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Un bar dove gli avventori si conoscono tutti fra loro. Più per nome che per cognome.
Da un vecchissimo juke-box in fondo alla sala,
provengono le note della canzone che vi aggrada.
In Primo Piano, Adolgiso parla con i suoi amici di sempre, sfaccendati o peggio.

Scommettiamo un Campari che ho interpretato alcune profezie smentendo le interpretazioni finora loro date? Sempre disgrazie vi ho letto in trasparenza, perché, si sa, le profezie mai nulla di buono prevedono: perlopiù si aprono con un meteo iettatorio fra tuoni, lampi, alluvioni, passano attraverso sciagure edili con squassi e voragini dovute a terrificanti frane e terremoti, si concludono fatalmente invitando in modo brusco gli uomini a pentirsi perché la fine è vicina, costringendo chi legge a toccarsi le palle.
In quelle righe minatorie c’è sempre un dio incazzatissimo con tutti noi che ci promette, stavolta senza metafore, di farci un culo così appena avrà un minuto di tempo libero.
E così anche per le profezie che ho interpretato diversamente da altri studiosi… non ci credete?... leggervele?... nooo, non se ne parla… e poi visto che ora è?... mi offrite una birra alta?... beh, se è così non posso rifiutare.
I testi da me decrittati provengono da Nostradamus - al secolo Michel de Notre-Dame o Miquèl de Nostradama in occitano – nato nel 1503 e morto nel 1566, senza prevedere quell’anno a lui fatale. E’ considerato insieme con l’irlandese Malachia come uno tra i più famosi e importanti scrittori di profezie della storia. Malachia è famoso per i motti contenuti in “Prophetia de Summis Pontificibus”, in cui avrebbe descritto, in modo figurato, i papi futuri… a proposito, secondo costui Ratzinger dovrebbe essere il penultimo pontefice prima della fine della Chiesa; speriamo che stavolta ci abbia azzeccato perché circa le altre sue affermazioni sono più vaghe del 740 di Callisto Tanzi.
Nostradamus scrive in uno delle sue celebri quartine quanto segue:
Misto esercito di guerrieri e amazzoni
Luna nuova illumina due ponti e quattro armati
Pastore governa il seggio e l’arazzo lodato
Da altre voci sarà disonorato (I, 25)
Più di un incauto ci ha visto in questo testo l’Istituto fondato da Pasteur col proprio nome durante la Luna nuova (19 – 26 ottobre). L’Istituto aveva all’ingresso un arazzo raffigurante quattro armati; in quello stesso istituto è stato scoperto, per la prima volta da ricercatori e ricercatrici il virus dell’Aids.
Per conto mio, la decifrazione è un’altra: Nostradamus indica Piero Marrazzo.
Quello strano “esercito di guerrieri e amazzoni” è un trasparente riferimento a un ambiente trans.
Il 23 ottobre 2009 (Luna nuova) viene diffusa la notizia che in località Due Ponti Marrazzo (“Pastore che governa il seggio”, cioè Governatore – mentre “arazzo” è una mascherata allusione al cognome), un tempo lodato, è coinvolto nel clamoroso episodio dell’ipotizzato ricatto, da accertare in sede giudiziaria, da parte di quattro carabinieri.
Altra mia scoperta. Quando Nostradamus scrive:
Finisce con zero e quattro l’anno di gloria
Poi grandi fulmini sul campo nella giornata del destino.
Saette abbattono i difensori e nessun fromboliere avanza
Il male è predetto, difficile risalita senza soldati sani (I, 26)
Alcuni sprovveduti vi hanno visto la figura di Napoleone che nel 1804 (“Finisce con zero e quattro l’anno di gloria”) fu incoronato imperatore; fu chiamata “la giornata del destino” quella della sconfitta a Waterloo cui seguì una tragica ritirata.
Io me la rido.
Per me, Nostradamus indica chiaramente la squadra del Siena.
Quella società calcistica è stata fondata nel 1904 (“Finisce con zero e quattro l’anno di gloria”).
Circa “la giornata del destino” è quella che culmina con la retrocessione in serie D nel 1951/52, dopo la disfatta subìta in un girone di spareggi con Alessandria, Molfetta e Marzoli.
Segue un riferimento all’attuale, grave, situazione che la vede in fondo alla classifica; se non bastasse, l’ultimo verso contiene le parole “male” e “sani” che unite formano il cognome dell’attuale allenatore Malesani il quale deve affrontare una “difficile risalita” e fronteggiare anche gli infortuni di alcuni suoi giocatori.
Sì, è vero, le profezie sono spesso pronunciate in modo ambiguo, però a me non la si fa.
Ma che ora è?… ’azzo! s'è fatto tardi… domattina ho una sveglia terribile, devo alzarmi per mezzogiorno. Vado via. Ci vediamo domani sera. 'Notte!
A qualche birichino di passaggio si segnala che:
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