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Matteo: basta la parola

 

6. Tante le sberle prese dal Presidente del Consiglio dei Sinistri (e, quindi, noi sventurati italiani da lui e Mattarella, rappresentati) quante le versioni date dal Cairo sulla morte di Regeni: dall’iniziale sciagura stradale fino a insinuare una vendetta privata.
Si è permessa l’umiliazione quotidiana inflitta a due gruppi d’eccellenti investigatori inviati al Cairo dov’erano sbeffeggiati (dal “governo amico”, Renzi dixit) negando loro prove dietro ridicole, provocatorie, scuse.
Come non bastasse tutto questo, negli stessi giorni della belante trattativa Roma-Cairo, a dimostrazione che ai governanti italiani nulla seriamente importava di Regeni, venivano ospitati in Italia (a Brescia e a Nettuno) due gruppi di poliziotti egiziani (!) del dittatore Al Sisi per istruirli in quelle sedi su come fronteggiare le manifestazioni di piazza. Sospendere (almeno!) quei corsi, no?
Nessuna meraviglia se Merkel, Cameron e Hollande si riuniscano tenendo Renzi fuori della porta, né se alcune sue temerarie annunciazioni siano state accolte da un coro di risate dei giornalisti stranieri corrispondenti dall’Italia, com’è accaduto a Roma il 23 febbraio scorso.
Tornando agli scandalosi fatti egiziani, questo sito non ha la forza di lanciare un appello per boicottare il turismo italiano in quel paese. Se qualcuno, per caso, leggesse queste righe e avesse quella forza, sarebbero importante si muovesse.

 

 

4.  Il numero dei tecnici della Bonatti rapiti in Libia. Due recuperati e due massacrati.
Anche qui umiliazioni in serie subite dal governo renziano al quale veniva promesso e poi ore dopo smentito il rientro dei vivi e perfino dei morti. Questo è un governo che neppure riesce a impedire l’autopsia di Failla e Piano condotta in terra libica, dove sono state cancellate dai corpi prove ritenute essenziali per accertare la dinamica dei fatti.
Ma, via, non chiediamo troppo.
Renzi è occupato in cose più serie: le nomine alla Rai, riallineare l’editoria in senso a lui favorevole, accordarsi con il plurindagato Verdini, smembrare la legge sulle unioni civili inciuciando con gli alfanidi, guidare alla vittoria (poco importa come) i suoi candidati alle primarie del Pd…

 

 

Neorenziani. Zompare sul carro del vincitore è sport da sempre praticato. Secondo vari stili. C’è chi zompa da fermo, chi dopo una rincorsa, chi facendo forza su di una gamba sola. I più bravi assumono un’aria sorridente mentre planano sul cocchio amato. Come dire: lo fo senza sforzo, lo volevo fare prima però non ne ho avuto il tempo, ma ora ecco… oplà!
Nell’area dello spettacolo, scarsa sorpresa ha destato Jovanotti. Sia perché ha un nome angelico – di cognome fa Cherubini – sia perché prima di renzeggiare cantando Come in un sabato sera italiano / Che sembra tutto perduto poi ci rialziamo era stato autore dei carogneschi versi Io credo che a questo mondo / Esista solo una grande chiesa / Che passa da Che Guevara / e arriva fino a Madre Teresa / Passando da Malcom X / attraverso Gandhi e San Patrignan… come dite?... sì, basta così, stop alla pornografia.
Stupore, invece, ha suscitato Roberto Benigni che dopo aver esaltato la Costituzione nella trasmissione tv dal titolo “La più bella del mondo”… sentitelo QUI… poi ecco che dice: “Voterò si al referendum sulla riforma della Costituzione” Quella riforma scritta dai parolieri Denis Verdini, plurindagato, e Maria Etruria  Boschi, con la direzione d’orchestra di Don Matteo.
Povero Roberto! Lo dico con dispiacere sincero perché stimo la sua arte. Che brutta fine!

 

 

Precoce saggezza. 11 marzo. In Florida, Jamie Gilt, 31 anni, (attivista repubblicana, nota negli USA per le sue nette posizioni a favore del possesso di armi da fuoco) è stata colpita a una spalla da un colpo di pistola, detenuta legalmente, esploso dal figlio di quattro anni. Il piccolo avrebbe trovato la calibro 45 della madre dimenticata sul pick-up dove viaggiava con mammà.
Forse il bimbo, valutate le idee della madre, ha deciso di portarsi avanti col lavoro.

 

 

Zoom.La saggezza non sta nel distruggere gli idoli, sta nel non crearne mai”. (Umberto Eco)

 

 

 

Esco e chiudo. Se qualcuno mi cerca, sto al bar.

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