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commenti

Ecco un modo di parlare di teatro senza i soliti paroloni che non significano niente. LaBattisti riesce a rendere semplici cose non facili. Complimenti! clara sabelli

inviato da clara sabelli
 

Mi piacerebbe sapere che cosa pensa la Battisti su Sylvie Guillem. E' possibile?

inviato da Apocalypse
 

Parlando del nuovo teatro tedesco perché non è stata ricordata l'importanza di Botho Strauss? Per il resto, mi pare un'ottima conversazione. Marcello D'Onofrio

inviato da Marcello D'onofrio
 

"Una tracimazione di parodie, imitazioni, versetti e versacci che in qualche modo “obbliga” per compensazione l’”altro” teatro a una serietà da fratello maggiore". Ecco, mi pare che in quell'"obbliga" ci sia un'intelligente risposta al perché c'è penuria dicomico nel nuovo teatro. Brava Battisti! Qualcun altro che hai citato (per esempio Bergonzooni), però, mi pare più sia un (ottimo) cabarettista che non un appartenente alle nuove forme di teatro, o sbaglio? giuliana bonaccorsi

inviato da giuliana bonaccorsi
 

Una domanda per l'intervistata che forse sarebbe stato meglio rivolgergliela nell'intervista. Pur non essendo L'Unita un giornale di partito come un tempo lo fu, è pur sempre precisamnte schierato. Tale posizionamento politico fino a che punto può condizionare la critica teatrale di cui la Battisti è responsabile? In altre parole (scusate l'ingenuità) fino a che punto è libera di scrivere ciò che vuole? Sergio Meroni

inviato da Sergio Meroni
 

E' la migliore intervista sul teatro che ho letto da qualche tempo a questa parte. Clotilde Saraceni

inviato da Clotilde Saraceni
 

Che grande cosa quella che ci racconta Rossella Battisti circa i giovani messi a dirigere teatri in Germania e non solo, come lei stessa dice, non solo in Germania. E bene fa a ricordare che Martone è stato osteggiato da tanti tanti del teatro italiano, critici, attori, registi, amministratori. Un episodio vergognoso fu quello! mario de benedetti

inviato da mario de benedetti
 

WOW grazie di aver speso il vostro tempo ( Im-materiale sempre più raro e prezioso) per leggere queste righe... Provo a rispondere in ordine: 1. Avrei voluto vedere Sylvie Guillem dal vivo sulle scene italiane anni fa sfavillante nel classico. Adesso, trattandosi di artista molto intelligente, vira sul contemporaneo, esattamente come ha fatto Baryshnikov. Bene quando sceglie Maliphant. Male quando accetta serate programmate a tavolino tipo quella dei "Sacred Monsters" con Akram Khan, dove hanno fatto i gigioni tutto il tempo... 2. Concordo sul fascino della scrittura di Botho Strauss. Trovo curioso che ci siano stati in Italia vari allestimenti del Tempo e la stanza e poco-niente del resto...Mah, forse gli autori contemporanei tedeschi devono ancora trovare i giusti traduttori... 3. Bergonzoni è partito da una forma di comicità cabarettistica, è vero, ma ultimamente la sua esplorazione estrema della lingua lo avvicina al dada... Molto molto interessante e assolutamente sperimentale (vedere anche il delizioso raccontino che ha scritto nel libro di fiabe rivisitate "C'era un volta un re ma poi morì" 4. Credo di essere una critica piuttosto sincera e cerco di svolgere con correttezza il mio mestiere. Ma i risultati devono essere giudicati dai lettori e dagli artisti interessati! Rossella Battisti

inviato da rossella battisti
 

Haragione la Battisti quando afferma che il teatro di ricerca dovrebbe cercaere di dire il non detto. Ma quanti gruppi seguono quel consiglio? marinella de fazio

inviato da marinella de fazio
 

Grazie per l'esauriente risposta sulla Guillem

inviato da apocalypse
 

Perché la danza moderna non figura nei palinsesti tv se non raramente? Eppure mi pare che come linguaggio si presti anche al piccolo schermo. La Battisti sa indicare qualche ragione?

inviato da emilio cortesi
 

ah ah ah come risposta sulla rai mi viene in mente: noooo non è la bbc questa è la rai la raitivvì.... In Inghilterra non solo ci sono balletti in palinsesto ma la Bbc ha promosso e sponsorizzato PRODUZIONI di danza contemporanea (vedi Dance for the Camera). Anche il format di ballando con le stelle è inglese. Peccato che non prendiamo anche il resto...

inviato da rossella battisti
 

Un tempoo la danza classica era nettamente staccata da quella degli spettacoli cosiddetti leggeri. Ora mi pare ci sia stata un riavvicinamento, e perfino delle contaminazioni, fra ledue modlità. E' possibile datare questa cosa? Grazie. virgilio mari

inviato da virgilio mari
 

Gradirei sapere dalla Signora Battisti se il nostro teatro di danza di oggi ha dei debiti verso quello americano. Grazie.

inviato da Wanda Sartori
 

caro virgilio, se proprio vuole una data potrei dire il 1973 quando Carla Fracci comparve in tv ballando con le Kessler in Canzonissima, mi pare... Per quel che riguarda il meticciato odierno, il successo di Amici che segue l'onda lunghissima dell'americano Fame potrebbe spiegare i nuovi innesti... gentile wanda, la sua domanda richiederebbe una risposta molto complessa: intanto bisogna stabilire i termini. Cosa intende per teatrodanza? Se si riferisce al Tanztheater, si tratta di un genere nato in Germania intorno al primo Novecento, consolidatosi nella culla di Essen. Se invece intendeva parlare dell'influenza della danza americana su quella italiana, direi indiscutibilmente la tecnica Graham, quella Cunningham, cenni di Limon/Horton, persino influenze dirette dei Momix con Giulia Staccioli che dopo essere transitata nella compagnia americana ha creato un'analoga formazione di ginnasti-danzatori tutta italiana. Mi scuso della sintesi poco ortodossa ma il discorso sarebbe vasto e ho bisogno di coordinate più precise per definirlo meglio...

inviato da rossella battisti
 

Non so se sbaglio ma ni pare che il teatrro politico sia praticato dai gruppi della nuova scena molto meno di un tempo. A che cosa è dovuto, chiedo a Rossella Battisti, questo fenmomeno che tra l'altro è comune anche al teatro di tradizione? mara de bernardi

inviato da mara de bernardi
 

 

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