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Anniversario (1). Il prossimo 3 gennaio ricorre il centenario della nascita di Aleksei Grigorievich Stakhanov: comunista, minatore del carbone, lavoratore indefesso.
Una volta, nel 1935, raccolse con la sua squadra 102 tonnellate di carbone in 5 ore e 45 minuti. Riuscì poi a battere questo record imponendo ai propri compagni un forsennato ritmo di lavoro fino ad aumentare la produttività media di gruppo di 14 volte.
I dirigenti sovietici lo esaltarono, lo decorarono, l’imbellettarono col nero di carbone, lo portarono in giro mostrandolo come esempio di probità socialista. Nacque un vero e proprio movimento, elogiato da Stalin: gli stakhanovisti. Non tutto, però, andò liscio.
L'avversione d’altri lavoratori fu tanto forte che s’ebbe perfino l'uccisione di alcuni dei partecipanti a quel movimento; probità socialista, d’accordo, ma lì s’esagerava!
La figura di Stakhanov è parodiata da George Orwell nel romanzo ‘La fattoria degli animali’ attraverso il personaggio del cavallo Gondrano.

 

 

Anniversario (2). Nel gennaio 1880 uscì su “L’Egalité Hebdomadaire” il primo degli articoli che costituì con altri scritti il pamphlet di Paul Lafargue “Il diritto alla pigrizia”. La più recente edizione in italiano è del 2004, Edizioni Spartaco, con un saggio vertiginoso di Maria Turchetto.
Il libro di Lafargue attacca uno dei capisaldi, cosiddetti morali, del discorso sull’Uomo: il lavoro.
Lo fa esaltando l’ozio, vero nemico d’ogni padrone, d’ogni economista, d’ogni governante.
Né teme di farsi beffe dei lavoratori stessi, ignari schiavi di un concetto – il lavoro – voluto dai loro sfruttatori; inneggia alle macchine che pur dando la possibilità di liberare l’umanità dal giogo della fatica, vedono gli uomini (e com’è attualissimo il discorso!) avidi d’incatenarsi da soli affaticandosi per più ore, proprio quelle ore che l’automazione renderebbe libere.

 

Stakhanov, dopo gli onori riscossi, divenne direttore e assistente capo ingegnere di "trust" minerari;
morì nel 1977, nel suo letto, circondato dall’affetto dei suoi, all’età di 71 anni,
Lafargue, ebbe vita randagia, patì più volte il carcere; morì suicida, insieme con la moglie Laura figlia di Marx, nel 1911 all’età di 70 anni.
Ai suoi piedi la fossa comune di 147 comunardi fucilati il 28 maggio 1871, durante la repressione della Comune, seppelliti con gran fretta in ora notturna.
Duro lavoro scavare quella fossa. Nessuna pigrizia, roba da stakhanovisti.

 

 

Emoticon. Le faccine sul web che esprimono scontento :-( o allegria :-), hanno una paternità controversa. Chi l’attribuisce a Kevin MacKenzie, chi a Scott E. Fahlman, altri pensano ad una stilizzazione dello smiley realizzato da Harvey Ball.
Devo a Roberto Ellero la notizia, corredata da prove grafiche, che la cosa, invece, può farsi risalire al filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein (1889 – 1951) che, ignaro del futuro internettiano, nel corso di una lezione d’estetica tenuta nel 1938, tracciò su di un foglio delle faccine. 
Il testo che le accompagnava: “Fossi un buon disegnatore, potrei suggerire un'infinità di espressioni con soli quattro tratti. Parole come "pomposo" e "imponente" potrebbero essere espresse da facce”.
Oggi esistono perfino dizionari pittografici d’emoticon – ad esempio QUI – ma, chissà perché, ancora non ho trovato un’immagine adatta per l’espressione di chi sente parlare l’On.le Schifani.

 

 

False promesse. L’anno scorso, Cossiga affermò che dopo il 31 dicembre non avrebbe più parlato, ritirandosi a studiare fra le sue carte. Noi tutti gioimmo preparandoci a gustare dotte pubblicazioni.
Non è andata così.
S’avvicina un altro 31 dicembre. Senatore, quelle carte l’attendono. Non le trascuri.

 

 

Natività. Tanti Cadetti della Libertà sono insorti invocando il boicottaggio dell’Ikea perché non vende presepi. Invocate le fiamme dell’inferno… e quella ditta vende legno, roba che ci vuol poco ad andare a fuoco. Fosse per i vari politici che hanno avuto parole avvampate nell’occasione, i cari mobiletti dell’Ikea finirebbero per allestire il rogo su cui arrostire i dirigenti della ditta svedese.
Come ai bei tempi, insomma.
Karl Kraus diceva: “Ci sono imbecilli superficiali e imbecilli profondi”.
La favoletta raccontata dimostra che in Italia non manchiamo dei primi né dei secondi.

 

 

Strateghi. Non scopro nulla di nuovo nel dire che questa Finanziaria sia stata gestita malissimo sul piano della comunicazione; aldilà dei contenuti ancora non tutti chiari.
Ma tutta la comunicazione dell'Unione è spaventosamente carente o errata.
Sarebbe cosa giusta e pia che Santagata e Sircana – definiti un tempo da Prodi ‘strateghi della comunicazione’ – fossero competentemente lapidati in una piazza italiana, dando la gioiosa opportunità a noi tutti elettori del centrosinistra, grazie a ben organizzati turni di lancio, di scagliare una pietra su quei due.
Due tipi colpevoli dell’imbranata comunicazione di cui sopra, ma anche d'avere dissolto ogni contatto con l’elettorato sùbito dopo le votazioni; insomma, prendi il voto e scappa.
Unica consolazione su quest'ultima cosa è che non vederli né sentirli è, per me e spero anche per voi, motivo d’allegrezza, occasione per rendere liete le feste natalizie che pur detesto.

Esco e chiudo. Se qualcuno mi cerca sto al bar.

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