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Cozze e vibrioni, ostriche e perle

 

Anniversari (1). Il 3 gennaio 1906 nacque Aleksei Grigorievich Stakhanov: comunista, minatore del carbone, lavoratore indefesso.
Una volta, nel 1935, raccolse con la sua squadra 102 tonnellate di carbone in 5 ore e 45 minuti. Riuscì poi a battere questo record imponendo ai propri compagni un forsennato ritmo di lavoro fino ad aumentare la produttività media del gruppo di ben 14 volte.
I dirigenti sovietici lo esaltarono, lo decorarono, l’imbellettarono col nero di carbone, lo portarono in giro mostrandolo come esempio di probità socialista. Nacque un vero e proprio movimento, elogiato da Stalin: gli stakhanovisti. Non tutto, però, andò liscio.
L'avversione d’altri lavoratori fu tanto forte che fecero secchi alcuni dei partecipanti a quel movimento; probità socialista, d’accordo, ma lì s’esagerava!
La figura di Stakhanov è parodiata da George Orwell nel romanzo ‘La fattoria degli animali’ attraverso il personaggio del cavallo Gondrano.

 

 

Anniversari (2). Nel gennaio 1880 uscì su “L’Egalité Hebdomadaire” il primo degli articoli che costituì con altri scritti il pamphlet di Paul Lafargue, scrittore d’origini creole, “Il diritto alla pigrizia”. La più recente edizione in italiano è del 2004, Edizioni Spartaco, con un saggio vertiginoso di Maria Turchetto.
Il libro di Lafargue (mai amato da Karl Marx: “questo maledetto Lafargue mi annoia e certamente non mi lascerà tranquillo finché non gli avrò rotto quella sua testa di creolo”) attacca uno dei capisaldi, cosiddetti morali, del discorso sull’Uomo: il lavoro.
Lo fa esaltando l’ozio, né teme di farsi beffe dei lavoratori stessi, schiavi di un concetto – il lavoro – voluto dai loro sfruttatori; inneggia alle macchine che pur dando la possibilità di liberare l’umanità dal giogo della fatica, vedono gli uomini (e com’è attualissimo il discorso!) affaticarsi per più ore, proprio in quel tempo che l’automazione renderebbe libero.
Stakhanov, dopo gli onori riscossi, divenne direttore e assistente capo ingegnere di "trust" minerari;
morì nel 1977, nel suo letto, circondato dall’affetto dei suoi, all’età di 71 anni,
Lafargue, ebbe vita randagia, patì più volte il carcere; morì suicida, insieme con la moglie Laura figlia di Marx, nel 1911 all’età di 70 anni.
Ai suoi piedi la fossa di 147 comunardi fucilati il 28 maggio 1871, durante la repressione della Comune, seppelliti con gran fretta in ora notturna.
Duro lavoro scavare quella fossa. Roba da stakhanovisti.

 

 

Astroscemenze. In molti tengono agli oroscopi e perfino la tv pubblica colpevolmente dà spazio a quelle credenze che non hanno alcun fondamento scientifico; salvo, poi, a sbagliare – come ha fatto il Tg 1 – i risultati della schedina del Superenalotto laddove si tratta solo di trascrivere numeri e non di predire alcunché.
Come ogni anno, il Cicap pubblica sul suo sito tutte le castronerie che furono dette dai maghi all’inizio del 2009. 

 

 

Auguri.  Indubbiamente sinceri gli auguri del Presidente Napolitano rivolti agli italiani come succede ogni anno il 31 dicembre.
Bipartisan, come va di moda dire, il suo messaggio. Contrappesato, si potrebbe anche dire.
Un passaggio, però, m’è sembrato viziato da uno scompenso. Nel ricordare – giustamente – gli oltre cento militari italiani morti in missioni di guerra, non ha fatto riferimento ai morti sul lavoro nell’anno trascorso. Oltre mille. Cifre ancora provvisorie. Accertato, finora, aumenti del 3,4% dei morti in agricoltura e del  22% nel settore edile. Forse un ricordo lo meritavano anche quelli lì.
Sono in molti a volere riforme della nostra Costituzione, se le cose andranno avanti come le cifre dimostrano, quei signori potrebbero riscriverne l’Articolo 1 con la più realistica dizione: “L’Italia è una Repubblica fondata sulla morte durante il lavoro. Quando il lavoro c’è”.
Sarebbe più onesto. 

 

 

Cozze e vibrioni (1). La cozza è un mollusco dotato di branchie a lamelle. La maggior parte dei vibrioni è costituita da batteri che si nutrono di materia in decomposizione.
Premessa per dire che quest’anno si avranno celebrazioni in occasione del decennale della morte di Craxi e verranno dedicate al suo nome strade e piazze. Ai più distratti ricordo che fu condannato in modo definitivo dai nostri Tribunali, fuggì all’estero e lì morì da latitante. I familiari ricorsero alla Corte Europea per ottenerne riabilitazione, ma il ricorso fu respinto “in quanto condannato per corruzione e non per le sue idee”.
Sul bottino di Bettino, c’è un articolo di Marco Travaglio su “Il fatto quotidiano”: QUI

La sciura Moratti, sporgendosi da una cozza, ha affermato di volere dedicare un luogo milanese a Craxi dicendo: “Garibaldi è stato condannato a morte, Bruno bruciato sul rogo, eppure a loro sono state dedicate vie e piazze. La storia dà delle riletture diverse delle personalità”.
Non mi risulta, però, che quei due personaggi siano stati tenutari di conti in Svizzera, faccio un esempio di fantasia, conti chiamati Constellation e Northen Holding, gestiti da un loro compagno di scuola, prestanome, sui quali accumulavano soldi di tangenti pagate loro da grandi imprese italiane.
Ma, si sa, la storia dà delle riletture diverse delle personalità.

 

 

Cozze e vibrioni (2). L’ex lottacontinuista Gianfranco Micciché (dal 1993 in Forza Italia) nell'ottobre 2007, circa l'intitolazione dell'aeroporto di Palermo a Falcone e Borsellino, affermò: “Che immagine negativa della Sicilia trasmettiamo subito col quel nome dell'aeroporto!”

 

 

Cozze e vibrioni (3). Ad opporsi alle celebrazioni craxiane, solo qualche belato della Lega e dure parole dell’IdV. Come si comporteranno gli ex di An? Finora silenzio e mistero.
Come si comporta il Pd, invece, non ci vuole Sherlock Holmes per saperlo.
Con tenebroso anticipo su oggi, nel novembre 2003, la Fondazione dalemiana “Italiani Europei” (esistono anche italiani asiatici?... africani? Informatemi, vi prego!) volle un convegno con Stefania Craxi, co-organizzatrice attraverso la fondazione intitolata al padre, durante il quale ci furono pensosi interventi sul socialismo in Italia. Dalle origini fino al papà di Stefania.
Il 10 aprile del 2007, Fassino, allora segretario Ds affermò: "Craxi fa parte del Pantheon del Pd come Rosselli, Matteotti, Nenni, e Pertini. Il Pd è il luogo in cui si riconoscono le grandi culture come quella socialista".
Pare che Rosselli, Matteotti, Nenni e Pertini, dall’aldilà s’incazzassero di brutto.
Il 15 luglio 2009, Veltroni intervenendo alla presentazione del libro di Stefano Rolando "Una voce poco fa", commissionato dalla Fondazione Craxi,  definì Craxi “un innovatore”, l' uomo politico che “meglio ha interpretato il cambiamento della società”.
Alla fine, tra gli applausi, mentre andava via, un socialista gli sussurrò: “Bravo, ma dovevi dirlo prima”.  Che volete farci, c’è sempre qualcuno che mette prescia.

 

 

Ostriche e perle. Nelle ostriche, si sa, si trovano talvolta preziose perle. Ne segnalo due.

1) “FF Web Magazine”, il periodico della finiana Fondazione FareFuturo ha eletto personaggio dell’anno Stefano Cucchi, il ragazzo ucciso in carcere dopo un pestaggio. Chapeau!
2) Dopo il successo della manifestazione No-B Day (avversata dal segretario del Pd Bersalema), quel movimento non si è sciolto e sta lavorando per decidere le prossime mosse.

Ecco due notizie sulle quali, specie a sinistra, in molti dovrebbero riflettere.
Se non lo faranno peggio per loro. E, naturalmente, anche per noi.

 

 

Zoom. “Colui che avendo frequentato gli uomini si fa ancora delle illusioni sul loro conto, dovrebbe essere condannato alla reincarnazione”. (Emil Cioran)

 

 

Esco e chiudo, se qualcuno mi cerca sto al bar.
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