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Pelù non farlo più

 

25-5-’14. Scrivo queste note sabato 24 e, quindi, non so come finiranno le elezioni.
Soltanto tre riflessioni.
- Per la prima volta nella storia d’Italia un capo di partito condannato in Cassazione per gravi reati è stato visto condurre la propria campagna nelle tv pubbliche, private, e nelle piazze.
- La violenza verbale, espressa dal centrodestra e dai grillini, ha raggiunto livelli finora sconosciuti.
- Rivincita della tv e delle piazze sulla Rete. Ai sociologi l’ardua sentenza.

 

 

80. Nel concerto del primo maggio, Pelù – da me stimato come musicista anche se lo preferivo negli anni “Litfiba” - ha disprezzato, senz’arrossire, gli 80 euro varati da Renzi per una consistente fascia di cittadini con scarso reddito o disoccupati. Per lui che, legittimamente, guadagna grandi somme dagli incassi dei concerti e per diritti d’autore, probabilmente quella cifra non è considerata neppure una cifra. Ma ci sono famiglie che ci vanno avanti per parecchi giorni con 80 euro.
Approfittare, poi, di quel palco e della diretta tv per togliersi qualche sassolino dalla scarpa verso Renzi per questioni personali circa l’estate fiorentina, aggiunge colpe.
Pelù, non farlo più.

 

 

A(h)i A(h)i Weiwei. Sembra che il suo Paese faccia di tutto per cancellarlo dalla scena. I governanti cinesi sono riusciti nell’impresa di riunire il peggio del capitalismo con il peggio del comunismo. Entrambe le forme sono ben ferrate in fatto di censura. Ora le opere conservate di Ai Ai Weiwei allo Shanghai Museum of Contemporary Art, il più importante museo di arte contemporanea in Cina, sono state rimosse ed è stato eliminato dalla lista degli artisti esposti.
È stato lui stesso a pubblicare su twitter (mezzo odiato dai dirigenti di Pechino) l’immagine di un inserviente che con un asciugacapelli cancella il nome Ai Ai Weiwei impresso nell'elenco degli autori le cui opere sono esibite nella famosa pinacoteca.

 

 

A sua insaputa. Scajola è finito al gabbio. Eccolo portato via dagli uomini della Dia, e pensare che è stato Ministro dell’Interno! E pensare che lo era all’epoca del G8 dove accadde quel che ben si sa.
Le sue responsabilità, se accertate dalla Magistratura, sono enormi. Da allora a oggi una parte della polizia si è data a violazioni delle leggi, talvolta punite dai tribunali, o a manifestazioni indecenti come quel prolungato applauso di cui si è tanto scritto. E poi, se accertata dalla Magistratura – giusto per ripeterlo – c’è la faccenda della mancata scorta a Biagi avvenuta, s’intende, a sua insaputa.

 

 

Epidemie. Iva Zanicchi, con nozioni scientifiche un po’confuse, interviene ad ‘Agorà’ su Rai 3 ed esprime con veemenza le sue opinioni sull’immigrazione: “Io ho sentito un autorevole parere medico e la situazione è drammatica.” Abbiamo di nuovo malattie che avevamo debellato da tempo. Ricordate questa parola: ebola. Sta arrivando. Sì signori, avete capito bene, c’è il colera”.
Più preparato in epidemie Jean Marie Le Pen, presidente onorario del Front National e candidato per un nuovo mandato a Strasburgo. Parlando della “grave esplosione demografica nel mondo”, ha detto: “Monsignor Ebola può risolvere questo in tre mesi".

Mentre apprendevo le notizie di cui sopra, il caso ha voluto che lo sguardo cadesse su di un quarto di copertina d’un libro sul mio tavolo: “Il tema dell‘epidemia zombie, un tempo ai margini del panorama horror, ha assunto un ruolo centrale nella moderna cultura pop. Ora, “Epidemia Zombie“, di Z.A. Recht lascerà senza fiato anche i più grandi conoscitori dell‘universo dei morti viventi”.

 

 

Marci. L’ex cav. risponde all’ex comico: “Ha detto Grillo che se vincerà le Europee farà una marcia su Roma, si sbaglia la marcia la faremo noi".
Chi la spunterà? Boh, entrambi hanno nel loro staff consiglieri ben competenti in materia.

 

 

Zoom. ”Ciò che fa di uno Stato un inferno sulla Terra è precisamente il tentativo dell’Uomo di farne un Paradiso” (Friedrich Hölderlin).

 

 

Esco e chiudo. Se qualcuno mi cerca, sto al bar.

          

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