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Segnalato su Webtrekitalia - Portale di cultura Trek

L’ospite accanto a me è Enrico Sgorbati. Produttore dei Vini Torre Fornello.
Sulla Torre del Fornello campeggia da secoli una bandiera segnavento in ferro battuto con simboli astrali: tre stelle a otto punte ed un pianeta elissoidale al centro.
La storia di questa bandiera è ignota. Forse è una traccia dei vecchi proprietari, antica famiglia Sanseverino, principi di Napoli, noti alchimisti e studiosi delle stelle.
Questa bandiera così particolare e carica di simbologie, oggi è diventata logo e marchio aziendale.
Ditemi voi se un’azienda vinicola con un logo così non ci sta bene nella vineria dell’Enterprise!
Accanto ai meriti enologici, Sgorbati può vantare anche altre virtù, come - per dirne una - la sponsorizzazione di eventi culturali e artistici. La più recente manifestazione da lui presentata è stata intitolata “Io mento”. Non si è trattato di una confessione pubblica di chissà quali bugie di cui s’era macchiato, ma di un articolato convegno, introdotto da Eugenio Gazzola, sui significati della Menzogna e del Mentire nei vari ambiti della realtà d’oggi: dal naturale-innaturale al potenziale-virtuale. L’incontro ha visto la partecipazione di filosofi, linguisti, editori, critici d’arte. Ricordo alcuni nomi: Andrea Borsari, Andrea Bortolon, Giorgio Celli, Antonio Calbi, Giulio Ciavoliello, Gillo Dorfles, Lucia Miodini, Loredana Parmesani, Pierre Restany, PierAldo Rovatti, Aldo Tagliaferri.
Al convegno è stata abbinata una Mostra di William Xerra – artista che da tempo lavora su di una nuova serie che ha chiamato “Io mento”, da qui il titolo del seminario - e Zhang Qi Kai.
Per saperne di più su questa vitalissima azienda italiana e sui suoi prodotti, visitate il sito: http://www.torrefornello.it

 

Benvenuto a bordo, Enrico…
Ciao!
Indica uno dei tuoi vini che ritieni adatto ad essere sorseggiato durante questa nostra conversazione nello Spazio…
Suggerisco questo mio “Pratobianco “, vendemmia 2001…che ne dici?
Bene. Stappiamo…Adesso ascoltami: il Capitano Picard è bravissimo, per lodarne la guida, a Roma direbbero “è un bel manico”, però noi nello spazio stiamo, schizziamo ”a manetta”, prudenza vuole che tu trasmetta sulla Terra, come sempre chiedo iniziando la conversazione con i miei ospiti, il tuo ritratto… interiore…insomma, chi è Enrico secondo Enrico…
Enrico è figlio di una terra con quattro soli, uno per ogni stagione. Enrico ha uno spirito celtico romanizzato. Fantasia, ambizione, ordine, desiderio di realizzare vini che portino la loro fama su molti pianeti.
Rispondimi a quanto ora ti chiedo, ma senza spaventare i miei avventori, mi raccomando...
Una leggenda racconta che la Torre sia abitata da un fantasma che ancora oggi passeggia per le antiche stanze del palazzo. Chi è? Di che si tratta? E il vino c’entra o no?
La leggenda narra che la torre sia abitata dal fantasma di una giovane nobildonna, bruciata sul rogo con l’accusa di stregoneria e che saltuariamente ancora oggi passeggia per le antiche stanze del palazzo. A me piace pensare che la giovane nobildonna non sia morta sul rogo, ma sia caduta dalla torre dopo abbondanti libagioni. Il suo fantasma si aggira nella notte alla ricerca della bottiglia prodotta di maggior pregio.
La storia di Torre Fornello è millenaria, parte infatti nel 1028 allorché Diacono Gerardo del Clero di S. Martino, proprietario dei terreni di Fornello, li lascia in eredità ad una nobile famiglia piacentina. Non ti chiedo di percorrere tutte le tappe sennò facciamo notte (del resto chi vuole documentarsi può farlo sul tuo sito), ma dimmi della storia più recente. Come, e quando, avviene che gli Sgorbati s’interessano alla tenuta? E qual è stato, ed è, il tuo ruolo oggi?
Gli Sgorbati si interessano di vino e di vigna da sempre. In particolare la tenuta di Fornello viene acquistata da mio padre e da mio nonno nel 1972, aumentando così la superficie vitata complessiva aziendale, passando da 18 ettari della tenuta di famiglia a 48 ettari, ma solo dopo pochi anni mio nonno si ammala gravemente e non è più in condizioni di condurre le tenute e decide di affittare. Questo fino al 1992, quando io incomincio la conduzione dei poderi, un po’ per sfida , un po’ per gioco ed è subito grande passione per questo lavoro. Il marchio “Torre Fornello” nasce solo nel 1998 dopo il recupero architettonico dell’antico borgo e dopo una mia presa di coscienza e maggiore esperienza sia in vigna sia in cantina. Oggi il mio ruolo è quello di portare l’azienda a livello internazionale.
In sintesi, qual è la linea enologica alla quale ti attieni? Niente aggettivi elogiativi (a quelli ci pensano già i tuoi molti estimatori) perché li taglierei senza pietà. Desidero una breve esposizione tecnica…le caratteristiche del terreno…i metodi che segui…
Come dicevo prima, le proprietà sono due, ben distinte e distanti una dall’altra di circa 1 km..Questo concorre ad avere differenti tipologie di terreno e di microclima. Si va dal terreno argilloso al calcareo ed anche le temperature sono differenti. Tutto questo è molto importante per ottenere aromi diversi dalla stessa varietà di uva ottenendo di conseguenza vini più complessi ed interessanti. Io nei miei vini cerco di interpretare il territorio, la zona, in modo moderno ed internazionale, nel rispetto della tipicità. Il concetto di base del mio lavoro come produttore è quello che per ottenere un grande vino devi lavorare bene in vigna senza voler forzare la vite e nell’assoluto rispetto in cantina della materia prima.
Che cosa pensi dell’attuale realtà vitivinicola italiana?
Penso che sia in un momento di grande miglioramento ed evoluzione, piena di creatività
Per un’azienda produttrice di vini, qual è il principale problema di mercato oggi in Italia?
Disporre e saper gestire una rete di vendita capillare che permetta di poter essere presente nelle diverse province.
Oggi, molto più d’un tempo, il consumatore è attrezzato nelle scelte grazie ad un diffuso interesse dei mezzi di comunicazione di massa sull’enogastronomia. C’e un argomento, uno spunto, …qualcosa insomma trascurata e che tu ritenga invece meritevole di maggiore spazio?
Ritengo che stampa e televisione stiano già dedicando spazi sufficienti all’argomento. Si potrebbe incrementare il contatto diretto fra il consumatore e le singole zone di produzione per conoscere il territorio in modo specifico, insieme alla sua cultura ed alla sua storia. In sintesi: incremento di un enoturismo sempre più qualificato.
In apertura, ho accennato al tuo impegno in campo culturale e artistico quale promotore di manifestazioni, convegni, mostre, eccetera. Che cosa ti ha spinto ad intraprendere questa via?
La coltivazione della vigna e la vinificazione sono “arte”. Vorrei che a certi livelli se ne capisse l’importanza.
A tutti gli ospiti di questa taverna spaziale, prima di lasciarci, infliggo una riflessione su Star Trek…come sai, Roddenberry ideò il suo progetto avvalendosi non solo di scienziati ma anche di scrittori lontani dalla fantascienza, tanto che ST risulta ricca di rimandi letterari sotterranei, e talvolta non troppo sotterranei… che cosa rappresenta quel videomito nel nostro immaginario?
Una bella favola che apre grandi orizzonti alla nostra fantasia. Forse non siamo soli, è bello sperare che sia vero. Il mercato cosmico potrebbe offrire grandi prospettive…
Siamo quasi arrivati a ES-Sgorbati, pianeta alcolico abitato da alieni che sono immortali perché bevono solo vini prodotti a Torre Fornello…se devi scendere, ti conviene prenotare la fermata. Stoppiamo qui l’intervista, anche perché è finita la bottiglia di Pratobianco…però torna a trovarmi, io qua sto…intesi eh?
Certamente. Lo faccio ben volentieri un altro viaggio sull’Enterprise.
Vabbè, ti saluto com’è d’obbligo sull’Enterprise: lunga vita e prosperità!

 

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