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Un bullo in maschera

 

Questa sezione del sito Nybramedia fino al mese di  giugno ’19 ospitava ogni mese miei commenti sull’attualità artistica, sociale, politica.

Da ottobre del 2019 ha cambiato il suo formato.
Adesso riporta, infatti, prevalentemente frasi tratte dalla letteratura e dal giornalismo, battute cinematografiche e teatrali, scritte sui muri o su volantini oppure trovate sul web.
Cose cui mi hanno fatto pensare gli avvenimenti del mese, oppure venute alla mente da ricordi lontani.
Tutti gli scritti, però, sono ispirati alla dea chiamata Brevità.
Perché questo cambio di rotta rispetto alle passate edizioni che vanno avanti dal febbraio 2000?
Sono in tanti a scrivere e commentare i fatti correnti.
Aggiungere anche mie parole? Sono proprio necessarie? Non credo
È stato detto che la carta è stanca. Ma anche altri supporti.
Non voglio, almeno qui, aggiungere nuovi sfinimenti a quella tombale spossatezza.

 

 

 

 


Nel paragrafo d’apertura di questa pagina in cui mesi fa presentavo il nuovo formato di queste note decidendo di dare spazio prevalentemente a parole non mie, mi riservavo d’intervenire qualche volta scrivendo in prima persona. È il caso di oggi per due riflessioni.

 

 

 

 

Cineserie.
Serpeggia da qualche tempo fra vecchi e nuovi fascisti ma anche fra anziani e giovani veterocomunisti la favoletta che una dittatura è la forma più adatta di governo. Il grazioso cicaleccio prende spunto da come hanno affrontato il Covid-19 in Cina. Quei buontemponi, però, dimenticano qualcosa.
Il medico Li Wenliang aveva avvisato da Wuhan con largo anticipo il pericolo. Mal gliene incolse. Fu convocato nell'Ufficio di Sicurezza pubblica, dove gli fu chiesto (immagino con grazia e cortesia) di firmare una lettera in cui ammetteva di «aver affermato il falso» e di aver creato «grave disturbo all'ordine sociale». La polizia fece sapere che Li era una delle otto persone oggetto di indagine per la «diffusione di notizie false».
Però poi Li tornò a sostenere le sue idee e stavolta fu arrestato per procurato allarme, accusato di aver inventato qualcosa che non esisteva per spaventare il popolo. Sappiamo com’è andata. Li ci ha rimesso la pelle ucciso dal virus. Da Wuhan si è diffusa l’epidemia e solo allora le autorità cinesi hanno tardivamente preso  i provvedimenti anche con condanne a morte con malcelato gaudio del governatore De Luca che fingendo d’essere spiritoso le definì “strumenti terapeutici”.
Giorni fa le stesse autorità comuniste di Pechino hanno ammesso che il numero delle vittime dichiarate è stato più alto (e di parecchio) di quello comunicato tempo addietro.
Naturalmente, dopo morto, il medico Li Wenliang è stato riabilitato. Si fa così nei regimi totalitari.
Promemoria per gli spensierati fans, rossi o neri che siano, di quanto accade nelle dittature.

 

 

 

 

Nei prossimi mesi nuovi comportamenti s’imporranno necessariamente nel frequentare negozi, treni, aerei, ristoranti, sale cinematografiche, espositive, teatrali, e così via.
Molti hanno prospettato anche un radicale rinnovamento nei rapporti umani, ipotizzando una presa di coscienza su quanto è stato fatto e non era da farsi, un possibile, benvenuto, affratellamento
Credo, invece, che non avverrà. Dopo grandi disgrazie collettive, superato un momento – ma proprio 1 momento 1 – di dolorosa stupefazione, abbiamo sempre ripreso ad azzannarci con buona lena. Gli esempi storici, anche recenti, non mancano. Che cosa è accaduto dopo le stragi della Prima guerra mondiale? E dopo i lager e i gulag? No, indossiamo lo stesso sistema nervoso centrale delle scimmie assassine che ci hanno preceduto. Un’ottima sintesi di quanto penso sta QUI.
(Andare sulla vignetta con uno dei due uomini in mascherina)

 

 

 

 

Dai Tg del 6 marzo 2020.
«Ho parlato con molta gente e ritengo che il numero sia molto al di sotto dell’1%. Molte persone che contrarranno il virus si riprenderanno rapidamente, senza neanche il medico».
Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti.

 

 

 

 

 “Ancor tragico caso è caro oggetto  /  e che spesso l’orror va col diletto”.
 Giovan Battista Marino, versi tratti da “Galeria”.

 

 

 

 

Osterei = Uovo di Pasqua.
Per leggere: CLIC
Giuseppe Manzo su Rieti Life

 

 

 

 

Ricordo una voce poco fa.
“A fare adesso un romanzo tradizionale ha lo stesso senso che conquistare oggi l'Eritrea o fondare la Fiat”.
Alberto Arbasino, (Voghera, mercoledì 22.1.930 – Voghera, domenica 22.3.2020)

 

 

 

 

Un bullo in maschera.
Versi per un beghino: CLIC!

 

 

 

 

È misericordioso, ma se s’incazza, s’incazza.
"E io, Dio, il Signore, prometto che manifesterò la mia potenza contro Edom: sterminerò gli uomini e le bestie, trasformerò tutto il suo territorio in un deserto, dalla città di Teman fino a quella di Dedan, e la gente rimarrà uccisa in guerra come vuole la mia terribile collera; sapranno che cosa vuol dire essere oggetto della mia vendetta. Lo dico io, Dio, il Signore".
Ezechiele 25, 13

 

 

 

 

 

Esco e chiudo. Se qualcuno mi cerca sto al bar (essendo virtuale sta aperto).

   

      


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