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Segnalato su Webtrekitalia - Portale di cultura Trek

L'ospite accanto a me è Maurizio Zanardi. E' tra i fondatori della Casa editrice Cronopio: www.cronopio.it.
Come sanno i miei avventori, mi occupo volentieri di editori che prima di essere tali, hanno avuto e hanno esperienze anche in altre attività, pratiche e ideazioni.
E' il caso di Maurizio.
Nato a Napoli nel 1954, filosofo, ha partecipato, con Biagio De Giovanni, Massimo Cacciari, Roberto Esposito, alla fondazione della rivista di filosofia "il Centauro", dove ha pubblicato saggi su Agostino, Cervantes, Lutero, Machiavelli, Spinoza. Conclusasi l'esperienza del Centauro, ha lavorato con altri giovani filosofi napoletani sulla questione della "potenza", i cui risultati sono stati pubblicati in un libro edito da Guida.
Nel 1990 ha fondato con Maria Rosaria Alfani e Mirella Bove la casa editrice Cronopio, pubblicando autori quali Laurence Sterne, Philip K. Dick, Juan José Millàs, Jean-Luc Nancy, Alain Badiou, Deleuze, Derida. Ha curato l'edizione di due libri a più voci: "Politica" e "Le lingue di Napoli", editi dalla stessa Cronopio.
L'abbandono della casa editrice da parte delle socie fondatrici provocò una crisi che Maurizio risolse grazie all'aiuto di tanti amici e a un dono di Mimmo Paladino che regalò alla giovane Casa alcune copie autografe di una sua acquaforte ispirata dalla lettura dell'opera di Cortazar "Storie di Cronopio e Fama". Intorno alla sigla editoriale si formò un gruppo di scrittori e traduttori, che col tempo ne divennero soci e tuttora partecipano collettivamente alla definizione del programma editoriale. Qualche mese fa Maurizio ha pubblicato - in un volume intitolato significativamente "Per una filosofia free-lance" - il saggio "Filosofia e metropoli" per discutere i lineamenti della nuova rivista di filosofia che Cronopio stamperà nel corso del 2002.

 

Benvenuto a bordo, Maurizio …
Lunga vita e prosperità, Armando!
Voglio farti assaggiare questo Barbera d'Asti Vigne Muntrivé di Alfiero Boffa…qua il bicchiere…ecco fatto. Adesso ascoltami: il Capitano Picard è bravissimo, per lodarne la guida, a Roma direbbero "è un bel manico", però noi nello spazio stiamo, schizziamo "a manetta", prudenza vuole che tu trasmetta sulla Terra il tuo ritratto…
Alto, grigio, occhi sporgenti. Il resto lo hai già detto tu.
Qual è la linea editoriale, la vocazione, di Cronopio?
Vorrei raccontare com'è nata Cronopio. Credo che sia il modo migliore per comprenderne la vocazione. Nel 1986 mi capitò di inviare un articolo all'"Unità", in cui prevedevo, ma sarebbe meglio dire intuivo o sognavo, la fine dell'Unione Sovietica e un mutamento dell'intero ordine internazionale. L'articolo non fu pubblicato perché ritenuto "non attuale". Ecco, Cronopio nasce a Napoli nel 1990 come casa editrice che tenta di ospitare e promuovere un pensiero, una scrittura, una lingua dell'attualità. Forse, "attualità" non è neanche il termine giusto. Per pensare e dire "ciò che accade" bisogna, infatti, spesso essere inattuali e navigare controcorrente. Per esempio, quando pubblicammo "La comunità inoperosa" di Nancy, il tema della comunità non era all'ordine del giorno. Eppure, oggi non c'è filosofo che non si confronti con la questione della comunità. Così, benedetta quell'intuizione!, siamo giunti alla terza edizione di quel libro. E, per fare un altro esempio, siamo stati i primi ad anticipare la rinascita di Napoli con la pubblicazione nel 1992 de "La città porosa". Ricordo che un anno prima "Stern" aveva dato Napoli per spacciata, pubblicando una copertina in cui su un piatto di spaghetti era poggiata una pistola. Naturalmente, per insistere in una linea editoriale che bada a ciò che accade, bisogna essere assai pazienti e 'credere' che i libri pubblicati troveranno prima o poi i loro lettori. Bisogna avere la presunzione che quel che si pubblica sia destinato ad imporsi. Altrimenti non riesci a 'reggere' la debole risonanza iniziale di scelte in cui credi, le inevitabili difficoltà finanziarie, le pause…Dopo dieci anni di attività posso confermare che molti dei nostri libri non scompaiono dal mercato dopo pochi mesi ma continuano a vendersi, e meglio, nel corso degli anni. Non vorrei fare affermazioni trionfalistiche - alcune scelte, ad esempio, non sono andate per nulla bene - ma il dato significativo è quello che ti ho detto. Del resto, il nostro nome viene da quell'animaletto verde, spinoso e umido, il Cronopio, appunto, inventato da Cortazar e la cui indole è dispendiosa, guascona, tipica di chi non bada troppo alle conseguenze delle sue scelte…
Quale metodo usate per selezionare le proposte che v'arrivano?
Un metodo semplicissimo. In genere, pubblichiamo quello che ci piace, che ci emoziona. Più precisamente: quello che colpisce e conquista la maggioranza dei Cronopi, siamo ben dodici! E' pur vero che c'è stato negli anni un notevole avvicendamento di soci. Dei soci fondatori sono l'unico ad essere "sopravvissuto". Non si è trattato, dunque, di un'esperienza priva di lacerazioni. Ma ora l'assetto di Cronopio mi pare molto "collettivo", per quanto - o forse proprio perché - costituito da spiccate individualità. Non è raro il caso di libri che suscitano il convincimento di tutti, come, ad esempio, la nostra ultima pubblicazione: le bellissime "Incurabili" di Luisa Stella, una scrittrice palermitana di cui sono certo si sentirà parlare. E' entusiasmante per una piccola casa editrice tentare di portare alla luce un talento sconosciuto. Se anche si vendessero poche centinaia di copie, si sarebbe fatta comunque la cosa giusta.
La maggiore colpa dell'editoria italiana, se ne vedi una, s'intende…
Non credere abbastanza nell'intelligenza dei lettori.
Distributori e librai, quali problemi noti?
Si tratta di problemi noti: preponderanza dei grandi editori, ristrettezza degli spazi espositivi, rete distributiva monopolizzata da poche organizzazioni, difficoltà di accesso ai media. Ma nonostante queste notevoli difficoltà, se hai in progetto, se lo segui senza oscillazioni, se hai 'visto' bene, ed è la cosa che conta, uno spazio lo conquisti. Ma devi restare fedele a te stesso, alla tua idea. Ai librai, poi, darei un consiglio: curate maggiormente il pubblico dei lettori "forti". Sono loro che garantiscono al libro una "tenuta" non episodica. Per mantenere un rapporto con questo mondo, sarebbe bene che i librai lavorassero con consulenti capaci di informarli sui mondi sotterranei, i "partiti", gli impercettibili ma decisivi mutamenti della sensibilità nell'universo dei lettori.
Come vedi il futuro del libro alla luce delle nuove tecnologie?
Il rapporto con il libro e il senso stesso del libro sono già profondamente cambiati. Le possibilità della tecnologia intrecciano sempre più scrittura, immagine, suono, voce. Il mio amico Gabriele Frasca sostiene da tempo in casa editrice la "necessità" del ritorno dell'oralità…
…ne ha parlato anche in questa taverna, chi volesse saperne di più clicchi su Gabriele Frasca
Già, ma credo che dalla scrittura non si esca. E, probabilmente, apprezzeremo sempre più nei tempi venturi proprio il carattere fisso, cadaverico, avrebbe detto Platone, della scrittura, la 'lettera' che non risponde, che non si 'smuove', e così ci chiama a uno stile, un'intransigenza, una durezza in tempi di cinismo diffuso e di assenza di "stile".
L'e-book è nei vostri programmi? Credi in una sua affermazione, in tempi brevi, sul nostro mercato?
No, l'e-book non è nei nostri programmi. Francamente, non so se si affermerà sul nostro mercato. Al momento non vedo i segni di una sua possibile affermazione. Comunque, non sono contrario al suo avvento, non avrebbe senso.
Si fanno numerosi gli attacchi al diritto d'autore, non solo i Luther Blisset, i Linux, i Wu Ming, ma di recente anche "Le Monde" ha preso posizione in tal senso. Altri (Eco, Malerba, ad esempio) invece, come sai, lo difendono. La cosa mi rincuora perché io campo pure di Siae e sono interessato…tu che mi racconti?
Come si fa a difendere il diritto d'autore, se è la scrittura che fa l'autore e non viceversa? Un libro "si" scrive passando per un corpo. L'autore è effetto della scrittura. Come potrebbe esserne proprietario? C'è un diritto della scrittura, dell'istanza non-personale che la abita e la sorregge, che va salvaguardato. La potenza della scrittura deve poter circolare nella sua verità. Ossia: non c'è autore che preceda l'accadere della scrittura, non c'è un soggetto che la produca e che possa appropriarsene. C'è bisogno perciò di un comunismo letterario.
Ci sono - soprattutto fra gli autori - molti che sostengono l'incompatibilità fra Arte e Mercato.
L'editoria, come tante altre aree di produzione: dalle arti visive al cinema, al teatro, eccetera, lavora sulla conciliabilità dei due termini. Sono conciliabili? E, se sì, come?
Ma sì. Sono conciliabili, non si escludono. Il fatto è che si possono istituire diverse forme di relazione tra arte e mercato. La forma che m'interessa, perché mi sembra capace di mantenere maggiormente l'editore nella libertà, è quella di non curarsi del mercato nella scelta delle proprie pubblicazioni ma di badare soltanto alla 'necessità', alla rilevanza, alla bellezza, all'intelligenza del libro che si pubblica. Se questo criterio è seguito senza tentennamenti, con radicalità, un editore che non ha grandi mezzi - non mi va di usare l'espressione "piccolo editore" - può conquistare quello spazio di mercato che altrimenti, se seguisse la logica prevalente, non riuscirebbe con molta probabilità ad assicurarsi.
Che cosa suggeriresti - intendo idee pratiche, realizzabili subito - alla Regione Campania, alla Provincia e al Comune di Napoli per sostenere l'editoria che lavora sul territorio?
Innanzitutto, smetterla con gli inviti alla lettura., con la pedagogia del libro, con le iniziative per convincere i giovani a leggere. Non c'è via "statale" alla lettura. Alla lettura, quella guidata dal piacere, ed è l'unica che conta, che "fa" esperienza, che crea un lettore, conduce sempre un amico o un maestro. E un amico di cui ti fidi o un maestro di cui hai rispetto non ti "invitano" a leggere. Piuttosto, ti "forzano" a leggere quel libro, quell'autore e non quell'altro. Un vero amico, un maestro ti indicano anche sempre qualcosa che non vale la pena di leggere. Perché sanno o sentono che gli stili si escludono, sono in lotta tra loro. Ogni vero invito è anche un rifiuto. Ed è per questo che un invito può conquistarti, perché senti che indica "una" via di lettura. Invece, tutte le campagne statali alla lettura, con il loro carico di generica spinta a leggere, sono controproducenti e fallimentari. Regione Campania, Comune di Napoli farebbero bene a favorire la nascita di iniziative nelle quali la lotta degli stili potesse venire pubblicamente alla luce e così favorire la passione della lettura. Da questo punto di vista, la manifestazione "Galassia Gutenberg" è cosa da tempo morta, insignificante. Inoltre, sarebbe necessaria una buona legge regionale sull'editoria, che favorisse i progetti editoriali piuttosto che distribuire finanziamenti a pioggia…
A tutti gli ospiti di questa taverna spaziale, prima di lasciarci, chiedo una riflessione su Star Trek… che cosa rappresenta quel videomito nel nostro immaginario?
Per mia fortuna ho con me il microregistratore dove, da tempo, raccolgo le riflessioni di un giovane cronopiano, Fabrizio Denunzio, invischiato nella fantascienza. Se mi dai qualche secondo, cerco sul nastro qualcosa che possa esserci utile
Vai…
La voce di Fabrizio è gracchiante, lo so, alquanto sgradevole, ma ascolta che cosa dice…
Sentiamo…
…Star Trek nasce come serie televisiva. Importantissimo per le sorti della fantascienza l'anno di uscita:1967. Il genere cinematografico si trova in una situazione di stallo. Dopo essersi concluse le incursioni francesi di Godard (Alphaville, 1965) e di Truffaut (Fahrenheit, 1966), orientate in senso decisamente antitecnologico, e lontane le rivoluzioni digitali di Guerre Stellari che arriveranno solo col genio di Lucas nel 1977 (è necessario ricordare che l'Odissea kubrickiana del 1968 si basava ancora sull'uso sapientissimo di effetti fotografici), spetta all'apparecchiatura televisiva tracciare le coordinate di ristrutturazione delle forme fantastiche. Una riorganizzazione che passa attraverso la consapevolezza di essere sulla soglia, sul limite di ciò che stato (pensiamo alla fantascienza classica di capolavori come "Assalto alla Terra" e all'"Invasione degli ultracorpi") e di ciò che non è ancora (di nuovo Lucas, ma anche lo Scott di "Alien" e di "Blade Runner"). Da qui l'importanza dei viaggi dell'Enterprise: esplorazioni nell'ignoto e nero universo filmico che diventano una vera e propria costruzione dei possibili attraverso cui il cinema fantascientifico deve passare per sviluppare nuove potenze, immaginarie e tecnologiche…"
Sì, la voce di Fabrizio Denunzio è gracchiante ma il suo pensiero no. Ora siamo quasi arrivati a Kronòpia, pianeta di carta abitato da alieni che si ubriacano d'inchiostro resinato…se devi scendere, ti conviene prenotare la fermata. Stoppiamo qui l'intervista, anche perché è finita la bottiglia di Barbera d'Asti Vigne Muntrivé di Alfiero Boffa…
Cronopio, Cronopio!
Ti saluto com'è d'obbligo sull'Enterprise: lunga vita e prosperità!

 

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commenti presenti

prof come vedete vi cerchiamo anche su internet

inviato da Ragazzi del corso C L.S. Arzano NA
 

caro prof trovo molto interessante e valida la sua intervista.Vorrei dirle, però, che la penso sempre anzi ti amo.a posso darti del tu????'chi tace acconsente vero????'(sono spiritosa come te)

inviato da alunna corso c
 

Sei patetico.

inviato da Un tuo alunno.
 

se tutti fossero inattuali e navigassero controcorrente come lei allora si potrebbe sperare davvero in qualche dolorosa verità in più. Ma proprio per questo non è forse meglio seguire la rotta meno insidiosa prima che l'onda ti sbatti via?!

inviato da un alunno
 

prof vorrei dirvi che vi ammiro molto!!!!!!!!!!!!!!

inviato da alunno della 3D L.S. di Arzano
 

ho scoperto qlcs della vostra vita e ke siete orgoglioso di essere l'unico sopravvissuto dei fondatori della cronopia!!!!!!!!!!!!!!!!suggerisca qualke testo da leggere x non essere nullità in un mondo di pecore

inviato da alunn 3 d
 

LeNostreIdeeEranoInsiteInNoiSonoPoiUsciteXalienarsiDaNoiFondendosiConVoiMaAdessoNonVoglionoPiuTormareCammaFa!

inviato da 5C l.scientificoArzano
 

non chiuderti partito nelle tue stanze, ma resta amico dei ragazzi di strada! Majakovsky (come si scrive?)

inviato da collettivo
 

Arte e Mercato. Giusto quanto dice Zanardi "La forma che m'interessa, perché mi sembra capace di mantenere maggiormente l'editore nella libertà, è quella di non curarsi del mercato nella scelta delle proprie pubblicazioni ma di badare soltanto alla 'necessità', alla rilevanza, alla bellezza, all'intelligenza del libro che si pubblica." Giusto. Ma a questo va fatta seguire una cosa che nella piccola e media editoria viene puntualmente trascurata: una buona comunicazione dei propri prodotti. Anche Cronopio pecca in questo. Ho trovato, ad esempio, per caso quest'intervista e sono venuto a conoscenza di Cronopio. Casa editrice dal catalogo eccellente. Ma in quanti lo sappiamo? giorgio dal masso

inviato da giorgio dal masso
 

caro prof lei ke sa tt saprebbe dirci com'è nata la samba?un gruppo di terroristi,presi in ostaggio i prof,disse a noi alunni di nn muoverci altrimenti sareste morti,ed è così ke nacque la samba.noi siamo contenti ke lei sia sopravvissuto x renderci meno DEMENTI e MALEDETTI su qst mondo!!!2 alunne

inviato da alunne
 

Io spero che a Napoli (soprattutto in provincia) rinasca tra i giovani il bisogno di leggere. Ma come dite voi, professore, ci occorre qualcuno che ci spinga a farlo e ci guidi sulle letture più giuste per noi. Io forse sono fortunata, visto che ho un istinto, o meglio una "fame" che mi spinge a leggere. Lo dimostra il fatto che un pomeriggio ho preso dallo scaffale "Il rosso e il nero" di Stendhal e l'ho praticamente divorato (anche se in un mese...dato che era di 75 capitoli e avevo tantissimo da studiare). Volevo ringraziarvi tanto professore, perchè siete stato voi, inconsapevolmente, a far nascere in me questo bisogno di cultura. Avete acceso in me un amore, già latente, per la letteratura e la filosofia. La filosofia mi accompagna quotidianame ora....così come ho sempre in cartella la "Conphessio philosophi" di Leibniz (anche se l'abbiamo finita da tempo e la porto addirittura quando non c'è l'ora di filisofia). Voglio dirvi che semplicemente vi adoro e che mi rattrista vedervi andare via....avrei voluto tanto stringervi la mano almeno una volta, ma non è ho avuto occasione. Mi sarebbe tanto piaciuto, poi, essere una vostra alunna....fortunato chi lo è stato! Ora ho l'ossessione di cercarvi anche in Internet (lo domistra il fatto che sono qui). Vi ringrazio ancora e spero di incontrarvi di nuovo. P.S.: sto scrivendo una storia, forse un giorno potrei farvela leggere (se mai ci incontrassimo).

inviato da Alunna del liceo scientifico
 

sono una vecchia allieva del prof del liceo pansini....sono capitata per caso sul sito e ho letto l'intervento....non c'è dubbio che si assiste sempre più ad una canalizzazione della cultura in condotti forzati e direi alle volte massificati, ecco perchè noto che da un po' di tempo molte persone si rifugiano in rete, su blog, siti e in community, dove si verifica una circolazione della cultura rapida e multiforme e soprattutto nell'espressione delle idee si è assolutamente privi di sovrastrutture.comunque volevo approfittarne per salutare il prof.ho fornito l'indirizzo del mio blog dove si può intervenire quando si vuole su ciò che si vuole.sostanzialmente questioni politiche, di costume e società. grazie adriana galli http://adrygalli83.blog.kataweb.it

inviato da adriana galli
 

nel suo voluto distacco e nell'inconsapevole avvicinamento ci è riuscito a "domare",a renderci consapevoli della nostra ignoranza..ci ha fatto assaporare il vero sapere!...poi però ci ha abbandonati...lasciando solo nei più tenaci e ambiziosi la voglia di continuare!le porgo i miei codiali saluti

inviato da 4d
 

SEI UN FALLITO...ORGOJOSO PRESUNTUOSO... BASTA NN VEDIAMO L'ORA KE VENIAMO LIBERATI DA QUESTA SUA ARROGANZA...DV FINI' QUEST'ANNO..

inviato da ALUNNO SCIENTICIKO GALILEI IVC
 

Forse tra i professori, lei è uno dei più in gamba, a differenza del commento precedente, fatto da non sappiamo chi per evolverlo contro la 4c. Vi ammiriamo risettiamo il vostro lavoro e speriamo di essere abbstanza MALEDETTI per essere ancora vostri alluni, by 3 e 4 C del Liceo Scientifico Galileo Galilei

inviato da Ragazzi di 3 e 4 C
 

ho avuto poco tempo a disposizione per riuscire ad imparare molto di più da lei... ma leggendo poche righe sulla sua vita mi accorgo che ci sarebbe stato davvero tanto da apprendere!!!!!!!!!! le auguro il meglio!!!!!

inviato da ex alunna
 

heilà prof a qanto pare molti alunni vi ammirano e vi cercano perfino su internet,siete diventato la loro "persecuzione". cmq sn contento ke rimanete un altro anno qi con noi,anke perkè credo ke IN FONDO IN FONDO(ma proprio in fondo)anke voi siete un po contento di restare con noi.Apprezzo molto il vostro modo di fare,anke xkè riuscite a rendere partecipi tutti anke in materie un po ...ehm cm dire ...pallose;a volte discutendo di argomenti sempre attuali ma un po + profondi.siete proprio un prof in gamba,da lei c'è sempre da imparare. P.S. bellino qel gioketto con le penne nel video [lol]

inviato da Axos
 

Caro professor Zanardi, premetto ke il mio carattere orgoglioso e presuntuoso difficilmente e' in grado di elogiare una persona... le voglio far capire quanto, almeno per me, lei è stata una persona fantastica... è riuscito a farmi piacere in un certo senso la storia, sono riuscito a capire qualcosa in piu' di poltica e non solo... gli argomenti che abbiamo affrontato sono stati tanti... quello che alla fine sono giunto a pensare è che uomini come lei, sono sprecati in una scuola... vedo la politica italiana in un degrado totale con politici al governo che non sanno nemmeno loro su quale fronte stare... e poi 3 volte a settimana incontro quest'uomo, di saldi principi, forte personalità, buttato in una scuola per insegnare una materia a dei ragazzini come noi... non la dimenticherò mai... e' vero è passato un anno con lei, ma gli insegnamenti che mi ha dato sono infiniti... spero di fare un ottimo esame di storia per darle un bellissimo schiaffo morale nonostante il mio 4... arrivederci

inviato da ALUNNO VF GALILEI
 

caro prof un forte abbraccio da alfonso e renato, i suoi affezionatissimi laperIuta :)

inviato da alfonso
 

tra i tanti accidenti della mia vita,lei è stato di sicuro il meno contingente ed il piu necessario..continuo ossimoro..

inviato da genni
 

Egregio Prof. Zanardi, non sono mai stato suo allievo, ma dai racconti di un pò tutti i miei amici e compari della sua sezione forse ho imparato a conoscerla.. al punto tale che la ritengo senza dubbio una persona di una notevole cultura ma anche una persona molto superficiale e priva di giudizio. I suoi metodi non mi sono mai piaciuti; navigare controcorrente significa portare avanti una morale propria forse non condivisibile dai più ma nn per questo i più sono disprezzabili come lei ci ha più volte dimosrato. Proprio per questo non posso renderla totalmente degno della mia stima, quella è riservata a persone ponderate ma soprattutto non arroganti. Per quel che concerne l'intervista.. carina ma da lei mi aspettavo molto di più, certo portare avanti la scommessa di una piccola casa editrice, soprattutto da solo , è stato ammirabile, ma comunque i suoi discorsi sono per lo più volti a tirare acqua al suo mulino.. e lo spirito controcorrente?? Lei a questo punto mi sembra mooolto uniforme ai su citati più. L'articolo dell'unità del 1986 in cui prevedeva un cambiamento internazionale?? poteva evitare anche questa... inutile vanto. Comunque complimenti alla fine devo dire che una persona come lei o si ama o si odia, questo dimostra una notevole fermezza di carattere.. Spero Tutto il bene per la sua casa editrice e per il suo futuro da scrittore (o filosofo?? si decida) La ringrazio per la cortese attenzione se pur mai c'è stata e anche se so sicuramente che tale commento non sarà preso nemmeno in considerazione volevo dirle , nel caso di una sua fugace lettura, non sarà sempre lei a guardarci dall'alto.. Saluti.

inviato da Uno che nn ha mai avuto la fortuna o sfortuna di e
 

Professore non sono bravo con le parole e questo spiega il mio 5 scarso in italiano... ma volevo dirle che in quest' anno ho imparato cose che non avrei mai immaginato e non mi riferisco solo alla filosofia e alla storia!!La volevo ringraziare di questo "aiuto" e le dico che un giorno o l' altro la sorprenderò e riscatterò la mia persona...!

inviato da
 

Forse capirà chi sono... Devo dirle che a differenza di quanto possa sembrare, riesco adesso a focalizzare con più giudizio su molte cose, cose del mondo quotidiano. Questo lo devo a lei e alla mia ragazza. Dico lei perchè è stato in grado di aprirmi la mente e di farmi scoprire cose che altrimenti avrei tralasciato senza pensarci più volte. E qui che spero sempre in lei, che mi ha dimostrato che l'unica occasione per brillare lo si fa sorgendo dalle ceneri. Spero ancora in voi, e credo che meritiate veramente tanto, perchè ci ha dato qualcosa, e ha ancora m,olto da dare, da farci capire. A differenza di gente che non fa che buttarsi dietro tutto senza ascoltare. Scappa dalle difficoltà scappa dalle debolezze, senza affrontarle, ma soccomberà. lei mi ha insegnato che non è assolutamente il concetto di "scappare" che ci salva, ma affrontare gli ostacoli. Grazie di tutto, spero di poter avere un po' di fede. Grazie prof. Zanardi

inviato da Alunno galilei
 

Lei è un grande prof. Grazie per avermi insegnato e avermi fatto scoprire la vera bellezza , quella dimenticata e nascosta ma possiamo ancora ritrovarla ... nella filosofia ! Ho imparato ad apprezzare e persino amare questo mondo(filosofico) , alle volte così controverso e pesante per noi studenti. Ho imparato a filosofeggiare , ho imparato l'importanza di pensare con la mia testa senza farmi condizionare da nessuno. Le devo molto. Con affetto , una sua allieva :)

inviato da G.M.
 

Zanardi con le sue parole riusciva a farti innamorare delle sue lezioni...una persona dal carisma e cultura elevatissime

inviato da Mazzini 5b
 

 

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