L’ospite accanto a me è Edoardo Boncinelli.
E’ professore di Biologia e Genetica presso l'Università Vita-Salute di Milano. E' stato Direttore della SISSA, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, dopo aver diretto il Laboratorio di Biologia Molecolare dello Sviluppo presso il Dipartimento di Ricerca Biologica e Tecnologica dell'Istituto Scientifico San Raffaele di Milano. Fisico di formazione, si e' dedicato allo studio della genetica e della biologia molecolare degli animali superiori e dell'uomo prima a Napoli, presso l'Istituto Internazionale di Genetica e Biofisica (IGB) del CNR, dove ha percorso le tappe fondamentali della sua carriera scientifica, e poi a Milano. E' membro dell'Academia Europaea e dell'EMBO, l'Organizzazione Europea per la Biologia Molecolare, ed è stato Presidente della Società Italiana di Biofisica e Biologia Molecolare. Nel 2005 ha ricevuto l'EMBO Award for Communication in the Life Sciences.
E’ uno dei garanti scientifici del Cicap
Per una dettagliata biografia scientifica, le pubblicazioni, i libri, cliccare sul suo sito web.
I campi di studio sperimentale da lui svolti, tutti attinenti allo sviluppo embrionale, sono andati dalla primissima determinazione dell'asse corporeo alla strutturazione della corteccia cerebrale. Sulla scia di tali studi i suoi interessi culturali si sono andati progressivamente spostando verso le neuroscienze e l'indagine delle funzioni mentali superiori.
L’occasione di quest’incontro che si svolge in quello che i terrestri chiamano aprile 2010, è data dall’uscita del suo più recente libro pubblicato, da Longanesi, intitolato: Mi ritorno in mente.
- Benvenuto a bordo…
- Grazie per l’invito nello Spazio
- Antonella Ferrari e Miriam Mareschi, stellari patronnes del ristorante La Piazzetta del Sole a Farnese, mi hanno consigliato d’assaggiare durante la nostra conversazione nello Spazio questo rosso altoatesino ‘Lagrein Castel Turmhof’ 2006 prodotto dai Tiefenbrunner.
Adesso ascolti: il Capitano Picard è bravissimo, per lodarne la guida, a Roma direbbero “è un bel manico”, però noi nello spazio stiamo, schizziamo ”a manetta”, prudenza vuole che lei trasmetta sulla Terra, come sempre chiedo iniziando la conversazione con i miei ospiti, il suo ritratto… insomma, chi è Boncinelli secondo Boncinelli…
- R - Io sono un amante della Natura che con gli anni si è fatto trascinare dai suoi studi scientifici verso la speculazione, forse, quindi, oggi come oggi sono più un filosofo che uno scienziato.
- Lei, laureato in fisica perché ha poi deciso di passare alla biologia?
- Per quei casi della vita che non sono sempre facili spiegare. Forse perché mi resi presto conto che in Fisica era già stato fatto tanto mentre in Biologia c’era ancora tanto da fare.
- Che cosa principalmente l’ha spinto a scrivere “Mi ritorno in mente”?
- Mi sono occupato già diverse volte della Coscienza che è il problema dei problemi per chi si occupa del cervello. E volevo fare il punto su quanto mi aveva fino adesso impegnato. Penso che non ci tornerò più su questo tema, questo libro mi ha preso tre anni di lavoro.
- Anche in queste recenti pagine si nota una rigorosa, puntigliosa, voglia di mettere in grado chi legge, anche se non addetto ai lavori, di capire quanto viene esposto nelle pagine.
Un giorno lei ha scritto: “Se una scoperta scientifica non può essere raccontata in modo comprensibile non è una scoperta scientifica”. Perché?
- Perché io penso che uno scienziato che ama il suo mestiere vuole fare sapere quello che ha trovato e quello lo ha entusiasmato. E’ un dovere. Personalmente sarà forse anche perché quando parlo mi piace essere capito, mi piace essere seguito e, chissà, anche trascinare qualcuno nella direzione che a me interessa.
- Coscienza è un tema che incrocia (elenco in ordine alfabetico) filosofia e scienza.
Esiste , a suo avviso, un punto d’inconciliabilità tra i due approcci?
- Credo che il modo di vedere di un filosofo e quello di uno scienziato sono talmente diversi da essere sostanzialmente inconciliabili. Quello che, invece, è successo e sta succedendo è che molti dei problemi un tempo appannaggio esclusivo dei filosofi, oggi possono essere acquisiti, anche se non risolti, dalla scienza.
- La razionalità dipende, o è indipendente, dalla coscienza?
- Secondo me, dopo averci pensato tanto, veramente tanto, sono arrivato alla conclusione che la razionalità passa, passa per forza, per la coscienza, percorso così faticoso, così ingrato, perché richiede la capacità di fissare il pensiero su di un determinato argomento per un tempo prolungato e questo ci costa una fatica tremenda
- Una famosa locuzione popolare (“mettersi una mano sulla coscienza”) indica un modo d’essere giusto, comprensivo. Ma la coscienza contiene solo queste lodevoli virtù?
- Il detto si riferisce al significato della parola che riguarda la coscienza morale. Nei miei studi, io non parlo di coscienza morale, ma solo della capacità di rendermi conto di quello che mi accade.
- In un futuro, lontano o vicino che sia, le tecnologie, agite dalle neuroscienze, potranno identificare l’origine della coscienza?
- Io non sono un ottimista, ma come scienziato penso di sì. Certamente non ho la sicurezza, certamente non lo vedrò, ma credo che nel futuro fra quanta - cinquant’anni, almeno qualcosa di simile, si potrà fare.
- Il suo libro si apre con una citazione da “Il mito di Sisifo” di Albert Camus e si conclude con i versi leopardiani tratti da “Canto di un pastore errante nell’Asia”. Due autori non certo ottimisti.
C’è qualcosa che ha motivato questa sua scelta?
- Mah, sia Camus sia Leopardi passano per pessimisti, ma secondo me sono tra gli autori più ottimisti che ci siano in questo mondo.
- E’ d’accordo oppure no su quanto sostiene Freeman Dyson allorché dice che “in un futuro non lontano, e non senza rischi, la biotecnologia diventerà un’attività domestica, condotta con kit biotech fai-da-te così come è successo con i personal computer”?
- Penso che ci sia tanto di vero, anche se fare previsioni è il modo più sicuro per sbagliarle.
- Prima di lasciare i miei ospiti di questa taverna spaziale, li costringo crudelmente a fare una riflessione su Star Trek, non necessariamente elogiativa… che cosa rappresenta quel videomito nel suo immaginario? Ammesso che qualcosa rappresenti, s’intende…
- Io Star Trek l’ho visto diverse volte da ragazzo e mi piaceva. Sono uno che ha divorato anche libri di fantascienza che hanno aperto la mia mente molto più di tanti altri libri.
- Siamo quasi arrivati in un punto dello spazio abitato da alieni che hanno voluto dare al loro pianeta il nome tratto dalle iniziali di uno scienziato italiano: EB… se deve scendere, le conviene prenotare la fermata. Stoppiamo qui l’intervista, anche perché è finita la bottiglia di ‘Lagrein Castel Turmhof’consigliata da Antonella Ferrari e Miriam Mareschi della “Piazzetta del Sole a Farnese … Però torni a trovarmi, io qua sto… intesi eh?
- Lo farò volentieri
- La saluto com’è d’obbligo sull’Enterprise: lunga vita e prosperità!
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