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Segnalato su Webtrekitalia - Portale di cultura Trek

L'ospite accanto a me è Maria Teresa Carbone. Traduttrice, organizzatrice culturale, e curatrice con Nanni Balestrini di un attrezzatissimo sito di "letture e visioni in Rete" (nato nell'anno terrestre 2003) che potete raggiungere cliccando www.zoooom.it . Ci troverete tantissimo sullo scenario artistico e culturale dei nostri giorni: novità editoriali, dibattiti letterari, notizie su mostre, informazioni su spettacoli e festival, rassegne stampa, e perfino una ghiotta rubrica enogastronomica.
Il successo avuto dal sito, ha spinto Maria Teresa e Nanni a proporre anche un'altra iniziativa web: "AZ", ma di questo parleremo dopo.

Fra le traduzioni di Maria Teresa, troviamo il primo romanzo di Conrad "La follia di Almayer", il "Kim" di Kipling - entrambi per Garzanti -, "L'altro visto da sé", di Baudrillard per Costa e Nolan, "Le dotte puttane" di Virginie Despentes edito da Fanucci, e altre imprese.
Da un paio d'anni, insieme a Balestrini e Franca Rovigatti, s'occupa del Festival "Roma Poesia" http://www.romapoesia.org/home.html e poiché del tempo gliene avanzava, eccola impegnarsi in studi sul giallo, sul noir, e sulle leggende metropolitane; di sue riflessioni su questa misteriosa oralità urbana ne troverete segni su http://leggende.clab.it/mosca.htm nonché acquistando "Leggende metropolitane" di Jan Harold Brunvad da lei tradotto.

 

Benvenuta a bordo, Maria Teresa.
Grazie Armando, niente male la tua astronave, e poi hai anche una cantina a bordo: un vero lusso.
Voglio farti assaggiare questa Malvasia Donna Luigia Colli Piacentini Doc di Torre Fornello . .qua il bicchiere. ecco fatto!
Ascoltami: il Capitano Picard è bravissimo, per lodarne la guida, a Roma direbbero "è un bel manico", però noi nello spazio stiamo, schizziamo "a manetta", per prudenza, trasmetti in poche battute sulla Terra il tuo ritratto.
Mi sembra che tu abbia già detto tutto, quasi troppo, e ci scommetto una bottiglia di questo vino che sulla Terra, e anche sugli altri pianeti, non hanno voglia di sentire altro.
Due domande in una. Lo ammetto: sono vorace e indiscreto.
Quale criterio editoriale guida Zoooom?...come lavora la redazione?...
Se non ti dispiace, comincio dalla seconda domanda, che è più facile. La redazione stabile di Zoooom è composta da Balestrini e da me, quindi l'organizzazione è molto semplice: ci sentiamo spesso, discutiamo le cose di cui vogliamo parlare nel sito e poi mettiamo in opera quello che abbiamo deciso. Oltre tutto abbiamo la fortuna di contare per Zoooom (così come era stato per il “vecchio” Raisatzoom, che del sito attuale è un po' il nonno) sull'intelligenza tecnologica, e non solo, di Vittorio Pellegrineschi, che ha costruito il sito in modo da consentirci di alimentarlo in modo autonomo, con soluzioni studiate insieme e cucite sulle nostre esigenze. A proposito di fortuna, vorrei aggiungere che intorno a questa microredazione abbiamo un gruppo sempre più numeroso di collaboratori che rendono il lavoro più agevole e soprattutto più interessante. E quando parlo di collaboratori mi riferisco sia alle persone che conosciamo e che ci offrono materiali e spunti, e una mano concreta nell'elaborazione del sito, sia ai tanti lettori che ci mandano segnalazioni e proposte. Ecco, per provare a rispondere anche alla tua prima domanda, direi che l'elemento centrale di Zoooom, e della newsletter che lo accompagna (la lettera della farfalla Luisa, che ogni settimana viene letta da circa diecimila iscritti alla mailing list), è forse questa rete di persone accomunate da una concezione della cultura come cosa viva, al tempo stesso esplorazione individuale e dimensione collettiva. Per questo, anche se Zoooom è considerato un sito “di libri”, di recensioni ce ne sono poche. I titoli che segnaliamo fanno parte di piste che spesso collegano punti lontani fra loro: altri libri, ma anche avvenimenti recenti, oppure film, spettacoli e mostre, o perfino, come hai accennato tu, ricette di cucina.
Accennavo prima ai miei avventori alla nascita di “AZ”. Completo l'informazione dicendo che la rivista si può ricevere in abbonamento e, credetemi, ne vale la pena, anzi la gioia. Riceverete via e-mail testi inediti d'autori già famosi e anche di nuovissimi, insomma un microscopio sul presente e un cannocchiale sul futuro. Per informazioni sulle modalità d'adesione ad “AZ” cliccate con fiducia su http://www.zoooom.it/abbonamenti/home.php
Per fare 'sta parlata mi s'è riarsa la gola e mi ci vuole un goccett.no, a te mo' no, solo dopo che avrai risposto alla mia domanda.
Qual è l'idea motrice di "AZ" e a quale pubblico è diretta la pubblicazione?
Lo abbiamo detto anche ai lettori di Zoooom quando abbiamo cercato di spiegare in che cosa consiste “AZ”: all'inizio tutto è nato quasi per caso, perché con Balestrini avevamo deciso di offrire qualcosa di interessante agli Amici di Zoooom, a quelli che cioè che con la loro sottoscrizione erano pronti a sostenere in modo concreto il sito. Ma poi, lavorandoci su, ci siamo accorti che “AZ” è per tanti versi un oggetto nuovo. Intanto perché la rivista non esiste né su carta né nella rete, ma circola esclusivamente attraverso la posta elettronica. Questo vuol dire che i lettori la trovano dentro il loro computer e possono decidere cosa farne, se stamparla in tutto o in parte, o semplicemente salvarla, o anche cestinarla (spero proprio di no!). Oltre tutto, “AZ” viene mandata in un formato, RTF, che offre la possibilità, a chi la riceve, di manipolarla a piacere, perfino di reimpaginarla. Può sembrare un aspetto secondario, legato alla confezione, ma non lo è: è un modo, oltre tutto molto semplice, di sfruttare la leggerezza del mezzo. Noi offriamo dei testi, e sono poi i lettori a scegliere se e come leggerli. A proposito di testi, l'idea motrice della rivista, per rispondere finalmente alla tua domanda, è di non porre limiti di aree geografiche o di ambito tematico, di non fare una “rivista letteraria”, di non fermarci all'oggi. Chi legge “AZ” ci può trovare testi inediti, anticipazioni a breve o a lungo termine, riproposte di materiali pubblicati magari dieci o vent'anni fa, e scomparsi troppo in fretta. Insomma, come abbiamo scritto anche nelle Istruzioni per l'uso della rivista, l'idea è di metterci dentro “tutto quello che unisce e separa la lettera A e la lettera Z”. Ma non “di tutto”, anzi! Quanto al pubblico, mah, io credo che i requisiti di base per apprezzare “AZ” siano due: la passione per la lettura e una certa naturale curiosità. Caratteristiche che per fortuna sono ancora piuttosto diffuse, al di là dei dati anagrafici o del lavoro che uno fa.
Qual è, o meglio, quale dovrebbe essere, la differenza tra l'informazione offerta da una rivista web e quella pensosa degli inserti culturali dei quotidiani o di quella trafelata della Tv?
Beh, per usare le tue parole, potrei rispondere che l'informazione culturale in rete non è "pensosa", cioè non si basa sui tempi protratti della lettura, e non è "trafelata", perché non deve fare i conti con le scadenze chiuse dei servizi televisivi. Direi che è estensibile, offre misure diverse a seconda dei casi, non esclude la rapidità e la concisione, anzi, ma si può anche agganciare bene a riflessioni più approfondite. Personalmente, trovo che i vari media dovrebbero collegarsi fra loro: se leggo una recensione "pensosa" su un romanzo, mi piace sapere che poi in rete potrò trovare altre informazioni sull'autore, dati, testi, interviste, magari un audio con la sua voce…
Ricordavo in apertura il tuo lavoro di traduttrice, sei la signora adatta per placare un'ansia che assilla le mie notti: qual è l'avvenire e la funzione della traduzione in un'epoca come la nostra in cui sempre più si va verso un poliglottismo diffuso?
E' vero che ora le lingue straniere sono più conosciute, più praticate, i ragazzi sono abituati a seguire su MTV le trasmissioni in inglese, c'è una maggiore consuetudine al rapporto con culture diverse. Ma non so se parlerei di "poliglottismo diffuso". Le persone che abbiano voglia di leggere un libro in lingua straniera (e anche in italiano, se è per quello) sono poche, e mi sembra che la funzione della traduzione sia ancora molto importante: anche per questo forse se ne dovrebbe parlare di più, riconoscerle quel valore che ha.
Romapoesia , promosso dall'Assessorato alla Cultura di Roma, è diventato uno dei più importanti Festival del genere in Italia. Il segreto di quel successo?
Alla base del festival c'è l'idea che la poesia ha poco a che fare con quella cosa che si studia a scuola e che si esaurisce nella pagina scritta, nella lettura silenziosa nel chiuso della propria stanzetta. La poesia è voce, musica, suono, e in realtà è sempre stato così, anche se ce ne siamo dimenticati. Per questo, a RomaPoesia sono i poeti che salgono in scena, in una sorta di opera a più voci, e il successo che ha avuto il festival dimostra che anche il pubblico italiano, come sta succedendo anche negli altri paesi, ha voglia di "sentire" la poesia con il corpo, in maniera fisica, di non limitarsi a leggerla con gli occhi e con la testa. Alle serate dedicate alla poesia africana e a quella indiana abbiamo avuto una vera e propria folla, attratta dal desiderio di entrare in contatto con voci che conosciamo poco, e soprattutto di scoprire appunto l'aspetto "orale" della poesia, un aspetto che è al tempo stesso molto antico e assolutamente contemporaneo.
Dicevo in apertura dei tuoi studi sulle leggende metropolitane. Qual è il loro significato? Quali tic e lapsus della nostra società riflettono?
Beh, stavamo parlando di oralità a proposito della poesia e come vedi, continuiamo a parlare di oralità con le leggende metropolitane, che io trovo molto interessanti proprio per la loro diffusione "orizzontale", di persona in persona, con mille variazioni possibili. E poi le leggende, come le favole tradizionali, hanno a che fare con la paura, con le facce che la paura assume nella nostra società, dall'Aids alle tecnologie agli "stranieri"… In questo momento l'aspetto a cui dedico maggiore attenzione è la diffusione delle leggende in rete. Internet, e soprattutto le e-mail, sono un veicolo molto adatto a questa trasmissione rapida e orizzontale, basti pensare alle innumerevoli catene di Sant'Antonio che tutti abbiamo ricevuto, alle richieste di aiuto per bambini malati di cui non si fornisce alcuna indicazione precisa e che si potrebbero "salvare con un clic", ai finti comunicati di aziende che promettono improbabili regali…
Nel presentarti, dicevo anche del tuo interesse per il giallo e il noir.
In Italia da qualche anno si legge parecchio di questa letteratura. Quali sono i motivi secondo te di questo improvviso successo? Illuminami…
Più che di un successo improvviso, io parlerei di un successo “pervasivo”. Nel senso che già in passato il giallo e il noir avevano milioni di lettori, ma tendevano a starsene buoni buoni all'interno del loro recinto: pensa per esempio a Agatha Christie o a Simenon (che oggi, e giustamente, viene riletto come autore “totale”). Negli ultimi anni, invece, l'etichetta che segnava questi generi appare sempre più sbiadita, i confini sono incerti. Io non credo che chi apprezza Camilleri lo individui semplicemente come un autore di gialli, così come un romanzo di successo “generalista” come “Io non ho paura” di Ammanniti può essere ricondotto nell'ambito del noir. Forzando un po' la situazione, si può dire che moltissimi romanzi recenti potrebbero essere letti (anche) come gialli o come noir. Ora, di solito questa contaminazione si attribuisce al benefico abbattimento dello steccato che separava “letteratura alta” da “letteratura bassa”. Il che è giusto, naturalmente, ma ci lascia al punto di prima. Perché lo steccato è stato abbattuto? E' un effetto, come si dice di solito, del cinema e della televisione? Ma è proprio vero che prima la separazione era così netta? Da che parte stavano Poe o Stevenson? Insomma, meglio che stia zitta, altrimenti, anziché illuminarti, ci ritroviamo nel buio pesto, anzi cosmico…
E, invece, di luce ne hai data… ad esempio, il riferimento a Poe e Stevenson è illuminante e lo riproporrò ad altri miei ospiti quando interverranno sullo stesso tema… citandoti naturalmente, non ti darò la gioia di trascinarmi in tribunale per plagio di idee!
La bottiglia non è ancora finita, visto che siamo sull'Enterprise, la domanda che segue mi pare acconcia: perché da noi non c'è una letteratura di fantascienza? Il mercato editoriale del settore, infatti, è florido ma è costretto ad usare traduzioni per mancanza di testi italiani decenti. Ti prego, non darmi risposte patriottiche.
Io ho una teoria, ma non sono per niente sicura che sia giusta, non si appoggia su niente se non su impressioni personali. Allora, la mia idea è che la fantascienza ha attecchito soprattutto in quei posti (gli Stati Uniti e la Russia in primis) dove c'è molto spazio, dove l'essere umano si sente "piccolo" rispetto alla natura, e quindi impaurito: la natura è ostile, o comunque "altra", e quindi scatta un meccanismo di contrapposizione che può portare all'espansione, alla lotta, al dominio - cioè ad alcuni dei temi fondamentali della fantascienza. In Italia abbiamo meno spazio, e tutto è molto - troppo? - addomesticato, ci è forse più difficile conoscere da dentro, sulla nostra pelle, il mito della frontiera, di una tensione verso l'"andar oltre". Ma come ti ho detto, è solo un'idea, che comunque non ha niente di patriottico, mi pare.
A tutti gli ospiti di questa taverna spaziale, prima di lasciarci, chiedo una riflessione su Star Trek…che cosa rappresenta secondo te quel videomito?
Ho paura che se ti dico la verità, e cioè che di Star Trek conosco solo la faccia di Leonard Nimoy, con quella sua pettinatura buffa e le orecchie lunghe, mi ritroverò catapultata fuori da questa astronave, a tenere compagnia alle ceneri di Gene Roddenberry e di Timothy Leary che furono proiettate insieme nello Spazio…
…evento che scongiuro subito, ti abbiamo cara e preziosa.
Siamo quasi arrivati a Karbònia, pianeta cyberinterattivo abitato da alieni che si clonano traducendo l'altro visto da sé…se devi scendere, ti conviene prenotare la fermata. Stoppiamo qui l'intervista, anche perché è finita la bottiglia di Malvasia Donna Luigia Colli Piacentini Doc di Torre Fornello … però torna a trovarmi, io qua sto…intesi eh?
Volentieri, soprattutto se troverò un vino buono come quello di oggi…
Vabbè, ti saluto com'è d'obbligo sull'Enterprise: lunga vita e prosperità!

 

È possibile l'utilizzazione di queste conversazioni citando il sito dal quale sono tratte e menzionando il nome dell'intervenuta.

Vi preghiamo di non richiedere alla redazione recapiti telefonici, mail o postali dei nostri ospiti che non dispongano di un sito web; non possiamo trasmetterli in ottemperanza alla vigente legge sulla privacy.

 

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commenti presenti

Bello il rapporto Favola-Leggenda-Paura. E ho letto con interesse il link della lettera moscovita. Esiste ancora quel Centro per la raccolta delle Voci ad Alessandria che viene lì citato? marco

inviato da marco de benedectis
 

Hi To write the letter, it is necessary ...

inviato da Cycling Online Store
 

Sono la Dottoressa Scozzafavava Silvana. Scrivo dall'Argentina e tutto il gruppo di ex-alunni della scuola Alessandro Manzoni stiamo cercando la nostra maestra di prima classe, María Teresa Carbone. Ho trovato questo sito col suo nome. Non só sia la persona che cerchiamo ma sarebbe una bellissima sorpresa poter confermarlo e trovare il modo di contattare lei. Ha lasciato in tutti noi, ormai persone di 41 anni, ricordi incancellabili e a un anno di compiere 30 anni di partire della scuola vogliamo ritrovarla. Alcunio altri nomi sono Claudio Taricco, Mirta Dalla Nora , Mabel Lebrero, Roberto Capoferri, FDabio Dusman, Marcella Lago, Bruno Masier ... insomma tanti altri. se sapete qualcosa di lei sarebbe per mé di grande valore. Aspettando una risposta favorevole, saluto voi tutti cordialmente. Dra. Silvana Scozzafava

inviato da Silvana Maria Scozzafava
 

Sono la Dottoressa Scozzafavava Silvana. Scrivo dall'Argentina e tutto il gruppo di ex-alunni della scuola Alessandro Manzoni stiamo cercando la nostra maestra di prima classe, María Teresa Carbone. Ho trovato questo sito col suo nome. Non só sia la persona che cerchiamo ma sarebbe una bellissima sorpresa poter confermarlo e trovare il modo di contattare lei. Ha lasciato in tutti noi, ormai persone di 41 anni, ricordi incancellabili e a un anno di compiere 30 anni di partire della scuola vogliamo ritrovarla. Alcunio altri nomi sono Claudio Taricco, Mirta Dalla Nora , Mabel Lebrero, Roberto Capoferri, FDabio Dusman, Marcella Lago, Bruno Masier ... insomma tanti altri. se sapete qualcosa di lei sarebbe per mé di grande valore. Aspettando una risposta favorevole, saluto voi tutti cordialmente. Dra. Silvana Scozzafava

inviato da Silvana Maria Scozzafava
 

Si tratta di un caso di omonimia. Non sono io la persona che cerca. Cordiali saluti. maria teresa carbone

inviato da maria teresa carbone
 

 

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