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Un bar notturno dove gli avventori si conoscono tutti fra loro. Più per nome che per cognome.
Da un vecchissimo juke-box in fondo alla sala,
provengono le note della canzone che vi aggrada.
In Primo Piano, Adolgiso parla con i suoi amici di sempre, sfaccendati o peggio.

 

I Have a Dream, I Have a Drum

 

Come vi dicevo l’altra sera, tra le mie tante colpe letterarie, e non solo letterarie, per fortuna non c’è quella d’essere un poeta. Eppure, talvolta, è capitato. E’ avvenuto per motivi di commissioni radiotv da parte della Rai. Capitemi, c’era di mezzo il compenso Siae, sez. Olaf, quella che paga meglio.
Costretto, insomma, a versificare per poi non finire a digiunare.
Addirittura ho composto tredici poemetti che immaginavano robe in margine a famose opere liriche. Il programma si chiamava “Trame dietro le trame”, andava su Radio Tre. Ricordo, ad esempio, una di quelle composizioni che prendeva spunto da “Porgy and Bess” con rielaborazioni musicali di Guido Zaccagnini. Era a due voci, due attori. Un narratore e il protagonista di quella storia: un percussionista… leggervela?... no, non se ne parla… è tardi proprio… m’offrite una birra alta?... allora non posso rifiutarmi. Ecco qua. 
Partiva in primo piano “Summertime” poi andava in sottofondo.

 

 

Narratore

Le stelle sono tante
milioni di milioni,
la stella della negra condizione
si chiama Umanità.
Perché se il pensier nostro vincesse l’ignavia
(questo sostenne un dì Alberto Moravia)
capiremmo che la nostra origine è africana
sputata da una nera e divina cerbottana.
Ma non di questo si ragionava laggiù al teatro Odeon
dov’era in prova quell’opera ambientata a Charleston
–  dolente epopea razziale, tragica kermesse –
intitolata, com’è noto, “Porgy and Bess”.
In particolare il percussionista,
distratto e insofferente
come spesso sono nelle prove gli orchestrali
seguiva certi suoi pensieri per niente eccezionali

 

Percussionista (voce, insaporita da accento romanesco, in echo room)

… speriamo che mi chiamino a quel turno per lo spot…
… devo passare in banca a rinnovare i Bot…
… voglio comprare al bambino il gioco Ufo-robot…
… a mensa sapeva proprio di tappo quel Merlot…

 

Narratore

Se ne stava così a rimuginare
nonostante in quell’opera ce ne sia da smanicare,
poi ogni tanto assestava un colpo alla grancassa
con tale furia da far pensare “mo’ la scassa”,
oppure sui tom-tom passava le bacchette
con la mente che andava al “27”;
si agitava, sul piatto sospeso, come in gabbia
mentre dentro gli montava una gran rabbia
a sentire quell’odioso direttore che l’apostrofava da insolente.

 

Percussionista (voce in echo room)

Quello di musica, lo giuro, non capisce niente!
Guardalo lì, borioso, sul podio che fa tutto l’incazzato
chissà quale partito l’avrà raccomandato!
E ‘sti colleghi miei poi, altro che artisti:
impiegatucci delle note, facce da archivisti,
eccoli lì sugli sgabelli seduti tutti storti,
ma non v’accorgete che da tempo siete tutti morti?
E ‘sti cantanti che fingon d’essere negri? Roba da risate,
ma statevene bboni, dove andate?...
Vi manca il senso scenico, non sapete andare avanti e manco indietro
stareste meglio ai semafori a spazzolare il vetro!

 

Narratore

Così diceva tra sé e sé quel percussionista
e ogni tanto con fare sospirante
pedivellava duro sul rullante.
Nel frattempo sulla scena si svolgeva la storia
del buon Porgy, il mendicante,
di Sporting Life, piccolo trafficante,
e di quella indecisa della Bess
che non sa mai a chi dire yes.

 

Percussionista (voce in echo room)

… chi è che diceva
I Have a Dream?...
Boh, non lo ricordo, ma io: I Have a Drum
potrei gridarlo sul bus e anche sul tram
perché io c’ho solo ‘sto tamburo
roba che darei ‘na capocciata contro il muro!
… e pensare che una volta tanto mi piaceva
quando al Conservatorio ero uno studentino
mo’ invece l’odio e poi… fa un tal casino!
Non vedo l’ora d’andarmene in pensione
allora mi s’abbasserà pure la pressione
… a proposito, devo andare alla Asl ch’è m’è finito il Catapals
Poi giacché sta lì vicino passo pure all’Enpals…
Se faccio in tempo ritiro pure dalla riparazione gli orecchini
… stava bene ieri Luisa con quei suoi pantaloncini…
dovrei cercare di stare insieme a lei più spesso
e fare ogni tanto anche un po’ di sesso.

 

Narratore

Provò il lampo d’un turbamento che sfiorò il desiderio
all’immagine di sua moglie Luisa con gli short.
Quindi sbirciò il Corriere dello Sport
che aveva occultato sul leggìo
per non farlo scorger all’ispettor di sala…
e poi gli venne in mente quella martingala:
Fox – Red Cross – Monte Bianco e Fasano
alla prima, terza, quinta e ottava di Milano
ma per colpa di quella dannata prova forse
non avrebbe fatto in tempo a giocarla in sala corse.
Sarebbe stato bello anche un salto dalla Marinella
(fuori del suo matrimonio, piccola marachella),
una donna sola, matura, manco tanto bella,
anche a lei nella vita non era andato bene niente,
voleva studiare medicina, era commessa alla Rinascente.

 

Percussionista (voce in echo room)

… le voglio regalare quel paio di stivali
che hanno dentro la fodera imbottita…
verrebbe pure meglio la nostra scena preferita…
inoltre d’inverno le terrebbe i piedi caldi
e al negozio hanno esposto pure i Saldi…
Summertime?… sì, tu canta pure
tempo d’estate sì, tempo d’estate
m’arriva addosso n’altro affare spinoso:
che faccio ‘sto mese con papà alla casa di riposo…
mi tocca sabato rinviare la partenza per il mare
sperando che Luisa non s’incazzi per Minturno…
sennò a mio fratello chiedo di scambiarci il turno.
Ci sarebbe d’andare anche al sindacato
per la questione dell’incentivato,
ci spero poco, è andata com’è andata
ma ci voglio fare lo stesso ‘na bella litigata.

 

Narratore

Finalmente la scena finale: Porgy attaccò la capra al suo carretto
e andò a cercare Bess sperando in un suo yes.
Manco la prova era terminata
che l’orchestra, come sempre, andò via schizzata.
Nessuno, quindi, fece caso a quel percussionista,
da tutti poco amato,
che sui tamburi si era addormentato.
Appresero così con un giorno di scarto
ch’era stato fulminato da un infarto.
La sua anima percossa e bacchettata
chissà ora dove mai vagava,
fra quali cieli, quali celesti gironi.
Le stelle sono tante
milioni di milioni.

 

 

Grazie grazie, troppo buoni. Ma che ora s’è fatta?... ‘azzo è proprio tardi e domani ho una sveglia terribile, devo alzarmi per mezzogiorno… ‘notte… buona notte a tutti.

 

Tutti i testi di questa sezione sono registrati in SIAE alle sezioni Olaf o Dor.
Per riprodurli, due congiunte condizioni: citare l'autore e la sigla del sito.

 

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