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Segnalato su Webtrekitalia - Portale di cultura Trek

L’ospite accanto a me è Andrea Franceschetti. Studioso di comunicazione, si occupa di uffici stampa per la promozione di eventi culturali. Il suo più recente impegno: l’edizione 2002 del Premio Pieve per i Diari giunto al suo 18° anno.
A Pieve Santo Stefano esiste l’Archivio Diaristico Nazionale www.archiviodiari.it che ha il merito di raccogliere scritture di autori di ieri e di oggi, rigorosamente non famosi, collezionando testi di rara forza che spesso confinano con le arti visive, come, ad esempio, il famoso diario della contadina Clelia Marchi redatto a mano su di un lenzuolo matrimoniale. Ma ci sono anche altri casi.
Da qualche anno, Nanni Moretti, entusiasta di quei testi e dell’iniziativa che li storicizza, produce documentari su quelle pagine che hanno trovato a Pieve la dimora che meritano.
Spesso a scrivere sono persone anziane, non di rado semianalfabete, ma mentre leggevo quegli scritti esposti e assistevo alla proiezione dei film loro dedicati mi veniva di pensare che il vero ospizio della scrittura è rappresentato da tante nostre case editrici che ospitano tanti romanzieri professionisti – quelli sì – derelitti della letteratura, penosi casi d’inchiostro versato invano.
L’edizione 2002, ha avuto un grande successo ed ha visto anche un’affluenza notevole di pubblico. E’ stata promossa dal Comune di Pieve e sostenuta dagli Assessorati alla Cultura della Provincia di Arezzo e della Regione Toscana, con la partecipazione della Banca Toscana e di altre sigle ancora; edizione guidata da Luca Ricci nel suo aspetto editoriale e visivo, ottimamente organizzata da Loretta Veri e, naturalmente, s’è avvalsa della direzione di Saverio Tutino che dell’iniziativa è il fondatore.
A Nanni Moretti è stata conferita dalla Giunta Comunale, guidata dal Sindaco Albano Bragagni, la cittadinanza onoraria di Pieve Santo Stefano. Di tutto il resto ne parlerò con l’amico Franceschetti.

 

Benvenuto a bordo, Andrea…
Bentrovato e grazie, grazie davvero, per la cortese presentazione e la gentile ospitalità offerta all’Archivio dei Diari a bordo dell’Enterprise. Lo sguardo acuto d’aquila che gettate nel cosmo da questa nave durante le vostre peregrinazioni galattiche ha fatto sì che non vi sfuggisse una realtà terrestre particolare e curiosa a tal punto da poter essere definita unica. L’Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano, appunto, casa della memoria dal 1984, fondazione che accoglie, da diciotto anni a questa parte, le storie di vita degli italiani, i racconti di sé, i diari (scritti giorno per giorno), le memorie (che ripercorrono a posteriori un periodo della propria vita) e gli epistolari (gli scambi di lettere). Le storie individuali, quelle con la “s” minuscola, che fanno la Storia con la “S” maiuscola, tutte conservate nella valle della memoria, la Valtiberina toscana, la prima conca disegnata dal Tevere appena disceso dal monte Fumaiolo.
Voglio farti assaggiare questo rosso "Sinsäl" Gutturnio Superiore Doc Colli Piacentini…qua il bicchiere…ecco fatto.
Adesso ascoltami: il Capitano Picard è bravissimo, per lodarne la guida, a Roma direbbero “è un bel manico”, però noi nello spazio stiamo, schizziamo ”a manetta”, prudenza vuole che tu trasmetta ora sulla Terra un tuo vaticinio su come un giorno i terrestri ricorderanno l’Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano…
La memoria dell’Archivio della Memoria non si perderà mai e giungerà alle soglie della non auspicabile ma più che probabile massima entropia del mondo. I terrestri parleranno e scriveranno di sé, continueranno a farlo e continueranno ad avvertire il bisogno di farsi ascoltare da qualcuno. Come ci insegna infatti Saverio Tutino, ideatore di questo fertile vivaio della Memoria, le storie di vita non si leggono, ma si ascoltano. A Pieve Santo Stefano esiste un luogo, anzi, “il luogo” deputato alla conservazione e all’ascolto delle storie di vita, e finché ci sarà vita sulla terra ci sarà chi vorrà raccontarla (con tutta la forza della sua straordinaria quotidianità) e chi vorrà sintonizzarsi sull’ascolto di un tanto ordinario quanto originale racconto.
Ricorda ai miei avventori più distratti, come e quando nasce l’iniziativa. Dai suoi primi animatori all’interesse suscitato in Nanni Moretti…
Correva l’anno 1984 quando Saverio Tutino, celebre giornalista e scrittore, decise di rivolgersi a tutti gli italiani, attraverso una serie di appelli pubblicati sui maggiori quotidiani nazionali, invitandoli ad inviare i loro diari, le loro autobiografie, le loro lettere a Pieve Santo Stefano, ribattezzata da quei giorni “Città del Diario”. Il settembre 1985 salutava la prima edizione del “Premio Pieve – Banca Toscana”, dedicato da 18 anni al racconto in piazza delle dieci storie di vita più interessanti giunte a Pieve. Una media annuale di 250 testi autobiografici spediti alla Fondazione Archivio Diaristico Nazionale; un totale di 4300 fra diari, memorie ed epistolari; una trentina di testi dell’Archivio pubblicati per i tipi dei maggiori editori italiani (Giunti, Baldini e Castoldi, Mursia e infine Terre di Mezzo, dallo scorso anno editore ufficiale dell’Archivio dei Diari); 80 tesi di laurea di approfondimento filosofico, antropologico, linguistico, storico, sociologico, psicologico; una rivista semestrale dal titolo “PrimaPersona – Percorsi Autobiografici”; 2000 fra pezzi pubblicati e passaggi televisivi su quotidiani, periodici e canali locali, nazionali ed esteri.
Un giorno, poi, è passato di lì Nanni Moretti.
Si è lasciato incantare dalla scritta a grandi lettere nere su sfondo giallo scolpita sul cartello all’ingresso del paese: “Città del Diario”. Dal 2000, Moretti sceglie storie di vita conservate presso l’Archivio e le trasforma in straordinari mediometraggi, presentati nel settembre 2001 alla mostra del cinema di Venezia e nell’agosto 2002 al festival del cinema di Locarno. “I Diari dell Sacher” sono già 11, e la Sacher Film di Moretti e Barbagallo, ne produrrà 4 ogni anno. Al Sindaco di Pieve Santo Stefano, Albano Bragagni, è parso doveroso conferire la cittadinanza onoraria della Città del Diario a colui che tanto ha valorizzato l’Archivio di Pieve Santo Stefano garantendogli, nell’ultimo biennio, vetrine e ribalte internazionali. Cittadinanza onoraria che, come hai ricordato tu prima, è stata conferita a Nanni Moretti domenica 15 settembre 2002, nella piazza in cui erano state da poco raccontate le dieci storie di vita finaliste della diciottesima edizione del “Premio Pieve – Banca Toscana”. Un Comune a maggioranza di centro-destra che conferisce la cittadinanza onoraria a Nanni Moretti, all’indomani del mega-girotondo romano anti-governo: mi pare un bell’esempio di come, all’insegna della cultura, dello spettacolo e delle storie di vita, si possano abbattere anche gli steccati della politica.
A proposito di Moretti, da tempo produce documentari su alcuni autori di Diari…quale circuito hanno questi lavori? Ed è possibile a visitatori interessati vederli recandosi presso l’Archivio di Pieve Santo Stefano?
I documentari prodotti da Nanni Moretti e denominati “I Diari della Sacher” saranno trasmessi in autunno da TelePiù e nella primavera 2003 da RaiTre.
Presto sarà prodotto (lo ha confermato Angelo Barbagallo, presente, martedì 10 settembre 2002, alla conferenza stampa romana di presentazione della diciottesima edizione del Premio dei Diari) un DVD contenente tutti gli undici i Diari della Sacher realizzati fino ad oggi. Sacher Film e Terre di Mezzo (l’editore dell’Archivio dei Diari) stanno comunque già distribuendo un cofanetto contenente “I quaderni di Luisa” ed il VHS del documentario che racconta questo splendido diario di Luisa T.. Alcune storie di vita scelte da Nanni Moretti erano già diventate dei libri e chi fosse interessato a prenderne visione o ad acquistarli può consultare il sito www.archiviodiari.it. Le storie scelte da Moretti e non pubblicate sono consultabili solo presso l’Archivio dei Diari, a Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo.
Si può tracciare una differenza fra autobiografia e diario?
Se l’autobiografia rappresenta quel genere che accoglie in sé più forme di scrittura, il diario è definibile come una delle tre principali forme della scrittura di genere autobiografico. Il genere autobiografia oltre al diario (direttamente dal “dies” latino, il racconto di sé stilato giorno per giorno) comprende la memoria di vita, scritta a posteriori (ma non dai posteri, altrimenti si tratta di biografia, e non più di autobiografia…) e l’epistolario, la raccolta delle lettere.
Come dicevo in apertura, dedicate – giustamente – la vostra attenzione ad autori che non sono letterati. La forma-diario è una di quelle usate tante volte in letteratura; per fare solo due esempi, di opposto segno contenutistico e stilistico, ricordo il “Diario di un ladro” di Genet e il “Diario di un parroco di campagna” di Bernanos. Qual è secondo te la forza – ma mi piacerebbe conoscere anche il limite se ne riscontri uno – che vedi in questa tecnica espositiva?
La forza del diario sta nell’immediatezza, nell’energia espressiva che esplode dal racconto quasi in presa diretta, nella coincidenza dei tempi del racconto e di quelli della scrittura. Ma si tratta di una forma espositiva che, paradossalmente, può presentare i suoi più grandi limiti proprio in questi suoi punti di forza
A tuo avviso, Internet incoraggia o dissuade la scrittura in forma diaristica?
Un esempio è in grado di fornire la risposta più efficace. Nel settembre 2001, in occasione della diciassettesima edizione del Premio dei Diari, tra i 10 finalisti c’erano due giovani ingegneri italiani: sul palco raccontarono la loro originalissima corrispondenza epistolare, interamente costituita di posta elettronica.
Nella tua pratica di uffici stampa, qual è il tipo di manifestazione più difficile da promuovere presso i media? Ad esempio, avvenimenti letterari? Cinematografici? Teatrali? Musicali?...
Il pubblico ama divorare notizie, fatti, avvenimenti, cronache di eventi…o almeno questo è ciò che pensano i giornalisti. Se i giornalisti cominciassero, o meglio, tornassero ad educare il pubblico al gusto della riflessione o al piacere del fermarsi a leggere, forse sarebbe più facile anche curare l’ufficio stampa di un premio letterario, cosa che invece oggi risulta molto complicata.
“Il pane e gli spettacoli del circo”: dove trovare posto per i Diari di Pieve?
Ci voleva proprio Nanni Moretti, nei confronti del quale ci sentiamo molto riconoscenti.
A tutti gli ospiti di questa taverna spaziale, prima di lasciarci, infliggo una riflessione su Star Trek…che cosa rappresenta quel videomito nel nostro immaginario?
Rappresenta i lunghi viaggi della mitologia attraverso mille fatiche, rappresenta le camminate nei boschi di favole raccontateci quando abbandonavamo fiduciosi la nostra testa a braccia e voci calde. Rappresenta le selve spiralate di Dante da cui spunta un Ulisse un po’ più curioso di tutti gli altri, le traversate dei migranti a caccia di fortuna (non si va mica sempre a caccia della conoscenza…), le infinite fughe da noi stessi o i lunghi tragitti della nostra mente, della cui mappatura si è fatto carico anche uno come Joyce. Dappertutto, lontano da tutto (ce lo insegna anche internet), ma sempre a fare i conti con noi stessi.
Siamo quasi arrivati ad Archyvya, pianeta diaristico abitato da alieni che scrivono i diari dei loro cloni…se devi scendere, ti conviene prenotare la fermata. Stoppiamo qui l’intervista, anche perché è finita la bottiglia di "Sinsäl" Gutturnio Superiore Doc Colli Piacentini…Però torna a trovarmi, io qua sto…intesi eh?
Tu qua stai e qua, ti prometto, tornerò. Ma io ti aspetto all’Archivio dei Diari. Magari, quando vieni, porta un goccetto in più, poiché saremo io, te e 4300 altre vite…
Promesso. Ci rivedremo alla prossima edizione.
Ora, ti saluto com’è d’obbligo sull’Enterprise: lunga vita e prosperità!

 

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Un abbraccio caldo, tra le braccia accoglienti della memoria, un rifugio sicuro tra ci che stato e ci che sar. Non so cosa significhi ma bello, suona bene. Questa l'essenza dell'intervento di Andrea: grande affabulatore, inimitabile prestigiatore di parole, illusionista di sentimenti. Bravo Andrea, torna a bordo della nave presto, magari per l'edizione 2004 dei Diari.

inviato da Barbara
 

franceschetti stato il mio professore per un anno..e nn mi ha insegnato sol IL latino, come diceva lui..se vede qst intervento mi risponda prof..manca a tutti.. la sua Zanna Bianca

inviato da Alessandra
 

 

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