Scarica l'e-book gratuitamante

Scarica l'e-book gratuitamante
Scarica l'e-book gratuitamante
Scarica l'e-book gratuitamante
 


Scarica gratuitamente Adobe Acrobat Reader

 
     
Cosmotaxi
Cosmotaxi Gli special di Cosmotaxi  
     
Newsletter
Newsletter

Sentine e sentinelle

 
  [archivio spacenews]  
     
Alien Bar
Alien bar Sette coccodrilli  
  [le altre serate]  
     
Nadir
Come al bar Laurina Paperina  
  [archivio intervenuti]  
     
Ricerca
Come al bar Cerca i contenuti nel sito  
 

» ricerca globale adolgiso.it


 
 

» ricerca nella sezione cosmotaxi

 

 
  powered by google  
 
 
 

Le mascalzonarie

 

3.2.’16. In questa data fu ritrovato il corpo di Regeni, da allora sono state perse settimane per muovere iniziative che andavano prese subito, e con altra energia, dopo la prima presa per i fondelli del “governo amico” (Renzi dixit). Governo che continua a farsi beffe di noi. Sorpresa? Nessuna. Basta pensare ai partiti al potere (e parte delle opposizioni), come fanno le primarie: fuori dei seggi del Pd a Napoli fotografati ceffi camorristi mentre brigavano, Bertolaso candidato unico a Roma.
Nel primo caso una tragedia sociale, nel secondo una gag.
Questi possono essere mai persone in grado di guidare uno Stato?
Sono impegnati a proteggere traffici bancari, nascondere colpevoli legami con petrolieri, difendere la presenza di figli di mafiosi in tv, esibirsi in risse verbali con parole allusive stile gangster, far riscrivere la Costituzione a una ministra chiacchierata e a un plurindagato, attaccare i magistrati, tentare di soffocare le intercettazioni… et pour cause!
Chi li vota o fa parte di quel marciume oppure ne è complice. Sia pure involontario, ma la Storia non ammette ignoranza.

 

 

Chi scrive questa nota comunista mai è stato né lo è, mi riconosco da molti anni in una sinistra gobettiana, quindi, forse, assisto con un certo distacco a una scenetta da varietà.
Quello che era una volta il più grande partito comunista d’Occidente, oggi è guidato da Renzi, un ex democristiano, è stato preceduto nella stessa carica da Franceschini ex dc, uno dei suoi vicesegretari, Lorenzo Guerini, è anch’egli un ex dc, altri li troviamo nella direzione nazionale piddina, una forte corrente del Pd è di ex democristiani…

Gesù fate luce!

 

 

Applausi (1). Insopportabile l'applauso all'uscita di una bara dalla chiesa. Leggo su di un dizionario che l'applauso è il suono prodotto mediante battimani per manifestare soddisfazione e compiacimento per l'avvenimento al quale si assiste. Devo cioè immaginare che i plaudenti siano soddisfatti e compiaciuti dell'avvenimento al quale assistono. In altre parole volevano togliersi di torno quel tale ed esprimono soddisfazione e compiacimento battendo giulivi le mani.
Sentiremo un giorno qualcuno di loro che, trascinato dall’entusiasmo, griderà: Bis?

 

 

Applausi (2). Nessun applauso zotico all’affollata cerimonia laica che ha salutato Raoul Giordano, amico carissimo, che se n’è andato lasciandoci più soli.
Tante le sue trasmissioni alla radio e in tv, sia per la Rai sia per Mediaset. Alcuni nomi che hanno recitato suoi copioni: da Leo Gullotta a Francesca Reggiani, da Carlo Massarini a Daniele Formica, da Mario Marengo a Piero Chiambretti, da Franca Valeri, a Rosa Fumetto.
Per il cinema ha sceneggiato film che hanno avuto per interpreti da Renzo Arbore a Luciano Salce, da Enrico Maria Salerno a Jean Sorel, da Stefania Sandrelli a Mireille Darc.
Per il doppiaggio ha adattato dialoghi per film di Margarethe von Trotta e Volker Schlondorff.
Ha scritto “Il trionfo del diavolo”, “Viaggio al centro del freezer”, “Filippo”.
Quante ore ho trascorso con lui in bar e vinerie! In lui convivevano comicità e disperazione in un continuo, vertiginoso, scambio di ruoli.  Grande interprete del motto beckettiano: “Non c’è niente di più comico dell’infelicità”. Negli ultimi tempi, più rari i lampi gioiosamente impertinenti.
Lo saluto qui con quattro versi di una canzone napoletana degli anni ’20, lui mi sentirà e capirà: Puortame a casa mia / me voglio andà a cuccà / quell'ultimo bicchiere / mi ha fatto 'mbriacà...

 

 

Cifre. Dicendo “Ci metto la faccia”, al Presidente del Consiglio dei Sinistri piace, snocciolare cifre, ma – chissà perché – gli scandalosi numeri che qui seguono mai glieli ho sentito pronunciare; aggiungo: nemmeno da altri, ma chi più su si trova più responsabilità indossa.
Allora la faccia di Renzi mettiamola pure sui 130 morti per infortuni sui luoghi di lavoro dall’inizio di quest’anno. 120 il 31 marzo 2015 (era sempre lui il boss); oggi: +7,3%.

Alla faccia!

 

 

Premonizioni. D’accordo, il maiuscolo è mio. Però…
Renzi intervistato dal quotidiano La Stampa il 29.12.2013 dopo aver bistrattato D’Alema, Letta e Alfano: “… Io non voglio essere accomunato a loro… io sono TOTALmente diverso”.

 

 

Rottamare necesse est. Amo D’Alema quanto una colica renale, ma onestà vuole che una cosa vada detta. Era da rottamare? Sì, bene! E Verdini no? Alfano nemmeno?

 

 

Senti chi parla. Siccome D’Alema se non ne dice una sbagliata ripara subito con un’altra storta, in tv, dalla Gruber, ha accusato Renzi d’essere “sprezzante”. Cosa indiscutibilmente vera.
Ecco un pregnante esempio del bue che dà del cornuto all’asino.

 

 

Storico. Renzi: "Io penso che in questo paese abbia fatto più Marchionne che certi sindacalisti”.
Quando dirà: “La Santanché ha fatto per il movimento operaio più della Luxenburg”?

 

 

Zoom. “L’autentico comico si connette all’apprendere attraverso il dolore, che è proprio della forma tragica” (Massimo Cacciari).

 

 

 

 Esco e chiudo. Se qualcuno mi cerca, sto al bar.

Archivio Newsletter

 

Ritorna SopraAutoscatto | Volumetria | Alien Bar | Enterprise | Nadir | Newsletter
Autoscatto
Volumetria
Alien Bar
Enterprise
Nadir
Cosmotaxi
Newsletter
E-mail