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Un bar notturno dove gli avventori si conoscono tutti fra loro. Più per nome che per cognome.
Da un vecchissimo juke-box in fondo alla sala,
provengono le note della canzone che vi aggrada.
In Primo Piano, Adolgiso parla con i suoi amici di sempre, sfaccendati o peggio.

 

Succede ogni sabato

Scommettiamo un Campari che presto continuerà ad essere replicata una certa cosa che ho scritto?... come?...non ci credete?...i soliti malfidati!...sì, ho detto continuerà ad essere replicata perché già lo è stata…Nei trascorsi mesi estivi…tra un diluvio e l’altro, manco voglio ricordare il numero delle repliche saltate sennò mi sento male…era un mio testo messo in scena dalla compagnia La mosca al naso. Un monologo. Roba che tratta di fantascienza, Lorenzo Petrini nel ruolo del Professore protagonista di quella scena…il personaggio si chiama Osigloda, nome che può anche essere letto alla rovescia…Volete sentirlo?!...neanche a parlarne!...come?…nooo!…non se ne parla proprio…e poi a quest’ora!...neanche per idea…non ve lo leggo nemmeno se m’offrite una fortuna…come?...una birra alta?...e vabbè, avete vinto…ecco qua…

 

 

Il PROFESSOR OSIGLODA PRENDE LA PAROLA – Signore e Signori, buonasera.
Grazie per essere qui stasera a questa mia conferenza.
Per coloro che non mi conoscono, mi presento: sono il Professor Osigloda, docente d’archeologia spaziale medievista, e direttore del MIT, Intercosmic Museum of Trecase.
Come alcuni di voi già sanno, vista l’ampia eco suscitata sulla stampa dai miei recenti studi, mi sono occupato di una ricerca sul pianeta Terra cercando di capire le cause che lo precipitarono da un periodo di prosperità alla sua attuale tragica desertificazione, all’angosciosa assenza d’ogni forma di vita.
Ricerca resa assai difficile perché i gas mefitici, un tempo sprigionati da quel pianeta, ancora sconsigliano l’invio d’astronauti, quindi le esplorazioni sono state operate attraverso attrezzature cibernetiche che hanno analizzato l’ambiente e i resti di quella che un tempo fu la civiltà dei Terrestri.
Mi sono avvalso, in pratica, di foto e filmati olografici teletrasmessi, ripresi dai nostri robot laggiù, di scavi stratigrafici operati da occhiuti automi teleguidati, di una cospicua mole di documenti scritti, di fossili audiovisivi pescati con le pinze dei nostri motocars eterodiretti.
E’ stata un’avventura emozionante che ho vissuto con i miei collaboratori – ai quali mi piace rinnovare un ringraziamento assolutamente non formale – un’avventura svolta in un clima esaltante, pari forse a quello vissuto da un mio collega, proprio un Terrestre di tanto tempo fa, si chiamava Schliemann, a lui si deve lo scavo di un’importante città dell’Asia minore: Ilio, vale a dire la più nota Troia.
Orbene, anch’io, permettetemi una piccola vanità, nell’investigare sull’umanità della Terra, mi sono sentito un piccolo Schliemann che tastava una grande Troia.
Ma è venuto il momento di parlarvi delle mie scoperte, sul perché quel pianeta è oggi disabitato, sterile, reso un ammasso di tristi e gelide rovine, inglobato in una nube purpurea.
Tutto cominciò il giorno in cui nacque sulla Terra un movimento chiamato “Cartaccia libera”. Sosteneva che fosse lecito buttare via i fogli unti sui prati dopo aver fatto un picnic, o per strada dopo aver mangiato una pizza a taglio; il suo slogan: Ognuno padrone sul pianeta suo.
Presto si unirono a quell’organizzazione, in un’alleanza nazionale…che dico!...planetaria…altri movimenti: “Abusivismo legale”, “Ricchezza detassata”, “Storia revisionata”, “Clinica selvaggia”, ”Intolleranza mistica”, “Casa Nostra”, e altri ancora, tra i quali spiccava “Gilda settentrionale”, composta d’uomini d'origine celtico-varesotta, spregiativamente chiamati nel sud del mondo Cafoburini.
Nacque “Forza Terra”. Non un Partito – ritenuto antiquata formula associativa – ma holding, forse trust, lo deduco dal fatto che molti dicevano dei suoi aderenti: “Quelli là si danno a molte tràstule”.
Sia come sia, ogni socio di “Forza Terra” si distingueva per l’obbligo che aveva d’esercitare vari mestieri. Attraverso una veloce turnazione, ognuno di loro doveva essere, giorno dopo giorno, balia, barbiere, bersagliere, carrozziere, contadino, fantino, lavavetri, marinaio, minatore, operaio, pescatore, sub…normale, quindi, che i cittadini lo vedessero sempre come uno di loro.
Il gruppo ebbe a megafono un network chiamato “Grondaia 5”, dapprincipio trasmetteva illegalmente, ma poi con l’aiuto di Ixarc, acquisì legittimo profilo giuridico e molti spot.
Ixarc era un dignitario dell’epoca – anche giornalista, si firmava Ghino di Tocco – in seguito estromesso dal potere e condannato per vari reati comuni dalle Toghe Blù (una Lega di cui vi dirò fra poco).
Dai documenti pervenutici, quella tv, presumibilmente, doveva essere un’antenna misericordiosa: trasmetteva, infatti, programmi (solo tempo dopo imitati dalle tv pubbliche) destinati agli animali, quiz diretti ad allietare le serate di cerebrolesi, e, per anziani e massaie, soap ispirate alla pornografia del cuore, con molta attenzione anche verso i sentimenti religiosi. I detrattori pare dicessero che erano produzioni fatte in malafede, altri ne sostenevano la buonafede. Fede, in ogni caso, era evidente in ogni angolo del palinsesto, questo lo posso affermare, e con certezza documentale.
Il successo di “Forza Terra” fu travolgente: in pochi mesi scaldò i muscoli, scese in campo e vinse.
Sia chiaro: prodi oppositori ci furono, ad un certo momento riuscirono perfino a prevalere, ma una congiura, guidata da tre uomini della stessa coalizione, la sconvolse e l’alleanza rutellò giù, nel fondo della più cocente sconfitta.
Di quei tre, ne ho reperito, purtroppo, solo le iniziali dei nomi: FM, FB e MD, contrassegnati da un vocabolo che è ora allo studio d’esperti glottologi, perché di difficile decifrazione anche a causa dell’abrasione d’una lettera nel corpo della parola stessa che, enigmaticamente, così si presenta alla lettura: i n f…m i.
Una volta al governo del Pianeta, “Forza Terra”, per prima cosa si prese cura dei cittadini del mondo che avevano subito persecuzioni da parte delle Toghe Blù di cui dicevo poco fa.
Le Toghe Blù!...Chi erano? Uomini e donne di una setta fanatica, si prefiggeva di colpire molti incolpevoli accusandoli d’essere evasori fiscali, corruttori, tangentisti, e altro ancora. Quei faziosi furono catturati e, prima d’essere incarcerati a vita, fatti sfilare per le vie, tra gli applausi dei Terraforzuti, con un cartello al collo che recava la scritta in cui spontaneamente confessavano: “Quelli della mafia sono innocenti / Siamo noi i veri delinquenti”.
Espulsi dal campo questi nemici del popolo, s’inverarono provvedimenti tesi a ristabilire Ordine e Verità.
A partire dai libri scolastici dove la Storia fu revisionata riabilitando molte figure bistrattate del lontano e, soprattutto, recente passato del pianeta. Il primo a riavere l’onore perduto, nel corso di una commovente cerimonia, fu Ixarc, poi seguirono molti altri, per fare solo alcuni esempi: da Caligola ad Attila, da Nixon a Pinochet, a Musolino, nome quest’ultimo d’incerta attribuzione perché l’ho trovato scritto anche in altre versioni grafiche.Un religioso (forse un monaco), osteggiato un tempo dalla Chiesa dell’Orbe Terracqueo, fu poi fatto addirittura santo; il nome di quel pio non c’è giunto, ma credo sia da riconoscersi nello stesso fedele a quell’epoca definito “Grande Fratello”.
Fu rivisitata pure la toponomastica che s’avvalse di nuove denominazioni e si ebbero: Ruta Torquemada, Cesar Borgia Street, Piazza Vanna Marchi, Messalina Lake…
Gli oppositori sostenevano che non poteva più essere definita quella una toponomastica, ma una zoccolonomastica.
L’attività del Buon Governo s’esplicò pure in numerose opere pubbliche - che si giovavano di un Fondo Speciale chiamato “Cassa della Libertà” -, e in severe leggi tese a combattere la criminalità organizzata.
Venivano, infatti, puniti i genitori che non badavano a far guardare la Tv dell’obbligo ai figli e, comunque, ogni cittadino doveva assistere alla teletrasmissione di almeno un quiz al giorno per non incorrere nelle pene previste in caso di trasgressione.
La molestia sessuale era tollerata solo se seguita dallo stupro, ma qualora fosse stata solamente verbale era perseguita inflessibilmente.
Allo stesso modo, represso con durezza lo sfruttamento della prostituzione allorché esercitato senz’avere prima ridotto in schiavitù le peripatetiche, in prevalenza extraplanetarie.
Vi fu lotta intransigente alla diffusione di droghe leggere. Consentito soltanto l’uso di coca, ma era necessario esibire da parte dell’addict ai lavori un attestato d’idoneità che del richiedente ne certificasse la posizione in cariche pubbliche elettive, o anche di nomina governativa; tutti gli altri consumatori incorrevano in atroci castighi ai quali accennerò fra breve.
Vigorosa la repressione della piccola criminalità. Si considerino, ad esempio, le misure contro il cosiddetto gioco A mosca cieca, il consumo in pubblico di pop corn, la lettura da parte dei minori di tredici anni di trattati epistemologici o saggi di fenomenologia. Ma se è vero che tanta severità ridusse l’attività delle baby gang, o bande giovanili, va registrato che nacquero, specie nei piccoli centri, molte bande senili che distruggevano televisori nell’ora di trasmissione dei Tg, boicottavano selvaggiamente le ditte reclamizzate sulle reti di Grondaia 5, organizzavano gli ultrà negli stadi per tifare contro ogni squadra, o singolo atleta, che vestisse colori rossoneri. Perché mai avessero in odio tali colori, è cosa avvolta ancora nel mistero.
Circa il provvedimento con il quale il Governo Planetario abolì le carceri – dove restarono rinchiusi solo quelli delle Toghe Blù (quel provvedimento fu chiamato “Misura Prudenziale”) –, non deve far pensare che le punizioni previste per i rei fossero meno aspre.
Ricorderò qui quella dell’imbuttiglionamento. Consisteva nel fare udire cento volte di seguito, senza pausa tra le recite, tutti i discorsi tenuti dal Papa in pubblico. Né meno crudele era la pena della zanicchizzazione che imponeva al condannato di ascoltare, per 24 ore consecutive il repertorio di una cantante dell’epoca eseguito da lei stessa. Non pochi furono gl’imbuttiglionati e gli zanicchizzati, ho calcolato che essi raggiunsero lo share del 39,7% tra quelli giudicati colpevoli dal Tribunale Speciale, chiamato “Corte della Libertà”. Ammettiamolo, si trattava di macchine espiative rispetto alle quali il congegno torturatore immaginato dallo scrittore Terrestre Kafka nel racconto “Nella colonia penale”, ci appare come un attrezzo ginnico da beauty farm!
Non sorprenda quindi che un’organizzazione operante nella clandestinità – “Amnesty International” – denunciasse tali metodi come lesivi dei diritti dell’Uomo. Tra le file del Governo si levò più di una, sommessa, voce, di rispettoso dissenso verso le dure sanzioni, tanto che l’Esecutivo fece marcia indietro e, con atto benigno, abolì quelle pene reintroducendo la condanna a morte (erano esclusi dal patirla solo i rappresentanti ed i sostenitori di “Forza Terra”), condanna a morte ch’era senza dubbio pena più mite di fronte a quelle delle quali ho riferito.
In politica estera, gli uomini di “Forza Terra” si distinsero per il sostegno offerto ai pianeti poveri. Allorché, difatti, qualche crudele carestia colpiva uno dei mondi vicini, inviava prontamente aerei. E li bombardava. Così come riferisce l’Eco (della Stampa) in una sua rubrica intitolata “Diario Minimo”.
Fu quello un’epoca in cui molto sviluppo fu dato dal governo allo sport nautico, infatti, ho trovato molte volte riportate cronache d’emozionanti gare d’off shore. E all’automobilismo: non a caso furono elevati i limiti di velocità sulle autostrade; tale norma contribuì pure a limitare il disavanzo del bilancio delle pensioni che da quel momento fu meno gravoso per lo Stato.
Pur nel consenso generale incoraggiato da molti volontari, chiamati, in omaggio al dolce castagno, “Lingue Marroni”, qualcosa sotterraneamente, ostilmente, si muoveva.
Non solo “Amnesty International” agitava il dissenso. Ho rinvenuto fogli che attestano l’esistenza di una coriacea opposizione. S’affidava a fanzines ch’attaccavano quelli di “Forza Terra”, giornaletti clandestini: “El País”, “Le Monde”, “Repubblica”, “Financial Times”, “Wall Street Journal”, testate anarchiche dai fantasiosi nomi; gli articoli erano firmati con pseudonimi ispirati beffardamente a siti anatomici e così si leggono nomi quali Bocca, Pansa, etc.
Progressivamente, però, “Forza Terra” fu pervasa da un delirio d’onnipotenza che la portò ad entrare in un conflitto, se non d’interesse certamente di dividendo, con alcune formazioni che avevano contribuito notevolmente al suo successo.
Specialmente con “Casa Nostra” – già ricordata all’inizio di questa conversazione – che reclamava benefici per i suoi iscritti e vedendoli tardare o ritenendoli d’entità non soddisfacente, si sentì tradita passando all’attacco.
Venne la cupa epoca chiamata: Era delle Guerre Totali.
In breve il pianeta precipitò nel disordine, risorsero vecchie sigle – ad esempio “Brigate Risse”, provocatori già un tempo al servizio della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) – che sconvolsero l’ordine pubblico.
Anche la Borsa si mosse, chiedendo a gran voce: “O la Borsa o la Vita”, com’è possibile apprendere da una vivace cronaca firmata da un reporter che si firmava con lo pseudonimo Marcello Marchesi.
Per meglio capire lo svolgersi di quei drammatici sommovimenti, nel mio laboratorio molto tempo l’ho destinato allo studio di un’importante categoria terrestre detta degli industriali riuniti nel club “Confidoinindustria”.
Sono essi da considerare, forse, come l’anima popolare di quel pianeta, e, del popolo, immagino, rappresentassero le istanze più genuine e sincere.
Ricordo che i più onesti fra loro erano iscritti anche a “Casa Nostra”, sicché per i dirigenti di quest’organizzazione fu facile diffondere orientamenti antigovernativi presso “Confidoinindustria”. Perché anche gli industriali, non paghi dei loro pur lauti guadagni, erano risentiti con “Forza Terra”: dopo aver ottenuto un’elusione fiscale ragionevolmente sconfinata, l’esenzione dal versamento dei contributi previdenziali, la possibilità di giustiziare in fabbrica i rappresentanti sindacali, le cose s’erano fermate lì.
Molte altre richieste non venivano tempestivamente esaudite.
Non tennero più l’annuale convegno del loro club sulle rive del Messalina Lake, ma lo trasferirono nella città di Cernobbio dispettosamente ribattezzata Cerbobbio.
Proprio lì – fra una seduta e l’altra di massoneterapia di cui erano tutti appassionati – stesero un Manifesto che recava in epigrafe la combattiva scritta “Qui lo dico e qui lo nego”.
All’articolo 18 si leggeva una dura contestazione al Governo; fecero poi seguire la pubblicazione d’opere di pensatori nei quali credettero di ravvisare l’origine delle nuove linee programmatiche; così – forse mal consigliati – rieditarono, agendo segretamente, libri come “Il Milione”, “Il Capitale” e, però alla luce del sole, in 24 ore, concepirono un periodico di violenta critica politica, provocatoriamente intitolato “Capital”. Per loro santo protettore rifiutarono ostinatamente Sant’Oro – in vita fu un brillante giornalista – adducendo la ragione che Sant’Oro (nonostante avesse un nome tanto propizio alle finalità di “Confidoinindustria”) era già stato adottato da altre corporazioni in passato e non escludevano che ad altre ancora sarebbe in seguito appartenuto.
Frattanto, la Chiesa dell’Orbe Terracqueo nicchiava, sugli avvenimenti si chiudeva in un silenzio tombale, da sepolcro imbiancato; non sorprendetevi nel sentirmi pronunciare tanti verbi ed aggettivi funebri, siamo, infatti, al principio della fine.
“Forza Terra” sentiva franare il terreno sotto i suoi piedi.
Inoltre, il movimento andava sguarnendosi, aldilà di Grondaia 5, d’organi d’informazione che lo difendessero perché molte redazioni e tipografie erano state devastate, e si trovava adornato ormai solo di qualche foglio che ne sosteneva le ragioni: ”Libero”…“Liberal”…”Liberazione”…testate queste che già nel nome tradivano l’ansietà di volersi sapere ancora a piede libero, l’auspicio di non essere imprigionati.
Presto la rivolta dilagò: dappertutto saccheggi, in ogni dove fiamme, moltissime località distrutte, stragi ovunque.
Si sospettò che qualche mente raffinatissima si muovesse dietro ai disordini contribuendo alla loro gravità, attraverso i cosiddetti Redblack Blok, in modo da riprendere il controllo della situazione in nome dell’ordine, ma in verità non sono ancora in grado di dirvi con certezza se la cosa fu mai provata, pur se molti documenti in mio possesso mi spingano a ritenere credibile l’ipotesi della provocazione.
Vi fu un personaggio che allora tentò di far tornare la ragione fra i Terrestri, ma non ebbe successo. Quasi certamente si trattava di un asiatico – ho rinvenuto, infatti, documenti che lo definiscono “il cinese” – e, probabilmente, proprio questa sua origine etnica ne determinò il fiasco, perché tutto il mondo occidentale diffidava delle creature del Sol Levante ritenute legate a vecchi schemi filosofici e pragmatici. Il fallimento del “cinese” fu dovuto anche alla presa di distanza dalle sue posizioni di due figure delle quali ho reperito, purtroppo, solo le iniziali dei nomi: FB e MD .
Che siano gli stessi che già un tempo congiurarono contro i prodi oppositori di “Forza Terra”?
Chi può dirlo!
Non sono riuscito fino ad oggi a squarciare le tenebre che avvolgono il mistero su quelle oscure iniziali. Ma non dispero. M’aspetto lumi dai glottologi che stanno studiando l’iscrizione che enigmaticamente accompagna sempre la sigla di quei misteriosi personaggi: i n f…m i.
Il pianeta, insomma, s’avviava luttuosamente verso la fine, perfino gli UFO non apparivano più nella volta celeste e, dopo aver fissato il pianeta con i loro occhi tecnotronici, fuggivano via atterriti lungo le piste dei cieli!
Non senza commozione m’avvio a descrivere l’ultimo atto.
Sì, gli occhi mi s’inumidiscono al pensiero dell’atroce fine dei Terrestri.
Potete ben immaginare che in quegli ultimi, arroventati, tempi dell’Era delle Guerre Totali, i giornali non uscivano nelle edicole, le radio erano mute, le televisioni più non trasmettevano, solo una voce eroicamente resisteva: quella di Grondaia 5. Ridotta ad una sola rete però. Che cosa trasmetteva? Nell’apparente, e commovente, tentativo d’allietare i cuori, spettacoli animati da un burattino con una maschera di tolla; tutto il mondo lo chiamava “Lecca-Lecca” divertendosi un sacco alle sue performances serali.
Accadde però che dai televisori, durante le trasmissioni, misteriosamente, esalasse un odore, dolciastro e acre, un misto d’incenso e zolfo. Al principio molti lo ritennero gradevole profumo e immaginarono che Lecca-Lecca oltre a trasmettere in 3D s’avvalesse anche di proiezioni olfattive per arricchire d’effetti speciali lo spettacolo.
Si sbagliavano!
A poco a poco, quell’aria salendo in cielo formò una nube purpurea velenosissima.
Invano alcuni tentarono di chiudere gli apparecchi tv per evitare gli effluvi, ci s’accorse ch’era impossibile spegnere i televisori, il comando off non funzionava più!
Lecca-Lecca, inesorabile, ogni sera dallo schermo trasmetteva la nube ingannevolmente profumata che attossiccava sterminando.
Fatalità o errore umano? Forse mai lo sapremo. Ma propendo per la prima ipotesi.
Se si trattò, infatti, di un’ultima, disperata, arma destinata a sconfiggere i rivoltosi, fu una bella cretinata di Lecca-Lecca! Possibile che fosse accecato a tal punto dal suo eccessivo zelo? Ma è pur vero che sul pianeta Terra – ci sia da lezione per evitare i loro errori – molto era praticata la sconsiderata volontà d’ingraziarsi i potenti a costo perfino della propria vita!
Non a caso così suonava un illiberale proverbio popolare terrestre: “Lo zelo si addice solo ai saggi ma si trova soprattutto negli sciocchi”.
Sia come sia, se quel gas fu un’arma, essa si rivolse anche contro gli appartenenti a “Forza Terra” che cadevano uno dopo l’altro…va detto che in questo, stoicamente, davano la precedenza a donne e bambini.
Per distinguersi dai nemici, morivano al suono del loro inno intitolato “Mera proprietà”, guardando fieramente in alto tenendo una mano sul petto. Secondo alcuni cronisti del tempo (ad esempio Feltrino, Ferrarone, Mentina, Straccio) sul cuore, secondo altri (ad esempio il Serra Serra), sul portafogli.
Termina qui la mia conferenza.
Vi risparmio alquanti episodi strazianti che ho appreso sulla fine del pianeta Terra…sì ho deciso di tacerli, per non turbare troppo l’animo vostro.
Buonasera.

 

 

Ecco, questo era il testo…che ora è?…’azzo! s'è fatto tardi…domattina ho una sveglia terribile, devo alzarmi per mezzogiorno. Vado via. Ci vediamo domani sera. 'Notte!

 

Tutti i testi di questa sezione sono registrati in SIAE alle sezioni Olaf o Dor.
Per riprodurli, due congiunte condizioni: citare l'autore e la sigla del sito.

 

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