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Cuore a cuore. Grande è stata la prova di sensibilità in occasione della tragedia asiatica.

Organizzazioni laiche e religiose, politici con la coppola storta e altri col cappello sulle ventitre, giornali e tg, si sono unanimemente prodigati per alimentare solidarietà e soccorsi.

Molto bene. Meglio così.

Eppure c’è un'altra tragedia che da anni, quotidianamente, stermina donne, uomini, bambini, crea milioni d’orfani: l’Aids. Questa tragedia meriterebbe qualche attenzione in più. Già, ma come si fa?

Organizzazioni umanitarie, politici, giornali e tg sarebbero costretti ad indicare nella Chiesa una delle principali cause del genocidio in atto. Contraria com’è all'uso del preservativo, ritenendolo illecito come mezzo di prevenzione contro l'Aids.

L’Aids è meno improvviso dello Tzunami, è possibile prevederne e limitarne la diffusione – come affermano scienziati di tutto il mondo – con una capillare politica di prevenzione affidata, primo mezzo fra tutti, al profilattico. Ma in nessun caso la Chiesa consente l'uso di contraccettivi, né tra un uomo e una donna, né, tanto meno, nei rapporti omosessuali. ''Ci accusano di uccidere” – ha detto il presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, monsignore Javier Lozano Barragan – “ma l a prevenzione si chiama castità . La Chiesa non può che dire 'no' al preservativo perché ha un altro orizzonte etico: l'orizzonte della tutela della vita. E' questo, il valore aggiunto delle istituzioni sanitarie cattoliche: difendere la vita e mai favorire la morte''.

La stima media accertata dall’Unaids solo per il 2003 è stata di 2.900.000 morti.

No, per favore, ditemi la verità… quando ho sentito quelle sante parole stavo su ‘Scherzi a parte’?  

 

 

Faccia a faccia . Per scopi scientifici si distinguono vari tipi d’ora del giorno:
OM: Ora Media; OS: Ora Solare; OL: Ora Legale; OG: Ora di Greenwich; OU: Ora Universale; OS, Ora Siderale.

Da qualche tempo, abbiamo una nuova unità di misura in fatto d’orario, è l’Ora Eff.

Dobbiamo l’invenzione ad eccelse teste di Casio delle FFSS che, meditando fra orologi ad acqua, atomici, a quarzo e a sabbia, hanno ideato quest’innovativo tipo d’indicazione del tempo.

Scienziati, glottologi, viaggiatori, si sono a lungo angosciosamente interrogati invano sul significato di quella scritta sui tabelloni nelle stazioni. Che vorrà dire?... Ora Efficace?... Ora Efficiente?...Ora Effemeridi?...Ora Effusiva? Poi si è scoperto che la criptica scritta sta per “Ora Effettiva”, volendo così dire Ritardo . Perché l’”effettività” è – via, bastava consultare un dizionario! – come trascrivo dalla Garzantina: ‘la proprietà di procedure e calcoli che possono essere eseguiti in modo deterministico, senza ricorso a procedimenti aleatori come lancio di dadi e simili’.

E poi lo studio delle procedure effettive, o algoritmi, trova espressione nella “teoria della ricorsività”. Ed ecco spiegato anche perché l’Ora Eff. ricorre tanto spesso su quei tabelloni.

 

 

Guancia a guancia. Studiando i muscoli della faccia, due scienziati statunitensi hanno stabilito che a determinare le espressioni del volto concorrono 44 diversi movimenti fondamentali (detti “unità d’azione”), prodotti dal movimento di uno o più muscoli contemporaneamente; combinandosi fra loro questi movimenti originano circa 10mila diverse espressioni.

Sei sono le emozioni di base: disgusto, felicità, paura, rabbia, sorpresa, tristezza.

Alcuni psicologi, di recente, ne hanno aggiunte altre tre: disprezzo, sgomento, vergogna. Perché ritengono che queste ultime non siano riconducibili a quelle sei emozioni prima menzionate.

Da fonti scientifiche riservate, ma assai ben informate, s’è appreso che si è pervenuti a tale nuova determinazione dopo avere letto la recente Finanziaria del governo italiano composta di un solo articolo con 572 commi.

 

 

Testa a testa . “Da quando i generali non muoiono più a cavallo” – diceva il grande Marcel Duchamp – “non vedo perché i pittori dovrebbero morire davanti a un cavalletto”.

Questa saggia massima ne dice dell’antica pericolosità d’ogni treppiede.

 

Esco e chiudo. Se qualcuno mi cerca sto al bar.

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