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L’ospite accanto a me è Antonio Rizzo.
Qualche cenno biografico: e' professore ordinario presso l'Università di Siena, dove insegna Scienze Cognitive e Progettazione di Sistemi Multimediali; dirige il Corso di Laurea Specialistica in Design di Ambienti per la Comunicazione.
Laureato in Psicologia Sperimentale presso l'Università di Roma La Sapienza ha svolto periodi di studio all'Univeristà di Manchester, UK (Research Fellow),  all'Università della California San Diego, USA (MacArthur Scholarship), University College of London, UK (Honorary Reserch fellow).
I suoi principali interessi di ricerca riguardano, in ambito teorico, il ruolo degli artefatti nella definizione dei processi cognitivi umani e, in ambito pratico, il Design dell’Interazione.
In tali settori svolge attività di ricerca finanziata da enti pubblici e privati.
E’ presidente dell’Accademia Ars Nova delle Arti e Scienze Digitali della Città di Siena.

 

Benvenuto a bordo…
Salute a voi, navigatori dello Spazio.
Nicola Batavia, chef e patron del ristorante 'L Birichin di Torino mi ha consigliato d’assaggiare durante la nostra conversazione nello Spazio questo "Rosefiur" doc 2006, aggiungendo in un messaggio inviatomi in Spacefax alcune sue parole … leggo… “E’ un Brachetto secco di Ermanno Costa. Nella mia cucina lo abbino al pesce ‘caponata di ricciola in millefoglie’. E’ un vino che ha dei profumi di bosco piacevolissimi. Ottima struttura”.
Fin qui Nicola Batavia… qua il bicchiere.
Grazie.
Adesso dimmi quali sono le finalità dell’Accademia Ars Nova
Scopo di Arsnova Accademia per le Arti e le Scienze Digitali, nata nel 2000, è lo studio, la diffusione e la promozione della conoscenza nei settori dei nuovi media e dei motori scientifico-tecnologici, in tutti i campi di applicazione con particolare attenzione ad arte, architettura e design  in una logica di sostenibilità globale.
Come cambiano i modi di percepire il mondo nell'era telematica?
Il nostro cervello si è evoluto per permetterci di esperire sin dalla nascita una realtà esterna fatta di oggetti, altre menti, un tempo continuo ed una causalità basata sull’esercizio di forze. Questa realtà è stata alla base, con le dovute differenze, della visione del mondo sia della filosofia di Aristotele che della filosofia naturale di Newton. Dall’inizio del XX secolo grazie alle nuove teorie sulla struttura della materia e sul funzionamento del sistema nervoso umano è stato possibile costruire una visione del mondo e della nostra relazione con esso profondamente diversa.
Come è accaduto?
E’ avvenuto perché al tempo stesso le conoscenze che abbiamo prodotto ci hanno permesso da un lato di reificare ed articolare le nostre costruzioni della realtà in luoghi e modi prima inimmaginabili (ad esempio tutti i mezzi per la comunicazione e i loro linguaggi), e dall’altro di iniziare in maniera più o meno deliberata un processo che ci porterà a trascendere il modo in cui costruiamo la nostra interazione con il mondo fisico e delle altre menti.
Quali influenze si registrano in particolare nelle arti?
L’arte occidentale ha seguito un percorso analogo (ma bisogna distinguere tra arti a base referenziale quali la scrittura ed arti a base non referenziale quali la musica): il XX secolo ha fatto da spartiacque tra la rappresentazione del mondo materiale e spirituale e la rappresentazione della nostra interazione con il mondo. Nel secoli scorsi l’arte ha in molti casi creato o anticipato con brillanti intuizioni nuovi modi di costruire o articolare la nostra percezione del mondo, nel XXI secolo per poter continuare ad occupare il loro posto di frontiera le arti, referenziali e non, devono padroneggiare la conoscenza scientifica ben al di là di quello che attualmente fanno.
Rischi ce ne sono?
ll rischio nel medio termine è di diventare didascaliche rispetto ai fenomeni di costruzione della realtà: semplici croniste estetiche del tempo vissuto.
Siamo quasi arrivati a Ryzzo X , pianeta abitato da alieni che hanno tutti frequentato l’Accademia Ars Nova… se devi scendere, ti conviene prenotare la fermata. Stoppiamo qui l’intervista, anche perché è finita la bottiglia di “Rosefiur” consigliata da Nicola Batavia patron e chef del ristorante ‘L Birichin di Torino… Però torna a trovarmi, intesi eh?
Certamente. A presto.
Bene, ti saluto com’è d’obbligo sull’Enterprise: lunga vita e prosperità!

 

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