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Belati e ruggiti

 

-  Renzi, ha ricordato alla fine del 2017 i meriti del suo governo con scarso tatto verso Gentiloni che lo ha ripagato ricordando Letta nel suo discorso di fine mandato.
Voglio ricordare anche alcuni avvenimenti accaduti durante il governo del giovine fiorentino.

 

* Un giorno annuncia: “Vi presento il prossimo sindaco della Capitale”.
Il malcapitato rabbrividisce nella giacchetta. Verrà, infatti, sconfitto rovinosamente alle elezioni.

 

* In tv si rivolge ai telespettatori invitandoli a sottoscrivere azioni della banca MPS (ma è Presidente del Consiglio o un piazzista finanziario?).
Il titolo perde progressivamente, giorno dopo giorno, fino al 60%.

 

* Neppure perdona lo sport. Auguri alla nazionale di calcio ai mondiali. Questa, trafitta da un gol, esce dal campionato. Altri auguri a un valente schermitore e a una grande nuotatrice alla vigilia delle gare alle Olimpiadi. I due bravissimi atleti falliscono le loro performances.
Né trascura il ciclismo. Stavolta, spietato, fa perfino il nome del bersagliato: “Forza Vincenzo!”.
Dalla gazzetta rosa “... speranze infrante a un passo dal sogno, Nibali caduto in curva: doppia frattura alla clavicola”.

 

* Minuti prima dell’arrivo su Marte di una sonda intestata all’astronomo Schiaparelli, twitta: “Il Paese vive un’altra pagina d’orgoglio. Arriviamo su Marte con una missione a nostra leadership”.
La sonda si schianta sul pianeta rosso.

 

* Circa la più grande compagnia aerea nazionale, dichiara alla stampa: “Allacciatevi le cinture, perché qui stiamo decollando per nuove destinazioni. E questo decollo è il decollo del Paese”.
Poco dopo, quella compagnia aerea lascia a terra 1500 esuberi.

 

* Trionfante annuncia che il call center Almaviva grazie a lui è salvo: “Tanti lavoratori rischiavano di perdere il lavoro. Invece mantenimento di tutti i siti produttivi. Crisi risolta!”.
Dopo tali parole, Almaviva chiude e licenzia 1666 dipendenti.

 

* Da Repubblica, 12-2-’17: “Tragedia sfiorata a Follonica dove parte di un carro allegorico con la maschera di Renzi si è staccata travolgendo alcune persone. Cinque i feriti. Uno in codice rosso”.

 

* Nonostante avesse detto di abbandonare la politica se sconfitto al Referendum, smentisce se stesso e diventa segretario del Pd il 30 aprile del 2017.
Da allora quel partito scende vertiginosamente nei sondaggi e subisce una scissione.

 

-  Drammatiche le cifre della disoccupazione giovanile in Italia.
Liete notizie da parte dei nostri connazionali che vanno all’estero dove trovano lavoro.
Ora che il nostro paese è allo sbando e sta per ricadere nelle mani di un pregiudicato e dei suoi compari, più attuale ancora quel grido rivolto ai giovani da Eduardo del 1974: “Fujtevenne!”.

 

-  È pur vero che a Virginia Raggi vengono attribuite anche malefatte dell’epoca di Giulio Cesare, ma la ragazza priva di colpe non è. L’ultima… per prudenza, meglio dire: la più recente… cui abbiamo assistito a Roma, è l’assegnazione a capo del MACRO di Giorgio De Finis.
Poiché è stato assegnato l’incarico senza concorso pubblico, il vicesindaco Luca Bergamo è ricorso all’escamotage di non nominarlo “direttore” ma “curatore”. Non basta.
Testualmente dalla cartella stampa: «Gli artisti saranno chiamati ad un "appello”, momento performativo aperto al pubblico. Potrà aderire alla chiamata chiunque si definisca "artista”. Solo gli artisti che si sono presentati all’appello, che hanno cioè scelto di aderire per (auto)candidatura a un processo collaborativo, avranno diritto a partecipare alle fasi successive del gioco».
Ma il gioco è una cosa seria. Qui lo confondono con lo scherzo.
Chiunque si dichiari artista? Anche Giovanardi? La Santanché? Un Cavaliere pregiudicato?
Quel motto “Siamo tutti artisti” appartiene a un momento infelice del ’68, perché riproporlo?

 

-  Wojtyla una volta disse: “Non so se posso bene spiegarmi nella vostra... nostra lingua italiana. Se mi sbaglio mi… corrigerete”, ma nessuno osò corrigerlo.
Ma almeno quel papa che ingigantì l’organigramma celeste (fece 488 santi e 1345 beati, entrando nel Libro dei Primati, che, per chi non lo sapesse, è il libro dei record non quello delle scimmie) ci aveva provato a parlare italiano, mentre molti italiani vi rinunciano e parlano in itanglese.
Un governo (guidato da un giovinotto di Firenze) varò addirittura una legge dello Stato italiano con la lingua di un altro paese chiamandola Jobs Act… una gag (e tralasciamone i risultati poi).
Perciò vi consiglio un libro: “Diciamolo in italiano”, edito da Hoepli.
Autore Antonio Zoppetti, prefazione di Annamaria Testa. 200 divertenti pagine, 18 euro ben spesi.

 

-  Annuncio dalla bacheca di una parrocchia di Salerno raccolto da Enzo Maddaloni.
«Tema della catechesi di oggi: "Gesù cammina sulle acque".
Catechesi di domani: "In cerca di Gesù"».

 

Esco e chiudo. Se qualcuno mi cerca sto al bar.

   
          

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