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Questa sezione ospita soltanto notizie d'avvenimenti e produzioni che piacciono a me.
Troppo lunga, impegnativa, certamente lacunosa e discutibile sarebbe la dichiarazione dei principii che presiedono alle scelte redazionali, sono uno scansafatiche e vi rinuncio.
Di sicuro non troveranno posto qui i poeti lineari, i pittori figurativi, il teatro di parola. Preferisco, però, che siano le notizie e le riflessioni pubblicate a disegnare da sole il profilo di quanto si propone questo spazio. Che soprattutto tiene a dire: anche gli alieni prendono il taxi.

Io dico NO


Come accade dal 2000, anno di nascita di questa pubblicazione in Rete, Cosmotaxi a luglio chiude per ferie, riaprirà dopo l'estate.
Auguri di buone vacanze a chi le fa
.
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Tempo di referendum. Uno, e pericoloso, in Italia. Sulle modifiche costituzionali imposte dal Governo Renzi e sul nuovo sistema elettorale. L’esito inciderà profondamente sulle regole della democrazia e sulla vita quotidiana dei cittadini.
Alquante, a oggi, le pubblicazioni in Rete sulle ragioni del NO, al momento meno quelle stampate. Eccone due.

Già dal 7 luglio in libreria e in edicola: Perché No Tutto quello che bisogna sapere sul referenzum d’autunno contro la schiforma Boschi – Verdini di Marco Travaglio e Silvia Truzzi edito da PaperFirst, 204 pagine, 10.50 euro.

Un’altra proviene dalle Edizioni Gruppo Abele: Io dico NO.
Dal quarto di copertina.
«Dire No» è un esercizio di sovranità consapevole, un gesto di resistenza contro l’autoritarismo, la prevaricazione, l’attacco ai diritti di tutti. È una scelta per una società migliore.
I quattro autori, esponenti della società civile analizzano quali sono, fuori dagli slogan del governo, le vere implicazioni della riforma e quali sarebbero le conseguenze, nel lungo e nel breve periodo, sulla vita politica e sociale del Paese.

I contributi.

- “Un progetto contro la democrazia”
Alessandra Algostino (docente di Diritto costituzionale presso l’Università di Torino).

- “Falsi e verità su Italicum e Costituzione”
Livio Pepino (già magistrato, presidente del Controsservatorio Val Susa).

- “Ladri di sovranità”
Tomaso Montanari (docente di Storia dell’arte presso l’Università Federico II di Napoli).

- “Dal ‘no’ a un impegno collettivo”
Luigi Ciotti (presidente del Gruppo Abele e di Libera).

AA. VV.
Io dico NO
Pagine 80
Euro 5,00
Edizioni Gruppo Abele


Vignettisti per il NO


Come si sa, l’avvocata Maria Elena Boschi, nata a Montevarchi, Ministro senza portafogli (avendolo dato al padre per custodirlo in Banca Etruria) e il plurinquisito Denis Verdini, nato a Fivizzano (stessa località dov’è nato Sandro Bondi; da qui la proposta di farla città martire), sotto lo sguardo vigile dell’attuale Presidente del Consiglio dei Sinistri, Matteo Renzi, hanno riscritto la Costituzione. Diciamo la verità, era scritta maluccio.
Del resto che si vuole pretendere da gente volenterosa sì, ma improvvisata, quali erano Benedetto Croce, Luigi Einaudi, Epicarmo Corbino, Antonio Giolitti, Umberto Terracini, Alcide De Gasperi, e tanti altri.
Era necessario che cervelli quali quelli di Boschi Verdini – nomi che già ispirano un senso di aria fresca, di giovani forze d’irruenza equina come il cavallo della pubblicità Pino Silvestre Vidal, lanciato al galoppo – prendessero in mano la questione.
L’hanno fatto.
Eppure ci sono alquanti che disapprovano il loro lavoro e a un referendum che si terrà fra qualche mese, minacciano di suonarle di nuovo, come nelle recenti elezioni amministrative, a Don Matteo e alla sua banda d’allegri amici scrivendo sulla scheda un NO grosso come una casa.
Ne volete un esempio? Vi servo subito.

È nata un’iniziativa chiamata “Vignettisti per il No”, ideata da Luisa Marchini e promossa da Salviamo la Costituione-Bologna e dal Coordinamento per la Democrazia Costituzionale.
Questi tipacci hanno lanciato sul web un invito a tutti i vignettisti, noti o meno noti, perché inviino vignette che abbiano per oggetto singoli articoli della Costituzione, ma soprattutto il progetto di riforma Renzi-Boschi e le ragioni di chi lo ritiene una iattura per la democrazia.
Le vignette andranno indirizzate a vignettistiperilno@gmail.com e una commissione composta di membri delle due associazioni sceglierà quelle più adatte da pubblicare sulla pagina facebook “Vignettisti per il NO”.

Hanno già aderito alla campagna: Danilo Maramotti, Mimmo Lombezzi, Pietro Vanessi, Leo Magliacano, Tiziano Riverso e gli amici di Acidus, Ugo Sajini, Enrico Biondi, Giorgio Franzaroli.
Tra le prime vignette pubblicate, si troveranno alcuni disegni di Alberto Rebori, prematuramente scomparso nell’aprile scorso, già donati al Comitato per il No nella campagna referendaria del 2006, nell’àmbito dell’iniziativa delle Cartoline della Costituzione.
Il ‪‎manifesto‬ della campagna, umoristicamente ispirato al realismo socialista, è stato disegnato da Pietro Vanessi‬.‬


La città incantata


Esiste in Italia un lungo elenco di località di particolare interesse con ormai pochi abitanti e altre ancora completamente abbandonate e in rovina.
Un posto magnifico, è Civita di Bagnoregio fondato 2500 anni fa dagli Etruschi.
QUI alcuni scorci del paese visti da Valerio Livigni fotografo dell’Unesco.
Da governi di lontane date, fino all’attuale, il turismo, specie di luoghi di grande interesse paesaggistico o storico, spesso giace in un triste abbandono.
Lo scrittore Bonaventura Tecchi (1896 – 1968), nativo del borgo, aveva denominato Civita la “Città che muore”, perché Civita di Bagnoregio, infatti, sorge su un terreno molto precario: situata su una platea tufacea, rischiando il crollo perché i vasti banchi d’argilla che la sorreggono sono soggetti a continua erosione.
Per preservare l’esistenza di Civita, la Regione Lazio sta guidando una mobilitazione per chiedere il riconoscimento del borgo come patrimonio dell’Unesco per aiutare a sottrarre la cittadina dalle minacce e dalle insidie degli agenti atmosferici che mettono a rischio la storia millenaria di questi luoghi.

Un’iniziativa, cui arrise l’anno scorso un forte successo, sarà replicata quest’anno in una nuova più ricca edizione: La città incantata.
Festival promosso dalla Regione Lazio con Roma Capitale, realizzato da Progetto ABC insieme con Nufactory, vede Civita di Bagnoregio trasformarsi in un centro di energia creativa, il luogo in cui per due giorni (dalle 12 del venerdì alle 13 di domenica) oltre 50 tra animatori, disegnatori, fumettisti, storyboarder, street artist e artisti visivi in genere si confronteranno e incontreranno il pubblico per raccontare i loro lavori, il loro stile, le loro tecniche. In un turbinio d’incontri conosceremo i segreti del disegno diretto sulla pellicola, dell’animazione dei pupazzi e della plastilina, della creazione di uno storyboard per il cinema dal vero o per un film animato, dell’uso di un software per dare forza alle immagini, di come si anima un personaggio in un computer o con le tecniche tradizionali, di come s’interagisce con un filmato e così via, entrando fin nei minimi dettagli del lavoro di un animatore e di un disegnatore che sa quanto sia importante dare alla matita l’inclinazione giusta sul foglio di carta per ottenere il giusto risultato.
Dice il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: «La seconda edizione della kermesse promossa dalla Regione Lazio si svolgerà anche quest’anno nel borgo di Civita di Bagnoregio perché è un luogo-simbolo del mondo da salvare, paesaggio unico e straordinario dove far vivere l'immaginario e ricreare l'energia dell'arte vissuta e condivisa: un luogo magico che ha ispirato molti artisti, influenzato diverse esperienze culturali e che abbiamo fortemente sostenuto con la candidatura presso l’Unesco affinché sia riconosciuto quale Patrimonio dell’Umanità».

La direzione artistica è di Luca Raffaelli uno dei massimi esperti italiani nel campo dei fumetti e dei cartoni animati, impegnato da lungo tempo nello studio e nella promozione della “nona arte” attraverso la sua attività di saggista, giornalista e promotore di festival dedicati.

Vignette… vignettisti… diceva Enzo Biagi che una sola vignetta di Altan valeva alquanti articoli di fondo.
La vignetta si lega spessissimo alla difesa delle libertà individuali, civili e collettive esercitando la satira, talvolta con esiti tragici - si pensi al massacro fatto da terroristi musulmani nella redazione di Charlie Hebdo.
In Italia la tradizione satirica attraverso immagini verbovisive è da sempre molto viva e ne è testimonianza anche la recente iniziativa Vignettisti per il NO dei quali illustrerò il progetto prossimamente.

Per leggere il programma del Festival “La città incantata”: CLIC!

Ufficio Stampa HF4
Marta Volterra marta.volterra@hf4.it - 340.96.900.12
Marika Polidori marika.polidori@hf4.it - 339.14.30.275
Elena Balestri elena.balestri@hf4.it - 392.30.94.345

La città incantata
Civita di Bagnoregio (VT)
8 - 10 luglio 2016


Novità da FUOCOfuochino

Si definisce “la più povera casa editrice del mondo”, o meglio: così la definisce il suo fondatore, l’artista patafisico Afro Somenzari, uomo cui piace perdersi, e ritrovarsi, nei giochi dei bambini; il mio amico Giordano Falzoni non avrebbe dubbi nell’inserirlo nell’eroica categoria dei bambulti, i bambini adulti, cui dobbiamo la parte creativa del mondo.
Tra le invenzioni di Afro c’è anche una minuscola casa editrice chiamata FUOCOfuochino, come quel vecchio gioco nel guidare qualcuno a scoprire un oggetto nascosto.
Minuscola sì, ma prolifica st’editrice, pensate che è arrivata a pubblicare 137 titoli, tutti di poche pagine, vantando fra nomi d’autori di testi e nomi che hanno scritto su di essa, firme che vanno da Gianni Celati ad Andrea Cortellessa, da Pupi Avati a Lamberto Pignotti, da Roberto Freak Antoni a Valerio Magrelli e a tanti tanti altri.
Ora presenta due novità.

“Il tessuto dei sogni” di Giuseppe Festa, laureato in Scienze Naturali, si occupa di educazione ambientale. E' detto nelle note: "Appassionato musicista, è cantante e autore del gruppo Lingalad. Protagonista e sceneggiatore del premiato film documentario Oltre la Frontiera, è autore di diversi reportage sulla natura trasmessi dalla Rai. Ha pubblicato Il passaggio dell'orso (Salani, 2013), L'ombra del gattopardo (Salani, 2014), Incubo a occhi aperti (Piemme, 2015) e La luna è dei lupi (Salani, 2016)".
Ecco un brano tratto dalla presentazione dell’Editore, brano di perfezione letteraria se, come sto per fare, si può usare il primo e l’ultimo rigo del pezzo e tutto perfettamente funziona. Ecco a voi: “Si può leggere senza capire ma non si può capire senza ascoltare. Il resto è Festa”.

L’altro titolo: “Rabelais a Roma”, autore Paolo Morelli, è una raffinata operazione: la traduzione in un godurioso romanesco antico di due pagine del grande François. Scrive Gino Ruozzi nella presentazione: “Perché mai direi io e direbbe forse qualcun altro, il fine filologo Morelli avrà voluto riesumare reperto così antico e anacronistico? E di così dubbia autenticità? E che c’entra poi Roma?
Con Morelli è così: domande e sorprese”.
L’autore dice di sé che “è autore di alcuni libri che hanno avuto la fortuna di un cane bastardo in chiesa, anche se poi ogni volta c’era qualcuno a cui il cane stava simpatico e lo richiamava dentro, giusto in modo che possa esser ricacciato a calci per strada dai chierici schierati”
L’unica cosa che lo mette di buon umore “è il fatto che ogni volta che si ritrova con degli scrittori di peso questi appena lo vedono finiscono per tastarsi dove hanno il portafogli”.


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