Immagini dal mondo”, la  &lt;a href=&quot;http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/200912archive001.asp#1261473604001  &quot;&gt;video biografia&lt;/a&gt; di Umberto Veronesi col quale ha anche firmato “Scienza e pace”.&lt;br /&gt;Per una pi&amp;#249; estesa biografia, v’invito a visitare il suo &lt;a href=&quot;http://www.alessandrocecchipaone.it&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sito web&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Cecchi Paone non si limita a parlare del 2012, ma conduce un’avvincente esplorazione storica attraverso le tante disgraziate apocalissi annunciate nel corso dei secoli passando in rassegna tutti i neri presagi falliti. Dall’antica Persia del 1500 a.C. arrivando ai giorni nostri abitatati, ad esempio, dalla signora Nancy Lieder del Wisconsin che in contatto con la progredita razza aliena degli Zetas per via telepatica (gli Zetas, sono s&amp;#236; progrediti ma evidentemente non hanno ancora scoperto i cellulari), dapprima annunci&amp;#242; la fine del mondo per il 2003 per poi – essendo sopravvissuto il pianeta Terra - rimandare la cosa a tempi futuri ma non lontani da oggi.&lt;br /&gt;Nella galoppata che fa Cecchi Paone attraverso i tempi, non manca naturalmente il criptico Nostradamus che avrebbe fissato “come data ultima delle sue profezie il 3797 – peraltro senza indicarla come data della fine del mondo – e quindi c’&amp;#232; carne al fuoco per altri 17 secoli e passa”.&lt;br /&gt;Sicch&amp;#233; tante altre profezie esiziali ci toccher&amp;#224; sentire e dar&amp;#224; modo a tanti d’esibirsi in luttuose dichiarazioni. Il fatto &amp;#232; che tali tenebrose cose trovano spazio non solo nei banali e suppergi&amp;#249; benevoli oroscopi della tv, ma dal piccolo schermo (cos&amp;#236; come da siti web, giornali e libri) sono rilanciate con un taglio pseudoscientifico che convince tanti.&lt;br /&gt;Si pensi, ad esempio, a Roberto Giacobbo – vicedirettore di Rai 2 – che trasmette apocalissi e misteri fino ad attirarsi la satira di Crozza, un divertente esempio &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=pPiygF8T9Gw &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt; .&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Piergiorgio Odifreddi concludendo la sua lunga, ragionata, prefazione a “2012. Manuale contro la fine del mondo” scrive: &lt;i&gt;Ben venga questo “Manuale” di Alessandro Cecchi Paone […] un autore che, coraggiosamente, della battaglia contro la superstizione irrazionale e contro l’ignoranza scientifica ha fatto una ragione di vita&lt;/i&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per una scheda sul libro: &lt;a href=&quot;http://www.gangemieditore.com/scheda_articolo.php?id_prodotto=1935 &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CLIC!&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alessandro Cecchi Paone&lt;br /&gt;2012 Manuale contro la fine del mondo&lt;br /&gt;Prefazione di Piergiorgio Odifreddi&lt;br /&gt;Pagine 80, Euro 12.00&lt;br /&gt;Gangemi Editore&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 02:20:46 GMT</pubDate>
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<title>Democrazia</title>
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<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come ho gi&amp;#224; scritto altre volte in queste pagine, amo il teatro di parola quanto una colica renale preferendogli il teatro tecnosensoriale che si avvale delle neotecnologie info-elettroniche, un tipo di teatro che ibridando generi e tecniche ha in sottofondo, variamente modulato, la filosofia che teorizza il &lt;a href=&quot;http://www.culturalstudies.it/dizionario/lemmi/postumano_b.html &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;postumano&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;Per intenderci, valga ad esempio la &quot;Fura dels Bauls&quot;.&lt;br /&gt;Esiste, per&amp;#242;, un teatro che agisce sulle derive magnetiche della fusione corpo/macchina/voce/immagine riuscendo ad essere parte di questa nostra epoca delle “psicotecnologie” (copyright Derrick de Kerckhove).&lt;br /&gt;Teatro difficilissimo da farsi e nel quale credo che in Italia abbiamo una delle poche, rarissime, interpreti in &lt;b&gt;Emanuela Villagrossi&lt;/b&gt;, &lt;i&gt;in foto&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;img src='http://img209.imageshack.us/img209/9615/avillagrossi.png' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;Non &amp;#232; un caso se figura tra le pochissime persone di teatro che ho invitato nella mia taverna spaziale sull’Enterprise: &lt;a href=&quot;http://www.adolgiso.it/enterprise/emanuela_villagrossi.asp &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CLIC!&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Perch&amp;#233; quel teatro &amp;#232; assai difficile? Perch&amp;#233; ci sono interpreti che di fronte alle tecnologie si smarriscono fino a scomparire e altri che talvolta quando provengono dalla scena tecnologica e s’arrischiano a recitare in voce sono capaci di deprimere ogni platea.&lt;br /&gt;Voglio dire che la Villagrossi &amp;#232; bravissima in entrambe le situazioni? S&amp;#236;, questo voglio dire.&lt;br /&gt;Alle doti naturali ha accoppiato lo studio, alle cose apprezzabili del passato ha aggiunto le esperienze nel nuovo come dimostra, ad esempio, la sua lunga collaborazione con i “Motus” e la partecipazione a film in cui agisce sul blue screen.&lt;br /&gt;Incisiva sempre, forse perch&amp;#233;, come dice il mio amico Pino Caruso: “Esistono due sole categorie d’attori: i canini e gli incisivi”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ora, dopo un felice debutto, la troviamo al Teatro Officina di Milano impegnata in un testo di &lt;a href=&quot;http://www.andreabalzola.it &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Andrea Balzola&lt;/a&gt; intitolato &lt;i&gt;Democrazia&lt;/i&gt; dove, infatti, la commistione fra parola e tecnologia la vede duplicarsi in scena (fra immagine video e dal vivo) nel ruolo di due sorelle dai nomi biblici: Lia e Rachele.&lt;br /&gt;E’ scritto nelle note di reg&amp;#236;a. &lt;i&gt;Nel testo di Balzola la tecnologia &amp;#232; importante tanto quanto la parola, fa da supporto allo sdoppiamento dell’attrice, il video, ad esempio, ha un ruolo determinante per la realizzazione del dialogo tra le opposte posizioni delle due sorelle […] La tecnologia di cui si dispone in scena &amp;#232; stata messa tutta sullo stesso piano, in modo da poterne decidere l’uso a partire dal senso del testo, senso che emerge dalla sedimentazione delle parole durante il lavoro a tavolino e in scena attraverso il corpo stesso dell’attore. Sono stati perci&amp;#242; posto sullo stesso piano video, microfoni, luci, musiche poi impiegati come elementi integranti di questo specifico testo, al fine di amplificarne i molteplici contenuti&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Lia parla a Rachele ed Emanuela ad Emanuela fra pace e guerra, fra aut pati aut mori.  &lt;br /&gt;Non &amp;#232; un caso che parecchi anni fa, in una nostra conversazione sul web, mi disse: “Ma cosa c’&amp;#232; di pi&amp;#249; intimo e umano di un attore che dialoga con l’immagine di s&amp;#233; stesso sulla scena?”&lt;br /&gt;La dimostrazione flash in questo &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=VTa4EqO2RTk &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;videotrailer&lt;/a&gt; dello spettacolo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ufficio Stampa &lt;a href=&quot;http://www.retropalco.it &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Retropalco&lt;/a&gt;  : Marialuisa Giordano, 338.3500177; retropalco@alice.it&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Teatro Officina &lt;br /&gt;Via Sant'Erlembaldo 2, Milano, tel. 02.2553200&lt;/p&gt;&lt;p&gt;“Democrazia”&lt;br /&gt;di Andrea Balzola &lt;br /&gt;con Emanuela Villagrossi&lt;br /&gt;regia  Maria Arena&lt;br /&gt;musiche Stefano Ghittoni&lt;br /&gt;assistente alla regia Alexandra Pirajno&lt;br /&gt;video Maria Arena&lt;br /&gt;registrazioni audio Marco Olivi | Blue Spirit Studio&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dal 20 al 22 gennaio ’12, poi in tourn&amp;#233;e&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 09:12:25 GMT</pubDate>
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<title>Levi a Palazzo Firenze</title>
<link>http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201201archive001.asp#1326794985001</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;E’ intitolato &lt;i&gt;Il cammino delle parole&lt;/i&gt; un ciclo d’incontri proposto dalla &lt;a href=&quot;http://www.ladante.it &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Societ&amp;#224; Dante Alighieri&lt;/a&gt; in collaborazione con &quot;Paesaggio Culturale Italiano - I Parchi Letterari&quot; che si tiene a Roma nelle sale di &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Firenze &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Palazzo Firenze&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;La rassegna, inaugurata nel novembre scorso con un’ampia riflessione su Giosu&amp;#232; Carducci (tra i fondatori della Dante), &amp;#232; proseguita con un articolato ricordo di Pier Paolo Pasolini dove &amp;#232; risuonata la voce di Mario Rosati, pittore, scultore, e autore della celebre stele di Ostia che ha detto: “Grazie ai libri del mio amico Pier Paolo ho compreso a fondo il mondo della periferia. &amp;#200; stato lui che ci ha insegnato a mantenere e rispettare il linguaggio e la romanit&amp;#224; propri delle nostre origini”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src='http://img528.imageshack.us/img528/4876/alevi.png' border='0' align=&quot;right&quot;&gt;Il prossimo appuntamento, &lt;big&gt;domani gioved&amp;#236; 18 gennaio&lt;/big&gt;, sar&amp;#224; dedicato alla figura e all’opera di &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Levi &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Carlo Levi&lt;/a&gt;,&lt;i&gt;(in foto)&lt;/i&gt;, autore della famosa opera “Cristo s’&amp;#232; fermato ad Eboli” che narra del periodo trascorso ad Aliano, in Basilicata, al confino dove il regime fascista lo aveva condannato.&lt;br /&gt;Peccato che Berlusconi – ancora stremato dalle fatiche per impedire l’arresto di Cosentino accusato dalla Magistratura d’essere il referente nazionale dei casalesi – non si trovi di passaggio da quelle parti, avrebbe illustrato, come gi&amp;#224; una volta disse, come il confino altro non era che “una villeggiatura”. Peccato. Avrebbe smentito quelle accorate pagine di Levi.&lt;br /&gt;Il quale non &amp;#232; stato solo scrittore ma anche pittore; sue opere, sempre a Palazzo Firenze, saranno esposte al pubblico &lt;big&gt;fino al 9 febbraio&lt;/big&gt;.&lt;br /&gt;Il 18 si avr&amp;#224; anche la presentazione di due inediti (“L’uomo della luna” e “Il tempo lascia il conto e se ne va”), scritti da Levi negli anni Settanta, messi in musica dal Maestro Peppe Militello e che saranno eseguiti dallo stesso musicista.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;big&gt;Il 25 gennaio&lt;/big&gt; sar&amp;#224; di scena un profilo del grande poeta &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Albino_Pierro &quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Albino Pierro&lt;/a&gt; (Tursi, 19 novembre 1916 – Roma, 23 marzo 1995) per ben due volte candidato al Nobel.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’Ufficio Stampa della Dante &amp;#232; guidato da &lt;i&gt;Pierpaolo Conti&lt;/i&gt;.  &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 09:09:45 GMT</pubDate>
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