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commenti

Bella intervista! Golino chiaro, preciso,riesce a dire in sintesicose che gli altri ci metterebbero una vita a dirle.

inviato da mario orti
 

Mi ha un pò delusa la risposta sulla poesia. D'accordo su quello che afferma ma mi sembra che poteva dirci qualcosa di più. Quasi non volesse concedere più di tanto, non volesse esprimere i suoi gusti pienamente. Un poeta che legge quella risposta ( non sono una poetessa ) non riesce a capire che cosa più gli piace. Sara Di Veroli

inviato da Sara Di Veroli
 

Non sapevo di Parola d duce. Lo comprerò sicuramente è un argomento che m'interessa molto e le parole di Enzo Golino mi fanno capire che sarà una grande lettura. grazia benedetti

inviato da grazia benedetti
 

Questa della giornata del vocabolario è un'idea strepitosa! Un grande suggerimento . Non potrebbe essere propio la Dante alighieri citata dall'intervistato l'ente che potrebbe organizzarla?. Io penso di sì

inviato da Freccia Sioux
 

mi è sembrato di dissentire, poi quando Golino ha detto sull'editoria (copio e incollo)= "E' questo il suo fascino e la sua dannazione" mi sono ricreduto. E' la migliore definizione dell'avventura editoriale (ma anche della produzione cinematografica, ci lavoro) che rende ogni libro, ogni film, perfino nei serial, un oggetto unico, un prototipo. Con i rischi che comporta "fascino e dannazione". Carlo

inviato da Carlo
 

Una domanda x il Dott. Golino. Ritiene che ala rai siano peggiori i tg o l'altra programmazione (cultura e spettacolo)? Se salva un programma (giornalistico o non) qual è? Stefano Massari

inviato da Stefano Massari
 

Avrei gradito che Adolgiso avesse rivolto una domanda circa i gusti cinematografici e teatrali di enzo Golino. Visto che quella domanda non c' è , la faccio io. Insomma che cosa vede? Che cosa apprezza? alessandro

inviato da alessandro
 

Non mi spiego perchè Golino nel rispondere sul suo libro non ha mai nominato Goebbels. Lui, forse più di Hitler, determinò la propaganda del nazismo. E trovo mancante anche l'intervistatore che non ha fatto un'esplicita domanda su Goebbels. Antonietta Milani

inviato da Antonietta Milani
 

Caro Golino, vivo in Francia da 15 anni la leggo sempre con piacere eanche quest'intervista è assai brillante. Vorrei chiedere qual era l'atmosfera che si respirava nel vostro gruppo quando avete fondato Repubblica? Era più difficile fare giornalismo allora o adesso? Grazie.

inviato da Marvel
 

in un'intervista è difficile dire tutto su di un libro , certo che se poi nel libro non ci fosse nominato o dato il giusto peso a Gebbels sarebbe grave Sergio

inviato da Sergio
 

Voglio rassicirare Antonietta e Sergio. Io dopo aver letto quest'intervista ho comprato il libro e Goebbels è ampiamente citato anzi c'è un paragrafo di un capitolo intotolato a lui, "La fanfara di Goebbels".

inviato da Alfonso Di Giovanni
 

Una risposta qui di Enzo Golino. "Credo che nel mcluhaniano "villaggio globale" in cui viviamo la scelta giusta sia quella che prospettò in un suo saggio Umberto Eco, e cioè la “guerriglia semiologica”, il discernimento critico che consiste nell'individuare le fonti del messaggio e interpretare le sue finalità, palesi o nascoste." Lei ha perfettamente ragione Golino, ma chi può (o deve) insegnare alle giovani generazioni quel "discernimento critico"? La scuola fa poco o niente. La Tv fa peggio. In famiglia si parla poco. Propongo che nascano dei siti in Rete per quanto dice Golino. E' il mezzo più frequentato dai giovani. A questo avrebbero dovuto pensarci i partiti politici di opposizione (specie in questi ultimi anni da Craxi in poi), ma nulla hanno fatto per tre ragioni: la prima, è che non sono culturalmente attrezzati per svolgere quel compito; la seconda, è che della Rete sanno quasi nulla (basta vedere i siti web dei patrtiti e di singoli rappresentanti per rendersene conto); la terza, perché a loro stessi non conviene insegnare quel "discernimento" giustamente suggerito da Golino, ma che finirebbe con lo scoprire anche i loro altarini linguistici e di traffico politico. Grazie per l'ospitalità a questo bel sito.

inviato da mario trevisani
 

a SARA DI VEROLI sulla poesia risponderò fra qualche giorno. per MARIO ORTI, la ringrazio molto: apprezzo i suoi complimenti e le motivazioni, quelle che tutti dovrebbero osservare - soprattutto gli scriventi per mestiere - come un dovere civico e democratico...Parole impegnative, che spendo volentieri in un momento in cui anche la nostra lingua è deturpata da usi propagandistici abnormi, pubblici e personali. per GRAZIA BENEDETTI, se ha acquistato "Parola di Duce", e se l'ha letto, spero di non averla delusa nelle sue cortesi aspettative. Comunque, se il libro le è piaciuto, sarà contenta di sapere che - come venerdi scorso mi ha informato l'editore Rizzoli - le tremila copie della prima tiratura sono quasi esaurite, e quidi ne hanno ristampato in tutta frelta ancora duemila. Per un libro del genere pare sia un buon successo iniziale, poi si vedrà. per FRECCIA SIOUX lei ha toccato il tasto giusto, anch'io penso che la Società Dante Alighieri sarebbe l'ente più appropriato a ortganizzare questa manifestazione soprattutto nell'anno in cui si festeggia il 150 anniversario dell'Unità d'Italia. Infatti, anche se è un'idea che ripeto da qualche tempo, informerò la SDA del mio progetto con i dettagli che ho immaginato. Lei non sa quanto il suo consenso mi ha stimolato a proseguire nella proposta...Grazie! per CARLO, si, lei giustamente accomuna nel fascino e nella dannazione industria editoriale e industria cinematografica. In Italia, pur con grandi passi avanti, non lo sono ancora - queste attività - pienamente industriali. Il fatto è che sono industrie anomale, senza garanzie di risultati certi. Una cosa è fabbricare auto, cuscinetti a sfera, piatti e posate. e così via (cvon tutte le incertezze del caso), altra è produrre libri e film (e forse ancora altre cose) dove il fiuto - a volte con risultati disastrosi - è ancora una parte essenziale di queste imprese. per STEFANO MASSARI si salvano in parte qualcosa del TG2, in buona parte del TG3, il notiziario di SKYTG24, ascolto qualche giornale radio (nche regionale, del Lazio).I talk show televisivi, sia Rai sia Mediaset, hanno un terribile e incivile difetto che li accomuna: il rissese (da rissa), un linguaggio dove tutti urlano, si sovrappongono i discorsi. Accetto invece In 1/2 ora di Lucia Annunziata e Che tempo che fa di Fabio Fazio (con la straordinaria Litizzetto, spero che non si consumi, il suo rischio è la ripetiziobe manierata), e ceryi proghrammi storici della programmazione che fa capo a Giovanni Minoli. Non vorrei peccare di narcisismo nostalgico, ma in Rai, dove entrai per conrcorso nel 1962, negli anni in cui dirigevo il Servizio Lettere e Arti della Direzione Programmi Culturali,abbiamo fatto programmi come "Parlare, Leggere, Scrivere",trasmesso nel 1974, cinque puntate a colori di una storia della lingua italiana sceneggiata, autori Tullio De Mauro e Umberto Eco, collaborazione di Enzo Siucilkiano, regia di Piero Nelli...e mi fermo qui. Chissà se gli auguri reggiori della Rai di oggi penseranno mai di sottrarre questo programma all'oblio del magazzino e rimandarlo in onda, magari in ore notturne, nell'anno in cui si celebrano i 150 dell'Unità d'Italia. per ALESSANDRO, dopo grandi sbornie giovanili di cinema (anche le proiezioni dei vari cineclub dela mia città, Napoli) e di teatro (dai 20 ai 25 anni ho fatto il critico teatrale), non vdo molto a cinema e a teatr. L'ultimo film che ho visto e mi è piaciuto (ma senza grandi entusiasmi) è "Il discorso del re", l'ultimo spettacolo "Giulietta e Romeo" con la sorpresa positiva - devo riconoscere - del Romeo di Scamarcio. Non vorrei però esesre accusato di familismo essendo Valeria Golino (mia nipote) la "ragazza" di Scamarcio. per ANTONIETTA MILANI, Goebbels è ampiamente citato nel libro, come ricorda nel suo intervento Alfonso Di Giovanni, addirittura con un paragrafo a lui dedicato. Forse potevo citarlo per la sua importante nei misfatti del nazismo e in particolare nel ruolo di megafono del regime hitleriano...Spero mi perdoni... per MARVEL, la ringrazio della sua attenzione al mio lavoro (persino dalla Francia)...Certo, il clima della fondazione di "Repubblica" era esaltante, come sempre avviene quando c'è qualcosa - che poi ha successo - allo stato nascente e che evidentemente era una necessià per l'opinione pubblica e per quella informazione...Quanto alle condizioni in cui si fa il giornalisno, in Italia, ogni epoca ha i suoi pregi e i suoi difetti, le sue difficoltà e le sue opportunità. Bisogna valutare caso per caso, e molto dipende dal contesto politico, sociale, culturale, istituzionale. E' difficile e presuntuoso dare una risposta secca. Forse, gentile Marvel, se ha tempo e voglia potrebbe riformulare la domanda restringendo il campo a quesiti più circostanziati. Grazie. per SERGIO, l'argomento Goebbels è trattato alla risposta a ANTONIETTA MILIANI. Grazie. per MARIO TREVISANI, i suoi interrogativi sono sacrosanti, ma le due agenzie naturalmente predisposte a gettare le basi di questo «discernimento» sono la scuola e la famiglia, non vedo altre soluzioni. Non parliamo poi dei partiti, i motivi che li autoescludono dall'impresa sono esttamente quelli - e li condivido - da lei espressi con puntuale lucidità. Una piccola speranza sta nei giornali e nei libri, e nella rete quando si hanno interlocutori come lei...

inviato da enzo golino
 

Mi piacerebbe sapere da Enzo Golino quali sono i suoi poeti preferiti del '900 italiano. Grazie Franco Martelli

inviato da Franco Martelli
 

per FRANCO MARTELLI, i miei poeti preferiti del Novecento italiano sono Palazzeschi, Saba, Campana, Montale, Attilio Bertolucci, Sinisgalli, Penna, Pasolini,Pagliarani, Porta, Amelia Rosselli...Ma se lei mi costringesse - pistola alla tempia - a scegliere un solo nome, direi EUGENIO MONTALE...Grazie per l'attenzione.

inviato da enzo golino
 

Grazie per la risposta. Marvel

inviato da marvel
 

 

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