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Segnalato su Webtrekitalia - Portale di cultura Trek

L'ospite accanto a me è Fabrizio Bellavista. Pubblicitario. Per intenderci sul breve. Tale dizione difatti merita ampliamenti poiché Fabrizio è uno studioso e sperimentatore di linguaggio. La cronaca - nera o rosa, fate voi - riferisce che ha frequentato il Triennio alla Scuola Civica del Cinema di Milano, ha fatto video-art, ha lavorato con Enzo Mari e mai con me, e seguito i percorsi formativi di Edward de Bono, Paul Watzlavitch, Olga Nardi, Sandra Mazzucchelli, Emilio Paret. Nel 1993 fonda la rivista "Art" che riflette sulla creatività.
Molti i clienti illustri che bussano alla sua porta (e lo sciagurato rispose) per giovarsi della sua arte: dalla Coop alla Heineken, da Tecnocasa a Fiera Milano International, ad altre ancora, l'elenco è lungo e la mia voglia di lavorare corta.
Ha pubblicato on line nel 1999 il pamphlet elettronico "Pensare connessi".
E' co-fondatore della newsletter "Carroll's Barbecue" http://www.segnaletica.sinp.net/carrolls.html della quale con Marco Poltronieri guida le uscite.
Altre sue iniziative sul web: progettazione del sito www.advertiser.it che si fa notare per l'utilizzazione della psicolinguistica; promotore del "Premio Cultura di Rete"; ha attivato un laboratorio di ricerca sulla comunicazione emozionale: http://www.metalinguistic.com
Altri links che illustrano le gesta del Nostro
http://www.affisch.org , http://www.windpress.it , http://www.01net.it
Con Fabio Colacchio, e siamo al gennaio 2004, ha pubblicato: "Idee", la creatività attraverso le parole di 116 pubblicitari fra i quali, ne cito solo alcuni, troviamo: Pasquale Barbella, Klaus Davi, Edward de Bono, Massimo De Nardo, Michele Gottsche, Emanuele Pirella, Milka Pogliani, Gavino Sanna, Annamaria Testa. Casa editrice: Finedit Italia; per informazioni: www.advertiser.it
Può bastare? Sì, per oggi direi di sì.

 

Benvenuto a bordo, Fabrizio.
Oucht! Che botta.sempre basse queste astronavi!!! Caro Armando, sono un po' agitato: le navi, le astronavi e le innovazioni mi mettono in genere di cattivo umore.che vorra' di'?
Non saprei.proverò a chiederlo al mio vinaio di fiducia. A proposito, voglio farti assaggiare questo rosso "Sinsäl" Gutturnio Superiore Doc Colli Piacentini prodotto da Enrico Sgorbati.qua il bicchiere.ecco fatto. Adesso ascoltami: il Capitano Picard è bravissimo, per lodarne la guida, a Roma direbbero "è un bel manico", però noi nello spazio stiamo, schizziamo "a manetta", prudenza vuole che tu trasmetta sulla Terra, come sempre chiedo iniziando la conversazione con i miei ospiti, il tuo ritratto. interiore.insomma, chi è Fabrizio secondo Fabrizio.
Un inizio in salita, dunque. Beh, mi lancio: brutto dentro e fuori, continuamente scontento, egoista, con un senso del fallimento costantemente in pole position, confuso (ma infelice), senza memoria, senza futuro, senza mani..cerca ragazza giovane, alta, bellissima, profondamente colta, occhi azzurri, 2 lauree, educazione di stampo anglo-indiano, possibilmente videoartista: sono gradite inclinazioni sado/maso.
Ora i miei avventori ti conoscono meglio, e fremono per sapere da te una cosa.
Laurie Anderson canta "Language is a virus" citando William Burroughs che diceva "Il linguaggio è un virus venuto dallo spazio". Segue, quindi, una domanda acconcia in un viaggio spaziale: sei d'accordo con quella definizione? E, se si, qual è oggi la principale insidia di quel virus?
Assolutamente sì, il linguaggio è un virus (come noi tutti siamo delle "morbide macchine") e tutto il marketing relazionale di etichetta "virale" è una tardiva scoperta delle vere origini della comunicazione: TARDIVA, ecco una parola che potrebbe riassumere lo sviluppo della comunicazione negli ultimi due secoli: chi preme sul pedale del freno?
Riguardo all'insidia/opportunità che ci è concessa, la via maestra a mio avviso è quella della comprensione dei koinemi originali: i testi religiosi hanno un alto contenuto di "o" e "u", la lettera percepita come più luminosa è la "i" per il 93%degli individui", la più maleodorante è la "u" per circa il 75%, la consonante A è legata al rosso e il Caldo è Rosso per il 98%, il Relax è Verde, con una musica a 30 battute/minuto per circa il 97% degli Individui mentre l'Eleganza è Blu per il 96%, eccetera.
Ma una piccola in/insidia c'è ed è il linguaggio "ad encefalogramma piatto": notte/giorno, uomo/donna, bianco/nero, caldo/freddo....nel sottile alternarsi del bene/male che unisce tutte le azioni terrene (se non comprendi scrivi a: Spett. Tao, via del Broccato di velluto....) dolce e gabbana c'entrano?
Non saprei.proverò a chiederlo al mio vinaio di fiducia. In quale delle aree espressive - arti visive, letteratura, fumetto, video, musica, web-art, etc. - credi che ci siano oggi i lavori più interessanti nella sperimentazione di nuovi linguaggi?
Senz'altro nella free-web-art. Anche qui un problema/problemino: se Fura dels Baus fa uno spettacolo interattivo con collegamenti on line e via SMS sul marchese (quasi) divino e, poi, toglie ogni tensione o estremizzazione del dolore, chi si diverte più?
Ecco, va tutto bene ma sù un po' di vita, diamoci dentro con il peperoncino condito con molto, anzi moltissimo mistero. Mi raccomando: celate, celate, celate. Gli oggetti del desiderio, sono ormai stanchi e depauperati da migliaia di sguardi spenti e di flash fotografici. Nascondiamo l'oggetto del desiderio, ha bisogno di ricaricarsi.
Comunque se cerchiamo a livelli più profondi, è nelle neuroscienze che troveremo particolare sostegno.(senz'altro quest'ultimo pensiero farà rizzare il capelli a moltissime persone che, non contenti delle crociate - a ridaieeee con la caccia all'untore, demonizzano troppo spesso il futuro e l'innovazione.
Parliamoci chiaro: se ci fosse ancora l'inquisizione ci sarebbero più programmatori e innovatori che poeti e comunisti a bruciacchiare sui roghi.o no?
Non saprei.proverò a chiederlo al mio vinaio di fiducia.
Però! Che enciclopedico 'sto vinaio tuo!
Internet, nuove tecnologie, letteratura.quale differenza vedi tra testo scritto e ipertesto?
Ho sempre pensato che il procedere dell'ipertext che si esprime a "finestre" sia congenito e funzionale al pensiero e in particolare alla creatività, come se ne fosse una sua eclatante simbolizzazione. Cioé, abbiamo sempre iper-pensato: per una combinazione meramente rappresentativa-temporale, ce ne siamo accorti solo attorno agli anni '60. In sintesi: esiste solo l'iper-testo.
La fotografia è un mondo che pratichi. Presto i telefoni cellulari faranno ed invieranno fotografie digitali. Le e-mail saranno accompagnate da immagini e suoni. L'unione di tre media (foto, musica, comunicazione scritta) quale influenza potrà avere sul linguaggio dell'immagine fotografica?
E' il tormentone del momento e mi sembra di non aver nulla di interessante da aggiungere al già detto: ricordo solo che, nella memorizzazione, l'immagine ha un'efficacia 70 mentre la parola scritta solo 30.e, per accrescere il caos, aggiungo questo pensiero dell'insostituibile Oscar Wilde, tratto da "Penna, matita e veleno: "In un'epoca molto arida e pratica, le arti non si ispirano alla vita, bensì le une alle altre". Rincominciamo tutto d'accapo? Torniamo a gridare: no foto, no foto, FOTO RUBA ANIMA!!!???
Cartelloni, insegne, vetrine, giornali, tv, la pubblicità condiziona il nostro sguardo.
Ricordo un profetico libro di Lamberto Pignotti , "PubbliCITTA'", che pubblicato nel 1974 è ancora attuale nel suo approccio semiologico. Ma che cosa è cambiato da allora nella comunicazione pubblicitaria?
Non mi ricordo questo libro e me ne dispiace ma ti do qualche dato per cogliere l'enorme cambiamento a monte della comunicazione commerciale: il numero dei prodotti in circolazione in una città media europea è salito, dal dopoguerra a oggi, dai 300.000 articoli fino alla cifra di circa 1 milione e mezzo; e ancora: i modelli di automobile disponibili nel 1980 erano 520 mentre oggi sono più di 2000, con un incremento pari al 300%. Invece, gli spot mandati in onda quotidianamente in Italia sono circa 2500 con una memorizazione libera attorno a tre/sei marche.
Facciamo un gioco: pensate, in 30 secondi, di quanti spot vi ricordate la storia e la loro marca. Pronti? Via!
Una pubblicità in Internet che funzioni veramente non è ancora stata inventata. Così dicono alcuni pubblicitari. E' proprio così?
Una risposta che arriva da lontano: nei progetti internet, spesse volte, si sente la mancanza di un vissuto metabolizzato, dell' "Essere Connessi": riuscire a vivere questo stato mentale è la prerogativa per una gestione creativa (quindi efficace) di ogni azione in rete. Da qui una riflessione doppia sulla tua domanda:
- Ogni processo innovativo richiede tempo per essere metabolizzato in profondità: l'"Essere connessi" è una rivoluzione di forte impatto innanzitutto verso il nostro modo di vivere, poi nella progettazione di qualunque azione di comunicazione. All'apparizione dei primi taxi in Europa, la gente litigava spesso su chi doveva salire; all'apparizione dei taxi in Turchia, la gente saliva collettivamente fin che ci stava.
- Quali sono gli ingredienti di un buon advertising in rete? Sincerità con il cliente e feeling con il medesimo: insomma è determinante instaurare un rapporto trasparente "a tre" fra il cliente, il comunicatore e il consumatore finale. Il "banner grattacielo" piuttosto che il "popup" rivestono un'importanza relativa e meramente strategica.
Kevin Roberts, amministratore delegato della Saatchi & Saatchi, a Cambridge dove insegna sostiene che i marchi sono in crisi, il brand muore, quello che conta sono gli stili di vita. Il brand era costruito sul concetto di superiorità: macchina più veloce, telefonino più leggero, lana più morbida, eccetera. Ora è il momento del "lovemark" fatto di tre componenti: mistero, sensualità, intimità.
Fin qui Roberts. Su questo tema vorrei che tu dicessi qualcosa.
Con l'occasione della citazione di Roberts, entriamo nell'area della comunicazione emozionale.
Riflettiamo su quale sia il codice di sopravvivenza di un prodotto (un codice inscritto nel proprio DNA come in un essere vivente): farsi vedere, lottare per affermarsi nel gruppo e conquistarsi la possibilità di sopravvivere. In una società complessa, ci troviamo di fronte ad un numero di competitors sempre maggiore e più evoluto ma anche sempre più standardizzato: come fare ad uscire fuori da questo "brodo spersonalizzante"? Scegliendo di comunicare i valori della marca in modo coerente in ogni suo step, in modo che vengano recepiti in modo chiaro e veloce. Ogni marca per il suo vissuto, per le persone che vi hanno lavorato, per il periodo storico in cui è esistita, per il tipo di produzione, per la sua posizione nei riguardi dell'ambiente e, determinante, per il suo koinema, rappresenta ai nostri occhi (meglio al nostro cervello) una serie di tratti evidenzianti che vivono anche nella nostra parte emotiva. Ecco allora la comunicazione emotiva, l'emotional marketing del logos (definito da Roberts, in modo impreciso e riduttivo, "lovemark").
A tutti gli ospiti di questa taverna spaziale, prima di lasciarci, infliggo una riflessione su Star Trek (non necessariamente elogiativa).che cosa rappresenta quel videomito nel tuo immaginario?
Ecco, lo sapevo che c'era la fregatura! Ora, se ti dico che non ho mai visto Star Trek, non pubblicherai l'intervista e non mi spedirai la pastiera come mi avevi promesso.
Siamo quasi arrivati a Bellavista, pianeta che gira su se stesso nel tempo di 30" quanti ne occorrono per proiettare uno spot, abitato da alieni i quali si nutrono di prelibati testi che usano cuocere su di uno strumento agravitazionale chiamato Carroll's Barbecue.se devi scendere, ti conviene prenotare la fermata. Stoppiamo qui l'intervista, anche perché è finita la bottiglia di "Sinsäl" Gutturnio Superiore Doc Colli Piacentini prodotto da Enrico Sgorbati.Però torna a trovarmi, io qua sto.intesi eh?
Mi sembra di capire che devo tornare a riva nuotando nell'iperspazio perché non hai il canottino-navicella per l'attracco: nuoto abbastanza bene ma, appesantito da tutto questo sfoggio di "io", rischio di naufragar. E per finire? Eccoti una citazione del creativo romano Ferri che vado a ripetere spesso: "Il villaggio globale? Bellissimo ma chi è il capo villaggio"?
Aloha a tutti.
Ti saluto com'è d'obbligo sull'Enterprise: lunga vita e prosperità!

 

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