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Ad bestias o Ad metalla?

 

15. Pur essendo contrario a celebrare compleanni e altre feste, oggi faccio un’eccezione ricordando a chi generosamente legge le mie note che questo sito è nato 15 anni fa, nel febbraio 2000.
Non è una notizia emozionante. Né per me, né per voi. A spingermi a farlo sono due motivi.
Il primo è ringraziare Attilio Sommella che cura l’edizione di queste pagine web con il suo talento grafico e informatico nonché con una pazienza degna di miglior causa; il secondo motivo è che non so se ci sarà un sedicesimo compleanno per Nybramedia; in ogni caso, dopo l’estate, nel settembre di quest’anno, avverrà una ristrutturazione delle 7 sezioni in cui adesso il sito è suddiviso.
Sta accadendo, infatti, sempre più spesso, che il crescente sgobbo per seguire questo webmag interferisca con il mio lavoro tv o di scrittura: non posso permettermi che succeda.
Il mio motto è: lavoro sì, fatica no.
Ancora una cosa. Talvolta è stato notato che nell’edizione mensile di Spacenews commento fatti che nuovi non sono. È cosa voluta. Le notizie (specie le più scandalose) che ci raggiungono sono tante che una è subito superata da un’altra, sorella della precedente, che fa smemorare quanto già accaduto rendendo meno crudele l’addizione.
Alcune note che ora seguono rispondono alla finalità di cui ho qui scritto.

 

 

7.1.’15. È la data dell’attacco, rivendicato da Al - Qaeda, alla sede di Charlie Hebdo che provocò 12 morti e 11 feriti. Si è trattato dell'attentato terroristico, col maggior numero di vittime in Francia dopo quello del 1961 per opera dell'Oas, durante la guerra d'Algeria, che causò 28 vittime.
Devo ad alcuni amici la segnalazione di un’indignatio (la trovate QUI) di François Cavanna (1923-2014), scrittore e vignettista, uno dei fondatori di Charlie Hebdo. Ben riflette su certi guasti.

 

 

Graziare. Di fronte ai tanti colpevoli, fra capi e portaborse, di ieri e di oggi, i giudici dell’antica Roma si sarebbero posti l’interrogativo: “Ad bestias” o “Ad metalla”? Invece da noi nisba.
Un esempio. Perfino qualche brava persona è caduta nella trappola perdonista allestita a favore di Fabrizio Corona chiedendo per lui riduzioni di pena o addirittura la grazia. Costui ha beccato 14 anni e 9 mesi di reclusione per corruzione, evasione fiscale, estorsione, bancarotta fraudolenta, uso di denaro falso, resistenza e oltraggio ad agenti di polizia… ho dimenticato niente?... ah, sì: guida senza casco e guida senza patente.
Durante i processi ha tenuto un atteggiamento malmostoso verso il pubblico e i giornalisti.
E mo’? Sciogliermi in lacrime? Tassarmi per lui? Organizzare moti di popolo?
In Italia, politici e delinquenti comuni (talvolta le figure coincidono) se in carcere vogliono uscire, se stanno fuori fanno leggi apposite per non entrarci.
Innocenti, tremate! In galera voi ci andate!!

 

 

Grazie. Tra i messaggi inviati a Napolitano quando è andato via, ne segnalo uno particolare.
È di Franco Bettoni Presidente dell’Anmil (Ass. Naz. Mutilati e Invalidi del lavoro).
Grazie Presidente Napolitano da parte di tutte le vittime del lavoro per quello che ha fatto in questi anni per tutti noi, affinché non mancasse l’attenzione generale e il rispetto per la salute e la vita di tutti i lavoratori.
Nel 2014 sono morti sui luoghi di lavoro in 660 (imprecisato il numero dei feriti). 
L’aumento delle vittime rispetto al 2013 è del 12,5%. In sei anni di monitoraggio dell’Osservatorio di Bologna “Morti sul lavoro”, sono stati registrati 4282 lavoratori deceduti sui posti lavorativi.
Grazie Presidente per quello che finora ha fatto, ma non s’affatichi oltre. Si riposi.

 

 

Rottamare. Il giovane rottamatore è instancabile nell’innovare a favore dei giovani, come dice a ogni momento. Alla Scala ci ha messo Francesco Micheli (77 anni) estimatore e finanziatore della prima ora del gigliato presidente.
Infaticabile, rimetterà in piedi (promuovendola a Ministero) la chiacchierata vecchia Cassa del Mezzogiorno, ente creato da De Gasperi nel 1950.
Rottamando ogni cerchio magico e botte stregonesca, Renzi ha messo a capo della neonata “Toscana Aeroporti Spa” – sovrintenderà agli scali di Pisa e del capoluogo toscano – Marco Carrai suo fidato consigliere.
Carrai (per le sue nozze furono proibite al traffico vie e piazze di Firenze) secondo Repubblica sta a Renzi come Casaleggio a Grillo e Letta a Berlusconi.
Via i vecchi metodi d’un tempo! Rottamare. Nel senso di amare la rotta.

 

 

Strazi e ragazzi. La Sinistra continua a pigolare affermando che a proposito dell’Islam e l’Occidente non bisogna parlare di scontro di civiltà. D’accordo. Forse è meglio parlare di scontro fra due inciviltà. Ma, come diceva Totò, ogni limite ha una pazienza. E gli jihadisti, forse, un po’ più birichini di noi lo sono. Ma esiste – è detto – anche un Islam moderato. Già. Lo stesso che di fronte al pilota arso vivo ha fatto sapere con musulmana dolcezza “Solo Allah può incenerire un uomo” (… com’è buono lei!). E quelli cattivi? Alla Hitlerjugend allevavano i boia fin da piccoli, ma li abilitavano al mestiere non prima che i bimbi avessero raggiunto la maggiore età. Abbiamo visto, invece, un grazioso fanciullino dell’Isis mentre s’accingeva a sparare alla nuca di due prigionieri. In un’altra ripresa, il garzoncello si diceva smanioso di bruciare vivo il prossimo nemico che gli capiterà a tiro. Da quelle parti, non si limitano a dirlo, ma praticano il motto ”Largo ai giovani!”.

 

 

Zoom. "Sono contrario all'utilizzo dei preservativi. Abbassano il piacere e interrompono il momento... fidatevi di me, che non li uso... non salvano nemmeno dall'Aids. La condizione ideale è quella di avere un solo uomo o una sola donna nella vita... la moglie sottomessa cristiana è la pietra fondante, la pietra su cui si edifica la famiglia".
(Mario Adinolfi: ex deputato Pd e direttore di "La Croce", a Radio 24, 17 gennaio, ‘15)

 

 

Esco e chiudo. Se qualcuno mi cerca, sto al bar.

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