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La massa è finita

 

Questa sezione del sito Nybramedia fino al mese di giugno ’19 ospitava ogni mese miei commenti sull’attualità artistica, sociale, politica. Da ottobre del 2019 ha cambiato il suo formato.
Adesso riporta, infatti, frasi tratte dalla letteratura e dal giornalismo, battute cinematografiche e teatrali, scritte sui muri o su volantini oppure trovate sul web.
Cose cui mi hanno fatto pensare gli avvenimenti del mese, oppure mi sono venute alla mente da ricordi lontani.
Tutti gli scritti, però, saranno ispirati alla dea chiamata Brevità.
Quando riporterò parole mie, sempre alla legge di quella dea obbedirò.
Perché questo cambio di rotta rispetto alle passate edizioni che vanno avanti dal febbraio 2000?
Sono in tanti a scrivere e commentare i fatti correnti.
Aggiungere anche mie parole? Sono proprio necessarie? Non credo
È stato detto che la carta è stanca. Ma anche altri supporti.
Non voglio, almeno qui, aggiungere nuovi sfinimenti a quella tombale spossatezza.

 

 

 

 

Art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Dall’inizio dell’anno al 30 giugno ci sono stati 352 morti sui luoghi di lavoro.
Occorre aggiungere i deceduti da coronavirus: 88 medici e 80 infermieri in servizio.
Il 70% dei lavoratori morti per coronavirus sono donne
L’Inail considera i propri assicurati morti a causa del coronavirus, come morti per infortuni sul lavoro.
Nessun Tg riserva un flash quotidiano per ricordare quelle cifre né alcun sito web della Sinistra. Ovviamente nessuno pure a Destra.
Notizie sui numeri da “L’Osservatorio Caduti sul Lavoro” di Bologna

 

 

 

Dialogo.
Primo operaio – I licenziamenti li chiameranno: ammortizzatori sociali
Secondo operaio – Le vittime di incidenti: ammortizzati sul lavoro.
Vignetta di Maramotti, da Alias del 5 giugno ‘21

 

 

 

 

Dialogo muto.
Nelle mostre di arti visive da un po’ di tempo s’è diffusa, una formula a mezza strada tra la goffaggine e la furbata, mi riferisco a quel modo di scrivere “in dialogo con”.
In un museo d’arte antica si mettono manufatti di un artista vivente e si dichiara, senza che scappi da ridere, che quelle opere sono “in dialogo con” le opere di tanto tempo fa. Dialogo, ovviamente, fra muti senza neppure il soccorso della lingua dei segni. Dev’essere, infatti, provvisto di spudorata fantasia chi riesca a scorgere un sia pur remoto rapporto fra quei lavori di oggi e quelli di ieri messi, col favore delle tenebre, gli uni accanto agli altri con mossa lesta e volpina.
Da Cosmotaxi

 

 

 

La massa è finita.
Finita in occidente quella comunista, finita quella fascista.
Avanzavano come i rinoceronti di Ionesco, muggivano slogan col pugno in alto o il braccio teso mentre fanfare suonavano inni celebrando l’annientamento del singolo a vantaggio di un preteso ideale collettivo.
È un bene che sia andata così perché  “La massa può uccidere, ma attrae… massa è la «scena psichica» dello schizofrenico” (Copyright Elias Canetti).
Un altro corpaccione però ha sostituito quelle folle, si chiama maggioranza e non è la riaffermazione dell’io, è solo la trionfante addizione di più egoismi, più interessi difesi con la mano sul cuore dove palpita il portafogli, non slogan ma dibattiti tv, la sorridente dentiera del Cav, la chioma della Meloni, il ghigno di Salvini. Alla carnezzeria delle masse d’un tempo li lega il disprezzo verso i più deboli.
Maggioranza detta silenziosa, quando più strepita.
Dalla sez. Alien Bar di questo sito.

 

 

 

 

Ci ragiono e canto.
La lotta migliore è quella senza speranza.
Colectivo artistico Democracia.

 

 

 

 

Un addio.
Giulia Niccolai (Milano, dicembre 1934 – Milano, giugno 2021) poetessa, scrittrice, traduttrice. 
Grade artista, grande donna.
La conobbi a Mulino di Bazzano da Adriano Spatola. Vivace senza mai farsi protagonista, elegante per naturale raffinatezza.
QUI una nostra conversazione su questo sito nel lontano dicembre 2002
Dalla sez. Enterprise.

 

 

 

 

Crotone.
Vi soggiornò Pitagora, vi nacque Rino Gaetano. Se n’è andato esattamente 40 anni fa.
Ci ho fatto con lui 4 puntate alla radio e trascorse molte ore, dopo le registrazioni, in parecchie osterie.
In una sua canzone, meno nota di altre, “La ballata di Renzo”, il personaggio Renzo viene investito da un'auto e muore dopo essere stato rifiutato da alcuni ospedali di Roma, ne sono citati tre (il Policlinico, il San Giovanni e il San Camillo) gli stessi che anni dopo avrebbero rifiutato proprio Gaetano il 2 giugno 1981 poiché non disponevano, all’epoca, degli strumenti per eseguire l'operazione chirurgica di cui Rino aveva bisogno dopo il gravissimo incidente automobilistico che gli sarà fatale.
Fu un tempo cantautore molto noto. Oggi è un artista di culto. Se lo meritava anche prima.
Da ricordi personali e di stampa.

 

 

 

 

Diffidenze.
Non credo nei miracoli. Ne ho visti troppi.
Oscar Wilde, da Salomè

 

 

 

 

Al fuoco! Al fuoco!!
Tanti i delegati (fra questi la senatrice Taverna che di buono ha il cognome) per tentare di sedare l’incendio  fra Conte e lo sciroccato collerico Grillo.
Quei delegati sono chiamati pontieri. Meglio sarebbe stato chiamare i pompieri.

 

 

 

 

Anglicismi.
Ne siamo invasi. Un esempio recente fra i tanti.
In uno spot tv sul campionato europeo di calcio, l’ex pedatore Di Canio afferma: “Sarà un campionato strong!”.
Ricordo Di Canio in campo, le dichiarazioni forti, il saluto romano dopo aver segnato un gol… Di Canio è sempre stato uno strong.
Da Cosmotaxi.

 

 

 

 

Marcello Marchesi.
“Due rette s’incontrano all’infinito quando non gliene fotte più niente”.
Da "Il malloppo", Bompiani 1971.

 

 

 

 

Arrivederci a dopo l’estate.

Esco e chiudo. Se qualcuno mi cerca sto al bar.

   

      


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